VENERDI 20 MAGGIO ORE 15
c/o CHIAMA MILANO, Largo Corsia dei Servi 11
riunione Coordinamento Lavotratori Scuola
Proposte di ordine del giorno:
1. analisi del DECRETO SVILUPPO e aggiornamento graduatorie
2. organizzazione e partecipazione a nuove iniziative di lotta dei precari
3. adesione e costruzione prossimo sciopero degli scrutini 14 e 14 giugno (per la Lombardia)
Grazie
Coordinamento Lavoratori Scuola Milano
17 maggio 2011
4 maggio 2011
11 maggio: giorno della rabbia dei precari della scuola

PEDALATA DI PROTESTA
in difesa della Scuola Pubblica
MERCOLEDI 11 MAGGIO
appuntamento ore 19,30
p.zza Duca d'Aosta, sotto il Pirellone (MM Staz. Centrale)
Per organizzare al meglio l'iniziativa ci troviamo:
VENERDI 6 MAGGIO ore 14,30 presso Chiamamilano
Largo Corsia dei Servi – MM San Babila
contatti: coordinamento3ottobre@gmail.com
in difesa della Scuola Pubblica
MERCOLEDI 11 MAGGIO
appuntamento ore 19,30
p.zza Duca d'Aosta, sotto il Pirellone (MM Staz. Centrale)
Per organizzare al meglio l'iniziativa ci troviamo:
VENERDI 6 MAGGIO ore 14,30 presso Chiamamilano
Largo Corsia dei Servi – MM San Babila
contatti: coordinamento3ottobre@gmail.com
Etichette:
Pedalata di protesta 11 maggio 2011
25 aprile 2011
Assemblea venerdì 29 aprile ore 15
A tutti i precari della scuola
Ci lasciano senza lavoro semplicemente per risparmiare e poi ci offrono DIECI ANNI di stipendio garantito attraverso un REALITY……
Se ancora non hai deciso di prendere posizione contro l’azione di massacro della scuola pubblica di questo governo, è arrivato il momento di farlo!!!!
Venerdì 6 maggio
in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL
PROPONIAMO UNA
CRITICAL MASS DEI PRECARI
(e di chiunque voglia farsi sentire)
per ridare voce e visibilità
alla scuola
Per organizzare l’iniziativa ci troviamo
venerdì 29 aprile ore 15
sede di Chiama Milano – Largo Corsia dei Servi
Ti aspettiamo!!! Abbiamo bisogno di te.
Ci lasciano senza lavoro semplicemente per risparmiare e poi ci offrono DIECI ANNI di stipendio garantito attraverso un REALITY……
Se ancora non hai deciso di prendere posizione contro l’azione di massacro della scuola pubblica di questo governo, è arrivato il momento di farlo!!!!
Venerdì 6 maggio
in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL
PROPONIAMO UNA
CRITICAL MASS DEI PRECARI
(e di chiunque voglia farsi sentire)
per ridare voce e visibilità
alla scuola
Per organizzare l’iniziativa ci troviamo
venerdì 29 aprile ore 15
sede di Chiama Milano – Largo Corsia dei Servi
Ti aspettiamo!!! Abbiamo bisogno di te.
6 aprile 2011
prossima riunione
VENERDI 8 APRILE ORE 15
PRESSO ASSOCIAZIONE CHIAMA MILANO
LARGO CORSIA DEI SERVI - MM DUOMO
PRESSO ASSOCIAZIONE CHIAMA MILANO
LARGO CORSIA DEI SERVI - MM DUOMO
Proposte
Conclusioni dell’assemblea di mercoledì 23 marzo del Coordinamento Lavoratori Scuola Milano
La discussione è stata molto interessante e vivace; nella prima parte abbiamo toccato essenzialmente la questione rinnovo delle graduatorie ad esaurimento - alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale sull’inserimento a pettine e dei contraddittori provvedimenti del Governo sul rinnovo delle graduatorie stesse.
L’assemblea è stata unanime nel sostenere che provvedimenti di non rispetto della sentenza costituzionale e di congelamento delle graduatorie, al netto della propaganda leghista di “favorire i precari residenti al nord” e degli interessi contrapposti immediati, si inseriscono nel progetto - già avviato due anni fa con la presentazione del PDL Aprea e oggi riproposto in Parlamento, in forme solo apparentemente diverse, dal leghista Pittoni - di cancellazione delle graduatorie ad esaurimento e di sostituzione delle stesse con albi regionali al fine di introdurre un meccanismo, anche se mascherato, di assunzione diretta dei lavoratori della scuola, con conseguente azzeramento di titoli e punteggi acquisiti, meccanismo penalizzante sia per i precari del nord che per i precari del sud.
La seconda parte della discussione ha avuto come oggetto quello di pensare a quali azioni e proposte mettere in campo per disinnescare questa “soluzione finale” per i precari. Tutti abbiamo convenuto come sia assolutamente necessario non dividerci ma come lavoratori della scuola trovare insieme la soluzione ai problemi che ci accomunano (assunzioni in ruolo dei precari, rifinanziamento di una scuola che mantenga un suo carattere pubblico e statale, qualità del lavoro e del servizio offerto), informare i nostri colleghi e riprendere ad organizzare azioni di lotta. E’ evidente tuttavia che se non vi è una presa di coscienza, partecipazione e un impegno diretto da parte di ciascun lavoratore in questa battaglia comune, i problemi avranno sempre la soluzione per noi più svantaggiosa (più precarietà, più tagli, privatizzazione, regionalizzazione, cancellazione delle graduatorie) e ogni azione di lotta sarà destinata a fallire.
L’assemblea ha inoltre messo in evidenza come l’intervento militare dell’Italia in Libia significhi nei fatti ulteriori spese belliche a danno dei servizi pubblici essenziali, compresa la scuola, e a detrimento di futuri investimenti sul lavoro, contro la precarietà e la disoccupazione e per questo si impegna a unire la lotta contro i tagli e in difesa della scuola pubblica alla più generale lotta contro tutte le guerre e in difesa dei servizi pubblici essenziali.
In conclusione l’assemblea ha individuato i seguenti punti su cui invitiamo tutti i lavoratori della scuola, e i precari in primis, a discutere e organizzare future azioni di lotta:
Difesa della qualità del lavoro nella scuola pubblica consistente in:
diminuzione del numero di alunni per classe
aumento delle ore di sostegno e ripristino del precedente rapporto docente-alunni disabili
aumento del le ore per singola materia secondo i piani ministeriali precedenti alla Riforma Gelmini
Ripristino del tempo pieno e delle compresenze
Aumento del personale ATA
Piano triennale di esaurimento delle graduatorie provinciali tramite assunzione a tempo indeterminato di tutti gli iscritti che abbiano conseguito un punteggio minimo pari a tre anni di servizio effettivo (no punteggio Forcom o simili) o un punteggio minimo pari a due anni di SISS più un anno di servizio (IX ciclo SISS);
Istituzione di concorsi abilitanti per docenti non inclusi nelle GAE al fine di attivare un ulteriore piano di assunzioni per tutti coloro che abbiano maturato i requisiti dei tre anni di servizio effettivo;
Piano di assunzione a T.I. per il personale ATA, per i collaboratori scolastici e gli addetti alle pulizie con almeno tre anni di servizio effettivo;
Rifiuto di qualsiasi progetto volto alla cancellazione delle graduatorie ad esaurimento e opposizione forma a qualsiasi tentativo di regionalizzazione del sistema di reclutamento tramite albi regionali e/o assunzione diretta;
Rifiuto dei progetti sul merito e la valutazione del personale docente così come presentati dal Ministro Gelmini nell’ultimo decreto sulla sperimentazione e rifiuto della suddivisione delle carriere in tre fasce di merito come previsto dalla Legge Brunetta.
L’assemblea ha sottolineato la necessità di rilanciare da subito l’azione diretta dei lavoratori della scuola e ridare visibilità alle rivendicazioni dei precari attraverso lotte autonome e dirompenti.
Coordinamento Lavoratori Scuola Milano
coordinamento3ottobre@gmail.com
La discussione è stata molto interessante e vivace; nella prima parte abbiamo toccato essenzialmente la questione rinnovo delle graduatorie ad esaurimento - alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale sull’inserimento a pettine e dei contraddittori provvedimenti del Governo sul rinnovo delle graduatorie stesse.
L’assemblea è stata unanime nel sostenere che provvedimenti di non rispetto della sentenza costituzionale e di congelamento delle graduatorie, al netto della propaganda leghista di “favorire i precari residenti al nord” e degli interessi contrapposti immediati, si inseriscono nel progetto - già avviato due anni fa con la presentazione del PDL Aprea e oggi riproposto in Parlamento, in forme solo apparentemente diverse, dal leghista Pittoni - di cancellazione delle graduatorie ad esaurimento e di sostituzione delle stesse con albi regionali al fine di introdurre un meccanismo, anche se mascherato, di assunzione diretta dei lavoratori della scuola, con conseguente azzeramento di titoli e punteggi acquisiti, meccanismo penalizzante sia per i precari del nord che per i precari del sud.
La seconda parte della discussione ha avuto come oggetto quello di pensare a quali azioni e proposte mettere in campo per disinnescare questa “soluzione finale” per i precari. Tutti abbiamo convenuto come sia assolutamente necessario non dividerci ma come lavoratori della scuola trovare insieme la soluzione ai problemi che ci accomunano (assunzioni in ruolo dei precari, rifinanziamento di una scuola che mantenga un suo carattere pubblico e statale, qualità del lavoro e del servizio offerto), informare i nostri colleghi e riprendere ad organizzare azioni di lotta. E’ evidente tuttavia che se non vi è una presa di coscienza, partecipazione e un impegno diretto da parte di ciascun lavoratore in questa battaglia comune, i problemi avranno sempre la soluzione per noi più svantaggiosa (più precarietà, più tagli, privatizzazione, regionalizzazione, cancellazione delle graduatorie) e ogni azione di lotta sarà destinata a fallire.
L’assemblea ha inoltre messo in evidenza come l’intervento militare dell’Italia in Libia significhi nei fatti ulteriori spese belliche a danno dei servizi pubblici essenziali, compresa la scuola, e a detrimento di futuri investimenti sul lavoro, contro la precarietà e la disoccupazione e per questo si impegna a unire la lotta contro i tagli e in difesa della scuola pubblica alla più generale lotta contro tutte le guerre e in difesa dei servizi pubblici essenziali.
In conclusione l’assemblea ha individuato i seguenti punti su cui invitiamo tutti i lavoratori della scuola, e i precari in primis, a discutere e organizzare future azioni di lotta:
Difesa della qualità del lavoro nella scuola pubblica consistente in:
diminuzione del numero di alunni per classe
aumento delle ore di sostegno e ripristino del precedente rapporto docente-alunni disabili
aumento del le ore per singola materia secondo i piani ministeriali precedenti alla Riforma Gelmini
Ripristino del tempo pieno e delle compresenze
Aumento del personale ATA
Piano triennale di esaurimento delle graduatorie provinciali tramite assunzione a tempo indeterminato di tutti gli iscritti che abbiano conseguito un punteggio minimo pari a tre anni di servizio effettivo (no punteggio Forcom o simili) o un punteggio minimo pari a due anni di SISS più un anno di servizio (IX ciclo SISS);
Istituzione di concorsi abilitanti per docenti non inclusi nelle GAE al fine di attivare un ulteriore piano di assunzioni per tutti coloro che abbiano maturato i requisiti dei tre anni di servizio effettivo;
Piano di assunzione a T.I. per il personale ATA, per i collaboratori scolastici e gli addetti alle pulizie con almeno tre anni di servizio effettivo;
Rifiuto di qualsiasi progetto volto alla cancellazione delle graduatorie ad esaurimento e opposizione forma a qualsiasi tentativo di regionalizzazione del sistema di reclutamento tramite albi regionali e/o assunzione diretta;
Rifiuto dei progetti sul merito e la valutazione del personale docente così come presentati dal Ministro Gelmini nell’ultimo decreto sulla sperimentazione e rifiuto della suddivisione delle carriere in tre fasce di merito come previsto dalla Legge Brunetta.
L’assemblea ha sottolineato la necessità di rilanciare da subito l’azione diretta dei lavoratori della scuola e ridare visibilità alle rivendicazioni dei precari attraverso lotte autonome e dirompenti.
Coordinamento Lavoratori Scuola Milano
coordinamento3ottobre@gmail.com
18 marzo 2011
ASSEMBLEA DEI PRECARI DELLA SCUOLA
CONTRO I TENTATIVI DI DIVIDERCI IN UNA GUERRA “PER O CONTRO IL PETTINE” TRA LAVORATORI DEL SUD E DEL NORD RIPRENDIAMO UNITI LA LOTTA CONTRO I TAGLI E PER L'ASSUNZIONE IN RUOLO DI TUTTI I PRECARI INSERITI NELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO
COSTRUIAMO DAL BASSO LA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO
ASSEMBLEA DEI PRECARI DELLA SCUOLA
MERCOLEDI 23 MARZO ORE 15
PRESSO ASSOCIAZIONE CHIAMA MILANO
LARGO CORSIA DEI SERVI
MM DUOMO
Richiedi l’iscrizione alla nostra mailing list, inviandoci una mail al seguente indirizzo: coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Lavoratori Scuola Milano
COSTRUIAMO DAL BASSO LA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO
ASSEMBLEA DEI PRECARI DELLA SCUOLA
MERCOLEDI 23 MARZO ORE 15
PRESSO ASSOCIAZIONE CHIAMA MILANO
LARGO CORSIA DEI SERVI
MM DUOMO
Richiedi l’iscrizione alla nostra mailing list, inviandoci una mail al seguente indirizzo: coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Lavoratori Scuola Milano
16 marzo 2011
BOICOTTIAMO I LIBRI DI TESTO DELLE CASE EDITRICI DI BERLUSCONI
Cari amici e colleghi, ecco l'elenco delle case editrici scolastiche di
proprietà del nostro capo di governo, il quale ci ha appena accusati di NON SAPER EDUCARE I GIOVANI.
Certo, vista la tentacolare espansione delle case editrici scolastiche di sua proprietà, bisognerà ammettere che per corrompere i giovani, in un modo o nell'altro, ci avvaliamo della sua collaborazione. Vogliamo fare un po' di boicottaggio? Così, tanto per far vedere che abbiamo ancora una spina dorsale DRITTA.
L'elenco è questo, di seguito incollo la presentazione dal loro sito:
A. Mondadori Scuola
C. Signorelli Scuola
Einaudi Scuola
Electa Scuola
Juvenilia Scuola
Le Monnier Scuola
Minerva Scuola
Mursia Scuola
Piemme Scuola
Poseidonia Scuola
Salani Narrativa
Scuola & Azienda
proprietà del nostro capo di governo, il quale ci ha appena accusati di NON SAPER EDUCARE I GIOVANI.
Certo, vista la tentacolare espansione delle case editrici scolastiche di sua proprietà, bisognerà ammettere che per corrompere i giovani, in un modo o nell'altro, ci avvaliamo della sua collaborazione. Vogliamo fare un po' di boicottaggio? Così, tanto per far vedere che abbiamo ancora una spina dorsale DRITTA.
L'elenco è questo, di seguito incollo la presentazione dal loro sito:
A. Mondadori Scuola
C. Signorelli Scuola
Einaudi Scuola
Electa Scuola
Juvenilia Scuola
Le Monnier Scuola
Minerva Scuola
Mursia Scuola
Piemme Scuola
Poseidonia Scuola
Salani Narrativa
Scuola & Azienda
23 febbraio 2011
Reagiamo al tentativo di cancellare le graduatorie
I precari della scuola, in particolare quelli del nord, stanno sottovalutando la portata degli effetti del congelamento delle graduatorie e dell'emendamento "anti-meridionali" della Lega. Se il congelamento apparentemente può favorire oggi i precari del nord (a danno però di quelli del sud con cui molti di noi condividono le origini) il rischio molto concreto è che le graduatorie stesse non vengano più riaperte e si apra invece la strada a nuove forme di reclutamento dove formazione, titoli e punteggi precedenti non conteranno più niente e magari saremo tutti costretti a sostenere nuovi concorsi, insieme ai neo-laureati o agli abilitati del nuovo Tirocinio Attivo o, senza santi in paradiso, ci augureremo di essere graditi a un preside qualunque. Il vero obiettivo di questi provvedimenti è chiaro ed è annunciato dallo stesso onorevole Pittoni (leggete sotto), il senatore leghista che ha presentato l'emendamento al Milleproroghe: la cancellazione definitiva delle graduatorie provinciali, la sua sostituzione con albi regionali.
Il pericolo è gravissimo ed è, secondo noi, da incoscenti rallegrarsi, come si sente dire da molti precari che lavorano al nord (e anche da molti sindacalisti) del fatto che vengano congelate le graduatorie e che i nostri colleghi meridionali che da anni lavorano al nord con le graduatorie d'istituto siano "espulsi" dalle provincie dove ottengono un incarico perchè costretti a inserirsi nelle scuole della provincia dove si è inseriti nella graduatoria provinciale.
E' palese che questo è solo un tentativo per dividere i precari del nord da quelli del sud (con gli stessi strumenti con cui si dividono i lavoratori italiani dai lavoratori immigrati "che rubano il lavoro e sono disonesti"), per innescare una guerra tra poveri che impedisca il risveglio di un movimento della scuola più forte e arrabbiato e soprattutto è un tentativo per distrarre l'attenzione dalla vera causa di questo macello: gli 8 miliardi di euro di finanziamento in meno per la scuola pubblica, i 150.000 tagli in tre anni (e il prossimo sarà il più pesante).
Dobbiamo reagire, dobbiamo tornare a lottare uniti, dobbiamo ricreare un fronte compatto della scuola capace di rivendicare senza tentennamenti da nord a sud il ritiro dei tagli, l'assunzione in ruolo sui posti vacanti e le dimissioni della Gelmini responsabile di questo disastro. Ci auguriamo che i colleghi del sud sappiano reagire e organizzarsi in fretta e con forza ma sarebbe importante che anche dal nord (e in particolare da una città importante come Milano) venisse una risposta decisa a favore della riapertura immediata delle graduatorie, senza cadere nella trappola dell'interesse immediato e della concorrenza selvaggia tra precari in cui ci vogliono mettere.
Coordinamento Lavoratori Scuola Milano
coordinamento3ottobre@gmail.com
PS.
Se è inevitabile che la sentenza della Consulta divide in parte i precari (soprattutto tra sud e nord) la risposta non può essere non prendere posizione e mettersi in tasca qualche vantaggio provvisorio. Bisogna schierarsi dalla parte del diritto alla mobilità sul territorio nazionale (che è un diritto sacrosanto e che non può essere lasciato all'arbitrio e alle manovre politiche del governo di turno altrimenti ci sarà sempre una "buona ragione" per congelarci e incatenarci come schiavi a un posto di lavoro, a una provincia o a un elenco) e bisogna organizzarsi e lottare per unire i precari non in base agli interessi particolari ma a quello generale del ritiro dei tagli.
http://www.orizzontescuola.it/node/13696
comunicato Lega Nord - Via libera del Senato, con la fiducia sul Milleproroghe, all'emendamento della Lega Nord che congela le graduatorie degli insegnanti precari fino al 31 agosto del 2012, «fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla declaratoria di llegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 4 ter del decreto legge 25 settembre 2009 n. 134, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2009, n. 167».
«Il provvedimento - spiega il senatore Mario Pittoni, capogruppo del Carroccio in commissione Istruzione del Senato e autore dell'emendamento - consente di applicare la sentenza della Corte costituzionale (che impone l'inserimento nelle graduatorie in base al punteggio anche per le cosiddette "code") ai soli ricorrenti. Contiamo così di contenere il numero di insegnanti precari - non solo del Centro-Nord - che perderanno il posto, dopo aver lavorato negli ultimi anni in maniera sostanzialmente continuativa. Conseguenza di punteggi abnormi (a volte più che doppi, e non capiamo come mai a chi straparla di "merito" non venga qualche dubbio su certi numeri, che danneggiano prima di tutto le persone serie del Sud) maturati in alcune aree del Paese da molti di coloro ai quali è stato consentito di iscriversi come riserva nelle graduatorie di altre province. Ora se davvero - come dice la Consulta - si vuole valorizzare il merito, va riformato con la massima urgenza il sistema di reclutamento degli insegnanti. Abbiamo già consegnato al ministro Gelmini una proposta articolata sulla quale le principali forze sindacali (Cgil esclusa) hanno manifestato disponibilità. Proponiamo un meccanismo su base regionale, ma non ci sono "fili spinati". Il progetto - che non ha nulla di discriminatorio nei confronti di nessuno - è in linea con la Costituzione, la legge nazionale e la normativa europea. Chi però è stato valutato in maniera troppo "generosa" in altre realtà - avverte Pittoni - non riuscirà più a scavalcare chi effettivamente merita; sia che venga dal Nord, sia che venga dal Centro, sia che venga dal Sud».
Il pericolo è gravissimo ed è, secondo noi, da incoscenti rallegrarsi, come si sente dire da molti precari che lavorano al nord (e anche da molti sindacalisti) del fatto che vengano congelate le graduatorie e che i nostri colleghi meridionali che da anni lavorano al nord con le graduatorie d'istituto siano "espulsi" dalle provincie dove ottengono un incarico perchè costretti a inserirsi nelle scuole della provincia dove si è inseriti nella graduatoria provinciale.
E' palese che questo è solo un tentativo per dividere i precari del nord da quelli del sud (con gli stessi strumenti con cui si dividono i lavoratori italiani dai lavoratori immigrati "che rubano il lavoro e sono disonesti"), per innescare una guerra tra poveri che impedisca il risveglio di un movimento della scuola più forte e arrabbiato e soprattutto è un tentativo per distrarre l'attenzione dalla vera causa di questo macello: gli 8 miliardi di euro di finanziamento in meno per la scuola pubblica, i 150.000 tagli in tre anni (e il prossimo sarà il più pesante).
Dobbiamo reagire, dobbiamo tornare a lottare uniti, dobbiamo ricreare un fronte compatto della scuola capace di rivendicare senza tentennamenti da nord a sud il ritiro dei tagli, l'assunzione in ruolo sui posti vacanti e le dimissioni della Gelmini responsabile di questo disastro. Ci auguriamo che i colleghi del sud sappiano reagire e organizzarsi in fretta e con forza ma sarebbe importante che anche dal nord (e in particolare da una città importante come Milano) venisse una risposta decisa a favore della riapertura immediata delle graduatorie, senza cadere nella trappola dell'interesse immediato e della concorrenza selvaggia tra precari in cui ci vogliono mettere.
Coordinamento Lavoratori Scuola Milano
coordinamento3ottobre@gmail.com
PS.
Se è inevitabile che la sentenza della Consulta divide in parte i precari (soprattutto tra sud e nord) la risposta non può essere non prendere posizione e mettersi in tasca qualche vantaggio provvisorio. Bisogna schierarsi dalla parte del diritto alla mobilità sul territorio nazionale (che è un diritto sacrosanto e che non può essere lasciato all'arbitrio e alle manovre politiche del governo di turno altrimenti ci sarà sempre una "buona ragione" per congelarci e incatenarci come schiavi a un posto di lavoro, a una provincia o a un elenco) e bisogna organizzarsi e lottare per unire i precari non in base agli interessi particolari ma a quello generale del ritiro dei tagli.
http://www.orizzontescuola.it/node/13696
comunicato Lega Nord - Via libera del Senato, con la fiducia sul Milleproroghe, all'emendamento della Lega Nord che congela le graduatorie degli insegnanti precari fino al 31 agosto del 2012, «fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla declaratoria di llegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 4 ter del decreto legge 25 settembre 2009 n. 134, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2009, n. 167».
«Il provvedimento - spiega il senatore Mario Pittoni, capogruppo del Carroccio in commissione Istruzione del Senato e autore dell'emendamento - consente di applicare la sentenza della Corte costituzionale (che impone l'inserimento nelle graduatorie in base al punteggio anche per le cosiddette "code") ai soli ricorrenti. Contiamo così di contenere il numero di insegnanti precari - non solo del Centro-Nord - che perderanno il posto, dopo aver lavorato negli ultimi anni in maniera sostanzialmente continuativa. Conseguenza di punteggi abnormi (a volte più che doppi, e non capiamo come mai a chi straparla di "merito" non venga qualche dubbio su certi numeri, che danneggiano prima di tutto le persone serie del Sud) maturati in alcune aree del Paese da molti di coloro ai quali è stato consentito di iscriversi come riserva nelle graduatorie di altre province. Ora se davvero - come dice la Consulta - si vuole valorizzare il merito, va riformato con la massima urgenza il sistema di reclutamento degli insegnanti. Abbiamo già consegnato al ministro Gelmini una proposta articolata sulla quale le principali forze sindacali (Cgil esclusa) hanno manifestato disponibilità. Proponiamo un meccanismo su base regionale, ma non ci sono "fili spinati". Il progetto - che non ha nulla di discriminatorio nei confronti di nessuno - è in linea con la Costituzione, la legge nazionale e la normativa europea. Chi però è stato valutato in maniera troppo "generosa" in altre realtà - avverte Pittoni - non riuscirà più a scavalcare chi effettivamente merita; sia che venga dal Nord, sia che venga dal Centro, sia che venga dal Sud».
26 gennaio 2011
Sciopero generale 28 gennaio
Appuntamento
MANIFESTAZIONE REGIONALE A MILANO
con partenza ORE 9.30 da Bastioni di Porta Venezia
MANIFESTAZIONE REGIONALE A MILANO
con partenza ORE 9.30 da Bastioni di Porta Venezia
23 gennaio 2011
ATTENZIONE: votare NO alla sperimentazione sul merito
ATTENZIONE!!!!
Nei prossimi giorni/settimane a Milano e provincia nei Collegi Docenti saremo chiamati a votare sull'adesione delle nostre scuole al progetto di sperimentazione sul merito che la Gelmini cerca di rifilarci dopo i flop rimediati a Napoli, Torino e Pisa.
Dobbiamo votare NO e respingere questo ennesimo attacco alla libertà di insegnamento e alla nostra dignità di insegnanti, come hanno fatto i nostri colleghi delle altre città. A Napoli, Torino e Pisa quasi il 100% dei Collegi si è espressa contro l'adesione che NON E' OBBLIGATORIA.
Ricordo che questo progetto di sperimentazione, con il pretesto di premiare il merito, vuole introdurre non solo delle differenze retributive fra chi svolge le stesse mansioni ma creare delle fasce di “merito” che prevedano obbligatoriamente accanto a una fascia di meritevoli una fascia di “non meritevoli” a prescindere dalle effettive capacità dei singoli che sarebbero quindi più ricattabili e, per quelli di ruolo, perfino licenziabili. Questo progetto in realtà non vuole stabilire i migliori ma stabilire per decreto i “peggiori” forse per giustificare futuri ulteriori tagli e isolare i “rompiscatole” e i sindacalisti non allineati.
E noi precari che cambiamo ogni anno scuola e siamo già in partenza considerati gli "ultimi arrivati" in quale fascia pensate languiremo, in quella alta o in quella bassa? Ecco quindi servitovi un altro strumento di sfruttamento e di sfoltimento del personale.
I criteri su cui sarebbe fatta la valutazione non sono affatto specificati nel decreto. Chi è l'insegnante più bravo: chi promuove di più? Chi boccia di più? Chi fa più progetti che fanno incamerare soldi alla scuola? E chi decide: il dirigente scolastico? Gli altri colleghi? Studenti e genitori? Dei fantomatici esperti esterni? Non è dato sapere. Quello di cui siamo sicuri è che questo favorirà ulteriore CLIENTELISMO, il mercimonio dei progetti inutili o peggio ancora spingerà sempre più i docenti a stabilire con studenti e genitori non più una libera relazione educativa ma basata sull'interesse degli stessi docenti a non essere mal valutati per non finire nella fascia del disonore.
Inoltre il premio è una bufala perchè in base al decreto sarà destinato, tra le scuole che aderiranno (speriamo nessuna), solo al 25% degli istituti che otterranno il punteggio più alto (presumibilmente i licei o le scuole di élite che possono contare su un'utenza meno problematica o su un dirigente scolastico molto influente e ben ammanicato) e i soldi saranno presi da un fondo ricavato dai risparmi degli 8 miliardi di euro ottenuti dai tagli e dal congelamento degli scatti di anzianità, quindi soldi che sono già nostri e che sono stati sottratti alla formazione pubblica.
Se passa questo criterio di agganciare lo stipendio al merito il risultato nel lungo periodo sarà un abbassamento generale degli stipendi per la maggioranza dei lavoratori con pochi che si accaparreranno gli incentivi e tutti gli altri ancor di più a combattere con stipendi da fame. Questo spingerà gli insegnanti in competizione gli uni contro gli altri lì dove invece la collegialità, la collaborazione e la condivisione dei saperi sono valori fondamentali per una didattica di qualità e che dovrebbero quelli sì ancor più essere incentivati.
Se si differenziano le retribuzioni il risultato sarà di cancellare ogni possibilità di portare avanti delle lotte e rivendicazioni collettive e ci ritroveremmo ancor più solati e ricattabili di quanto già lo siamo. Il Piano Marchionne alla Fiat insegna.
E' nostra responsabilità educativa, oltre che di lavoratori, respingere questa sperimentazione. Quindi parliamo con i colleghi e convinciamoli a votare in Collegio docenti contro l'adesione della nostra scuola al progetto sul merito che ripeto non è affatto obbligatoria e la decisione della maggioranza del Collegio è sovrana e inappellabile anche se il Dirigente scolastico o il Consiglio d'Istituto fossero favorevoli.
Alcune scuole a Milano hanno già votato NO come dimostra l'articolo qui sotto:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/01/21/premio-quelli-piu-bravi-gli-insegnanti-dicono.html
Facciamo approvare delle mozioni e portiamo a scuola i volantini informativi.
Aprite i link qui sotto, ci sono molte prese di posizione di collegi di
napoli e torino. Ciao...
Coord. Lavoratori Scuola Milano
http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com
tutti i documenti su:
> > http://www.forumscuole.it/rete-scuole/buoni-o-cattivi
> > gli aggiornamenti su:
> > http://www.retescuole.net
> > e su:
> > http://www.facebook.com/retescuole
> > inviate su questi media e su altri le vostre prese di posizione.
Nei prossimi giorni/settimane a Milano e provincia nei Collegi Docenti saremo chiamati a votare sull'adesione delle nostre scuole al progetto di sperimentazione sul merito che la Gelmini cerca di rifilarci dopo i flop rimediati a Napoli, Torino e Pisa.
Dobbiamo votare NO e respingere questo ennesimo attacco alla libertà di insegnamento e alla nostra dignità di insegnanti, come hanno fatto i nostri colleghi delle altre città. A Napoli, Torino e Pisa quasi il 100% dei Collegi si è espressa contro l'adesione che NON E' OBBLIGATORIA.
Ricordo che questo progetto di sperimentazione, con il pretesto di premiare il merito, vuole introdurre non solo delle differenze retributive fra chi svolge le stesse mansioni ma creare delle fasce di “merito” che prevedano obbligatoriamente accanto a una fascia di meritevoli una fascia di “non meritevoli” a prescindere dalle effettive capacità dei singoli che sarebbero quindi più ricattabili e, per quelli di ruolo, perfino licenziabili. Questo progetto in realtà non vuole stabilire i migliori ma stabilire per decreto i “peggiori” forse per giustificare futuri ulteriori tagli e isolare i “rompiscatole” e i sindacalisti non allineati.
E noi precari che cambiamo ogni anno scuola e siamo già in partenza considerati gli "ultimi arrivati" in quale fascia pensate languiremo, in quella alta o in quella bassa? Ecco quindi servitovi un altro strumento di sfruttamento e di sfoltimento del personale.
I criteri su cui sarebbe fatta la valutazione non sono affatto specificati nel decreto. Chi è l'insegnante più bravo: chi promuove di più? Chi boccia di più? Chi fa più progetti che fanno incamerare soldi alla scuola? E chi decide: il dirigente scolastico? Gli altri colleghi? Studenti e genitori? Dei fantomatici esperti esterni? Non è dato sapere. Quello di cui siamo sicuri è che questo favorirà ulteriore CLIENTELISMO, il mercimonio dei progetti inutili o peggio ancora spingerà sempre più i docenti a stabilire con studenti e genitori non più una libera relazione educativa ma basata sull'interesse degli stessi docenti a non essere mal valutati per non finire nella fascia del disonore.
Inoltre il premio è una bufala perchè in base al decreto sarà destinato, tra le scuole che aderiranno (speriamo nessuna), solo al 25% degli istituti che otterranno il punteggio più alto (presumibilmente i licei o le scuole di élite che possono contare su un'utenza meno problematica o su un dirigente scolastico molto influente e ben ammanicato) e i soldi saranno presi da un fondo ricavato dai risparmi degli 8 miliardi di euro ottenuti dai tagli e dal congelamento degli scatti di anzianità, quindi soldi che sono già nostri e che sono stati sottratti alla formazione pubblica.
Se passa questo criterio di agganciare lo stipendio al merito il risultato nel lungo periodo sarà un abbassamento generale degli stipendi per la maggioranza dei lavoratori con pochi che si accaparreranno gli incentivi e tutti gli altri ancor di più a combattere con stipendi da fame. Questo spingerà gli insegnanti in competizione gli uni contro gli altri lì dove invece la collegialità, la collaborazione e la condivisione dei saperi sono valori fondamentali per una didattica di qualità e che dovrebbero quelli sì ancor più essere incentivati.
Se si differenziano le retribuzioni il risultato sarà di cancellare ogni possibilità di portare avanti delle lotte e rivendicazioni collettive e ci ritroveremmo ancor più solati e ricattabili di quanto già lo siamo. Il Piano Marchionne alla Fiat insegna.
E' nostra responsabilità educativa, oltre che di lavoratori, respingere questa sperimentazione. Quindi parliamo con i colleghi e convinciamoli a votare in Collegio docenti contro l'adesione della nostra scuola al progetto sul merito che ripeto non è affatto obbligatoria e la decisione della maggioranza del Collegio è sovrana e inappellabile anche se il Dirigente scolastico o il Consiglio d'Istituto fossero favorevoli.
Alcune scuole a Milano hanno già votato NO come dimostra l'articolo qui sotto:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/01/21/premio-quelli-piu-bravi-gli-insegnanti-dicono.html
Facciamo approvare delle mozioni e portiamo a scuola i volantini informativi.
Aprite i link qui sotto, ci sono molte prese di posizione di collegi di
napoli e torino. Ciao...
Coord. Lavoratori Scuola Milano
http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com
tutti i documenti su:
> > http://www.forumscuole.it/rete-scuole/buoni-o-cattivi
> > gli aggiornamenti su:
> > http://www.retescuole.net
> > e su:
> > http://www.facebook.com/retescuole
> > inviate su questi media e su altri le vostre prese di posizione.
10 novembre 2010
LINEE GUIDA PER LA LOTTA DI QUEST'ANNO
DOCUMENTO FINALE INCONTRO DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA
24 OTTOBRE A MILANO
L'incontro ha avuto inizio alle 11 e ha visto la partecipazione di circa 20 persone tra lavoratori della scuola, lavoratori di altri settori e rappresentanti dei seguenti gruppi organizzati:
Coordinamento Lavoratori Scuola “3 ottobre” - Milano
Lavoratori Autorganizzati Scuola – Milano
Cobas Scuola Milano
Slai Cobas per il sindacato di classe – Milano
Comitato Precari Novara
Gruppo di Azione Precaria – Genova
Comitato Scuola Mantova
Coordinamento Precari Scuola Modena
Comitato antirazzista milanese
Il confronto è partito dalla presentazione da parte di ciascun lavoratore della situazione attuale delle mobilitazioni nelle proprie città e si è successivamente focalizzato sull'individuazione di linee guida strategiche per la lotta contro i tagli e i progetti di privatizzazione e aziendalizzazione nella scuola pubblica. Le riflessioni, per la provenienza geografica dei presenti, sono state necessariamente limitate alla realtà del Nord-Italia.
Dagli interventi generali si sono individuati, in relazione alle mobilitazioni nelle scuole, i seguenti punti critici:
1.L'attuale situazione nel Nord-Italia presenta un livello di scarsa mobilitazione tra i lavoratori della scuola e di progressiva disgregazione dei gruppi organizzati, sempre meno incisivi e capaci di avere un seguito significativo nelle lotte che propongono;
2.Si evidenzia una sempre più marcata sfiducia generale nell'efficacia di quelle forme di lotta che vengono lanciate con scadenza e forme “rituali” (per esempio, i recenti scioperi dell'Flc Cgil e del sindacalismo di base della scuola o le manifestazioni di pura testimonianza) e che vedono quindi un'adesione sempre più bassa da parte dei lavoratori della scuola e un'evidente disaffezione verso i soggetti proponenti;
3.Si evidenzia il pericolo di “affidarsi”, per future prospettive di mutamento della situazione legislativa e dei tagli, a un possibile cambio di governo e vittoria elettorale dell'opposizione istituzionale e sindacale di centro-sinistra la cui politica scolastica - principalmente del PD – nelle linee generali e strategiche non si discosta molto da quella portate avanti dall'attuale governo Berlusconi (ne sono un esempio le recenti prese di posizione dell'ex ministro dell'Istruzione Fioroni sulla questione “merito e valutazione” e il "premio di produzione" appoggiato da tutti i sindacati confederali) e si lamenta il pericolo che la lotta autorganizzata dei precari, rappresentata dal CPS a livello nazionale, perdi la propria autonomia dall'opposizione istituzionale e dal sindacalismo confederale;
4.Positivamente si sottolinea l'accresciuta consapevolezza tra i lavoratori della scuola degli effetti concreti dei provvedimenti governativi sulla scuola pubblica e un diffuso malcontento tra i lavoratori, a causa della ricaduta che i tagli e la mancanza di risorse finanziarie stanno avendo sulle condizioni lavorative di ciascuno;
5.Altrettanto positivamente si registra nei singoli Istituti la diffusione contagiosa, di misure di “non collaborazionismo” con la Riforma Gelmini attraverso mozioni approvate dai Collegi docenti e Consigli di Classe o per l'iniziativa di singoli lavoratori;
6.Si percepisce un'accresciuta attenzione da parte dei lavoratori della scuola per tutte quelle iniziative di lotta non puramente mediatiche e simboliche, espressione di una conflittualità diretta, che attuino la disobbedienza civile o che siano il risultato di forti spinte dal basso e di massa (dal blocco dello Stretto di Messina da parte dei precari della scuola, alla manifestazione della Fiom, al possibile prossimo sciopero generale della CGIL).
Sulla base dell'analisi di questi elementi critici e spunti di riflessione i lavoratori singoli e i soggetti organizzati presenti all'incontro, individuano le seguenti forme di lotta e il seguente percorso di mobilitazione per quest'anno scolastico, da proporre alla totalità del movimento:
1.Generalizzare e rafforzare la campagna per un “non collaborazionismo totale” che non si limiti solo al blocco delle gite o dei progetti non finanziati (le forme più diffuse) ma che punti all'effettivo blocco di tutte le attività aggiuntive (tutti i progetti, le funzioni strumentali, gli incarichi di coordinamento, supplenze e straordinario, adozione libri di testo) non obbligatorie contrattualmente, fino a mettere in discussione i criteri di elezione e rappresentanza degli organi amministrativi interni a ogni singola scuola (Consigli d'Istituto); la campagna dovrà attuarsi attraverso la promozione e valorizzazione di tutte le mozioni, iniziative organizzate e prese di posizioni anche di singoli lavoratori che vadano in tal senso, organizzazione di assemblee territoriali, cittadine e nelle scuole su questa forma di lotta, intervento all'interno delle assemblee sindacali, creazione di materiale informativo e diffusione di quello già esistente specifici sul “non collaborazionismo”;
2.Promuovere, costruire e generalizzare all'interno delle scuole le pratiche dei picchetti, delle occupazioni e dei temporanei blocchi della didattica insieme a studenti e genitori;
3.Promuovere e lavorare alla costruzione in tutta Italia del blocco degli scrutini del primo e del secondo quadrimestre che superi la legge liberticida n° 146/90;
4.Promuovere e, se proclamato, lavorare alla costruzione, insieme a tutti i soggetti autorganizzati del mondo del lavoro e che condividano la medesima impostazione, di un reale sciopero generale, che coinvolga tutte le categorie e che punti al blocco totale delle produzioni e dei servizi;
5.Sostenere, partecipare e contribuire alla realizzazione di iniziative di disobbedienza civile, che abbiano forme e contenuti realmente conflittuali, con intenti non puramente mediatici o simbolici, ma che siano il risultato di una volontà di “di rottura” di schemi di protesta consolidati e sterili o di una forte spinta di massa e dal basso;
6.Sostenere e cementare relazioni con tutte le associazioni studentesche e di lavoratori che pratichino la disobbedienza civile e si propongano di portare avanti lotte concrete, radicali, autonome e di riaffermazione di diritti individuali e collettivi lesi, fuori e dentro le scuole (p.e. diritto al sostegno in ottemperanza alle sentenze della Corte Costituzionale, libertà di assemblea sindacale).
L'assemblea si scioglie alle ore 17.30.
Milano, 10/11/2010
24 OTTOBRE A MILANO
L'incontro ha avuto inizio alle 11 e ha visto la partecipazione di circa 20 persone tra lavoratori della scuola, lavoratori di altri settori e rappresentanti dei seguenti gruppi organizzati:
Coordinamento Lavoratori Scuola “3 ottobre” - Milano
Lavoratori Autorganizzati Scuola – Milano
Cobas Scuola Milano
Slai Cobas per il sindacato di classe – Milano
Comitato Precari Novara
Gruppo di Azione Precaria – Genova
Comitato Scuola Mantova
Coordinamento Precari Scuola Modena
Comitato antirazzista milanese
Il confronto è partito dalla presentazione da parte di ciascun lavoratore della situazione attuale delle mobilitazioni nelle proprie città e si è successivamente focalizzato sull'individuazione di linee guida strategiche per la lotta contro i tagli e i progetti di privatizzazione e aziendalizzazione nella scuola pubblica. Le riflessioni, per la provenienza geografica dei presenti, sono state necessariamente limitate alla realtà del Nord-Italia.
Dagli interventi generali si sono individuati, in relazione alle mobilitazioni nelle scuole, i seguenti punti critici:
1.L'attuale situazione nel Nord-Italia presenta un livello di scarsa mobilitazione tra i lavoratori della scuola e di progressiva disgregazione dei gruppi organizzati, sempre meno incisivi e capaci di avere un seguito significativo nelle lotte che propongono;
2.Si evidenzia una sempre più marcata sfiducia generale nell'efficacia di quelle forme di lotta che vengono lanciate con scadenza e forme “rituali” (per esempio, i recenti scioperi dell'Flc Cgil e del sindacalismo di base della scuola o le manifestazioni di pura testimonianza) e che vedono quindi un'adesione sempre più bassa da parte dei lavoratori della scuola e un'evidente disaffezione verso i soggetti proponenti;
3.Si evidenzia il pericolo di “affidarsi”, per future prospettive di mutamento della situazione legislativa e dei tagli, a un possibile cambio di governo e vittoria elettorale dell'opposizione istituzionale e sindacale di centro-sinistra la cui politica scolastica - principalmente del PD – nelle linee generali e strategiche non si discosta molto da quella portate avanti dall'attuale governo Berlusconi (ne sono un esempio le recenti prese di posizione dell'ex ministro dell'Istruzione Fioroni sulla questione “merito e valutazione” e il "premio di produzione" appoggiato da tutti i sindacati confederali) e si lamenta il pericolo che la lotta autorganizzata dei precari, rappresentata dal CPS a livello nazionale, perdi la propria autonomia dall'opposizione istituzionale e dal sindacalismo confederale;
4.Positivamente si sottolinea l'accresciuta consapevolezza tra i lavoratori della scuola degli effetti concreti dei provvedimenti governativi sulla scuola pubblica e un diffuso malcontento tra i lavoratori, a causa della ricaduta che i tagli e la mancanza di risorse finanziarie stanno avendo sulle condizioni lavorative di ciascuno;
5.Altrettanto positivamente si registra nei singoli Istituti la diffusione contagiosa, di misure di “non collaborazionismo” con la Riforma Gelmini attraverso mozioni approvate dai Collegi docenti e Consigli di Classe o per l'iniziativa di singoli lavoratori;
6.Si percepisce un'accresciuta attenzione da parte dei lavoratori della scuola per tutte quelle iniziative di lotta non puramente mediatiche e simboliche, espressione di una conflittualità diretta, che attuino la disobbedienza civile o che siano il risultato di forti spinte dal basso e di massa (dal blocco dello Stretto di Messina da parte dei precari della scuola, alla manifestazione della Fiom, al possibile prossimo sciopero generale della CGIL).
Sulla base dell'analisi di questi elementi critici e spunti di riflessione i lavoratori singoli e i soggetti organizzati presenti all'incontro, individuano le seguenti forme di lotta e il seguente percorso di mobilitazione per quest'anno scolastico, da proporre alla totalità del movimento:
1.Generalizzare e rafforzare la campagna per un “non collaborazionismo totale” che non si limiti solo al blocco delle gite o dei progetti non finanziati (le forme più diffuse) ma che punti all'effettivo blocco di tutte le attività aggiuntive (tutti i progetti, le funzioni strumentali, gli incarichi di coordinamento, supplenze e straordinario, adozione libri di testo) non obbligatorie contrattualmente, fino a mettere in discussione i criteri di elezione e rappresentanza degli organi amministrativi interni a ogni singola scuola (Consigli d'Istituto); la campagna dovrà attuarsi attraverso la promozione e valorizzazione di tutte le mozioni, iniziative organizzate e prese di posizioni anche di singoli lavoratori che vadano in tal senso, organizzazione di assemblee territoriali, cittadine e nelle scuole su questa forma di lotta, intervento all'interno delle assemblee sindacali, creazione di materiale informativo e diffusione di quello già esistente specifici sul “non collaborazionismo”;
2.Promuovere, costruire e generalizzare all'interno delle scuole le pratiche dei picchetti, delle occupazioni e dei temporanei blocchi della didattica insieme a studenti e genitori;
3.Promuovere e lavorare alla costruzione in tutta Italia del blocco degli scrutini del primo e del secondo quadrimestre che superi la legge liberticida n° 146/90;
4.Promuovere e, se proclamato, lavorare alla costruzione, insieme a tutti i soggetti autorganizzati del mondo del lavoro e che condividano la medesima impostazione, di un reale sciopero generale, che coinvolga tutte le categorie e che punti al blocco totale delle produzioni e dei servizi;
5.Sostenere, partecipare e contribuire alla realizzazione di iniziative di disobbedienza civile, che abbiano forme e contenuti realmente conflittuali, con intenti non puramente mediatici o simbolici, ma che siano il risultato di una volontà di “di rottura” di schemi di protesta consolidati e sterili o di una forte spinta di massa e dal basso;
6.Sostenere e cementare relazioni con tutte le associazioni studentesche e di lavoratori che pratichino la disobbedienza civile e si propongano di portare avanti lotte concrete, radicali, autonome e di riaffermazione di diritti individuali e collettivi lesi, fuori e dentro le scuole (p.e. diritto al sostegno in ottemperanza alle sentenze della Corte Costituzionale, libertà di assemblea sindacale).
L'assemblea si scioglie alle ore 17.30.
Milano, 10/11/2010
6 ottobre 2010
8 ottobre: sciopero e manifestazione studentesca a Milano
Il Coordinamento "3 ottobre" invita i lavoratori della scuola a scioperare, venerdì 8 ottobre, per l'intera giornata (sciopero UNICOBAS/USI) e a manifestare al fianco degli studenti.
TREMONTI-GELMINI, FERMIAMOLI!
UNIAMOCI! ORGANIZZIAMOCI ORA!
Appuntamento venerdì 8, ore 9.15 L.go Cairoli (angolo negozio Decathlon), Milano
Coord. Lavoratori Scuola "3ottobre" - C.P.S. Milano
TREMONTI-GELMINI, FERMIAMOLI!
UNIAMOCI! ORGANIZZIAMOCI ORA!
Appuntamento venerdì 8, ore 9.15 L.go Cairoli (angolo negozio Decathlon), Milano
Coord. Lavoratori Scuola "3ottobre" - C.P.S. Milano
20 settembre 2010
INCONTRIAMOCI. ORGANIZZIAMOCI. LOTTIAMO UNITI
per contrastare i tagli, riottenere il nostro posto di lavoro e
la nostra dignità e ritrovare l'orgoglio di essere insegnanti
Dall'incontro di mercoledì scorso con il Direttore Scolastico Regionale Colosio non si è ottenuto nulla se non false rassicurazioni e indifferenza per la sorte di centinaia di precari che a Milano restano senza posto di lavoro. E l'anno prossimo, con le immissioni a pettine la macelleria sociale sarà completa e anche chi oggi è riuscito a raccimolare uno spezzone o una cattedra in Provincia domani si troverà senza lavoro, senza reddito e umiliato nella sua dignità di insegnante. Non saremo più insegnanti, ma disoccupati, costretti a cercare altre strade, altri lavori che probabilmente, vista la crisi economica, saranno più dequalificati o non ci saranno; ciò significa rottamare tutti i nostri progetti di vita costruiti in anni di studio e sacrifici. L'insegnante precario, umiliato e offeso, bollato come "piaga sociale" dalla Gelmini e tacciato di "fannullone" o "a caccia di un posto di lavoro comodo" attraverso scellerate campagne stampa, e presto scavalcato dai neo-laureati - attraverso i nuovi percorsi di formazione dei docenti e il doppio canale di reclutamento - diventerà invisibile, il nuovo emarginato.
Dobbiamo fare da subito tutto il possibile perchè questo non accada e per farlo dobbiamo unirci e organizzarci tra tutti quei precari, e a Milano sono sempre di più, che già oggi non lavorano o hanno visto peggiorare sensibilmente la loro condizione e l'anno prossimo probabilmente non lavoreranno più. Questo non dobbiamo farlo solo per noi stessi ma, secondo me, per rimettere al centro dell'attenzione, con la lotta, la figura dell'insegnante, la sua dignità professionale, la sua importanza sociale e la sua libertà di pensiero e di azione, elementi fondamentali per svolgere questo lavoro al meglio e contribuire allo sviluppo di una scuola per tutti, democratica e civile che formi cittadini coscienti e forti.
Contattateci al: 338 1641083
o alla mail: coordinamento3ottobre@gmail.com
COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
Coordinamento Lavoratori Scuola “3 ottobre” - Milano
BLOG: http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com
Blog CPS http://retedocentiprecari.blogspot.com/
la nostra dignità e ritrovare l'orgoglio di essere insegnanti
Dall'incontro di mercoledì scorso con il Direttore Scolastico Regionale Colosio non si è ottenuto nulla se non false rassicurazioni e indifferenza per la sorte di centinaia di precari che a Milano restano senza posto di lavoro. E l'anno prossimo, con le immissioni a pettine la macelleria sociale sarà completa e anche chi oggi è riuscito a raccimolare uno spezzone o una cattedra in Provincia domani si troverà senza lavoro, senza reddito e umiliato nella sua dignità di insegnante. Non saremo più insegnanti, ma disoccupati, costretti a cercare altre strade, altri lavori che probabilmente, vista la crisi economica, saranno più dequalificati o non ci saranno; ciò significa rottamare tutti i nostri progetti di vita costruiti in anni di studio e sacrifici. L'insegnante precario, umiliato e offeso, bollato come "piaga sociale" dalla Gelmini e tacciato di "fannullone" o "a caccia di un posto di lavoro comodo" attraverso scellerate campagne stampa, e presto scavalcato dai neo-laureati - attraverso i nuovi percorsi di formazione dei docenti e il doppio canale di reclutamento - diventerà invisibile, il nuovo emarginato.
Dobbiamo fare da subito tutto il possibile perchè questo non accada e per farlo dobbiamo unirci e organizzarci tra tutti quei precari, e a Milano sono sempre di più, che già oggi non lavorano o hanno visto peggiorare sensibilmente la loro condizione e l'anno prossimo probabilmente non lavoreranno più. Questo non dobbiamo farlo solo per noi stessi ma, secondo me, per rimettere al centro dell'attenzione, con la lotta, la figura dell'insegnante, la sua dignità professionale, la sua importanza sociale e la sua libertà di pensiero e di azione, elementi fondamentali per svolgere questo lavoro al meglio e contribuire allo sviluppo di una scuola per tutti, democratica e civile che formi cittadini coscienti e forti.
Contattateci al: 338 1641083
o alla mail: coordinamento3ottobre@gmail.com
COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
Coordinamento Lavoratori Scuola “3 ottobre” - Milano
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Blog CPS http://retedocentiprecari.blogspot.com/
14 settembre 2010
MERCOLEDI 15 SETTEMBRE ORE 16
TUTTI SOTTO L'USP di MILANO, VIA RIPAMONTI 85
La scuola inizia a Milano con le cattedre ancora vuote smentendo le favole di puntualità e efficienza raccontate dal Direttore scolastico regionale, Colosio e a conclusione della prima settimana di convocazioni ancora centinaia di insegnanti e personale ATA sono senza nomina. Alla fine resteranno a spasso solo nella nostra Provincia circa mille precari in tutti gli ordini di scuole che si aggiungeranno ai migliaia già “tagliati” l'anno scorso dalla “storica” riforma Gelmini.
Non permettiamolo. Ribadiamo il nostro no ai tagli e al piano di smantellamento delle scuola pubblica, lottiamo insieme per una scuola statale di qualità, per tutti e per l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari. Rifiutiamo l'elemosina del salva-precari e gli strumenti di super-precarizzazione e sfruttamento introdotti dai patti territoriali Stato-regioni.
Se non ora quando? Uniti si vince
TUTTI SOTTO L'USP di MILANO, VIA RIPAMONTI 85
La scuola inizia a Milano con le cattedre ancora vuote smentendo le favole di puntualità e efficienza raccontate dal Direttore scolastico regionale, Colosio e a conclusione della prima settimana di convocazioni ancora centinaia di insegnanti e personale ATA sono senza nomina. Alla fine resteranno a spasso solo nella nostra Provincia circa mille precari in tutti gli ordini di scuole che si aggiungeranno ai migliaia già “tagliati” l'anno scorso dalla “storica” riforma Gelmini.
Non permettiamolo. Ribadiamo il nostro no ai tagli e al piano di smantellamento delle scuola pubblica, lottiamo insieme per una scuola statale di qualità, per tutti e per l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari. Rifiutiamo l'elemosina del salva-precari e gli strumenti di super-precarizzazione e sfruttamento introdotti dai patti territoriali Stato-regioni.
Se non ora quando? Uniti si vince
31 agosto 2010
Sit-in 1 settembre USP
Il coord. lavoratori della scuola "3ottobre" CPS - Milano aderisce al presidio indetto giorno 1 settembre sotto l'Usp alle ore 15 dal Movimento Scuola Precaria con l'auspicio che tale presidio possa essere l'inizio di un'ampia mobilitazione unitaria da parte di tutti i lavoratori della scuola.
23 agosto 2010
PROSSIMA RIUNIONE DEL COORDINAMENTO LAVORATORI DELLA SCUOLA “3 OTTOBRE”
martedì 31 AGOSTO 2010
ore 17.00
presso CHIAMAMILANO
Largo Corsia dei Servi
MM San Babila - MILANO
Contro i tagli nella scuola, costruiamo insieme le mobilitazioni di settembre
ore 17.00
presso CHIAMAMILANO
Largo Corsia dei Servi
MM San Babila - MILANO
Contro i tagli nella scuola, costruiamo insieme le mobilitazioni di settembre
8 luglio 2010
Comunicato stampa sulle decisioni dell'Assemblea Unitaria del 27 giugno a Bologna
In piena continuità con l'assemblea nazionale di tutte le realtà auto-organizzate del precariato della scuola italiana tenuta a Napoli il 31 gennaio scorso, dove ha preso corpo l'iniziativa dello sciopero degli scrutini da poco conclusa con con grande successo e sulla base della proposta condivisa e lanciata a Roma da vari gruppi e comitati durante il convegno Cesp del 14 maggio scorso, si è riunita a Bologna in data 27 giugno 2010 l'Assemblea Nazionale unitaria del movimento dei precari della scuola.
Tutti i partecipanti all'Assemblea sono convenuti sull'ampio successo dello sciopero degli scrutini come segnale di una rinnovata volontà del mondo della scuola di dare avvio a forme di lotta autonome ed efficaci.
Vista anche la recente pronuncia del TAR che sospende tutte le operazioni relative alla riforma delle scuole superiori fino al 19 luglio, si ritiene necessario supportare tale sentenza con mobilitazioni immediate sul territorio.
Per questo l'assemblea ha deciso di dare l'avvio ad un percorso di mobilitazione comune stabilendo fin da subito il seguente percorso di lotta:
· Invio di una diffida a tutti gli U.S.P. dal procedere alle operazioni di determinazione degli organici delle scuole superiori
· Organizzazione di presidi diffusi e continui davanti agli U.S.P. (con l’eventuale richiesta di attivazione degli osservatori permanenti)
· Partecipazione al presidio del 6 luglio a Roma davanti al senato per protestare contro l'approvazione della finanziaria (promossa dai Precari Cobas)
· Partecipazione al presidio del 15 luglio davanti a Montecitorio per chiedere l'audizione alla commissione cultura (promosso dal Coordinamento dei Precari della Scuola)
· Azioni di disturbo il giorno delle nomine
· Boicottaggio degli esami di riparazione
· Stato di agitazione fin dal primo giorno di scuola con picchetti davanti alle scuole
· Costruzione del blocco degli scrutini per il primo trimestre/quadrimestre del prossimo anno scolastico.
Infine l'assemblea si impegna e fa appello a tutti i colleghi a mettere in atto forme di non collaborazione quali: non dare la disponibilità ad accettare ore aggiuntive oltre le ore previste dal contratto nazionale, non accettare di insegnare in classi sovraffollate e, più in generale, tutto ciò che va oltre i doveri di servizio, al fine di non rendersi complici di una operazione di smantellamento della Scuola Pubblica che ad oggi prosegue in modo dissennato anche grazie all’inconsapevole volontariato del personale scolastico.
Bologna, 27 giugno 2010
Firme
Coordinamento Precari Scuola Bologna
Coordinamento Precari Cobas Cagliari
Coordinamento Precari Scuola Catania
Gruppi Azione Precaria Genova
Coordinamento Scuola Mantova
Coordinamento Lavoratori della scuola “3ottobre” Milano
Movimento Scuola Precaria Milano
Coordinamento Precari Scuola Modena
Coordinamento Precari Scuola Napoli
Rete Precari Scuola Pisa
Rete Precari Veneto
Comitato Insegnanti e Ata Precari Cobas Roma
Coordinamento Precari Scuola Roma
Comitato Insegnanti e Ata precari Cobas Salerno
Coordinamento Precari Scuola Siena
Rete Precari Terni
Rete Organizzata Docenti e Ata Precari Venezia
Coordinamento Precari Scuola Ravenna
Coordinamento Precari Reggio Emilia
Coordinamento insegnanti scuole superiori “La Politeia” di Modena
Tutti i partecipanti all'Assemblea sono convenuti sull'ampio successo dello sciopero degli scrutini come segnale di una rinnovata volontà del mondo della scuola di dare avvio a forme di lotta autonome ed efficaci.
Vista anche la recente pronuncia del TAR che sospende tutte le operazioni relative alla riforma delle scuole superiori fino al 19 luglio, si ritiene necessario supportare tale sentenza con mobilitazioni immediate sul territorio.
Per questo l'assemblea ha deciso di dare l'avvio ad un percorso di mobilitazione comune stabilendo fin da subito il seguente percorso di lotta:
· Invio di una diffida a tutti gli U.S.P. dal procedere alle operazioni di determinazione degli organici delle scuole superiori
· Organizzazione di presidi diffusi e continui davanti agli U.S.P. (con l’eventuale richiesta di attivazione degli osservatori permanenti)
· Partecipazione al presidio del 6 luglio a Roma davanti al senato per protestare contro l'approvazione della finanziaria (promossa dai Precari Cobas)
· Partecipazione al presidio del 15 luglio davanti a Montecitorio per chiedere l'audizione alla commissione cultura (promosso dal Coordinamento dei Precari della Scuola)
· Azioni di disturbo il giorno delle nomine
· Boicottaggio degli esami di riparazione
· Stato di agitazione fin dal primo giorno di scuola con picchetti davanti alle scuole
· Costruzione del blocco degli scrutini per il primo trimestre/quadrimestre del prossimo anno scolastico.
Infine l'assemblea si impegna e fa appello a tutti i colleghi a mettere in atto forme di non collaborazione quali: non dare la disponibilità ad accettare ore aggiuntive oltre le ore previste dal contratto nazionale, non accettare di insegnare in classi sovraffollate e, più in generale, tutto ciò che va oltre i doveri di servizio, al fine di non rendersi complici di una operazione di smantellamento della Scuola Pubblica che ad oggi prosegue in modo dissennato anche grazie all’inconsapevole volontariato del personale scolastico.
Bologna, 27 giugno 2010
Firme
Coordinamento Precari Scuola Bologna
Coordinamento Precari Cobas Cagliari
Coordinamento Precari Scuola Catania
Gruppi Azione Precaria Genova
Coordinamento Scuola Mantova
Coordinamento Lavoratori della scuola “3ottobre” Milano
Movimento Scuola Precaria Milano
Coordinamento Precari Scuola Modena
Coordinamento Precari Scuola Napoli
Rete Precari Scuola Pisa
Rete Precari Veneto
Comitato Insegnanti e Ata Precari Cobas Roma
Coordinamento Precari Scuola Roma
Comitato Insegnanti e Ata precari Cobas Salerno
Coordinamento Precari Scuola Siena
Rete Precari Terni
Rete Organizzata Docenti e Ata Precari Venezia
Coordinamento Precari Scuola Ravenna
Coordinamento Precari Reggio Emilia
Coordinamento insegnanti scuole superiori “La Politeia” di Modena
23 giugno 2010
Prossima riunione
15 giugno 2010
Bloccati più di 500 scrutini! Il Direttore scolastico si rifiuta di ricevere i lavoratori della scuola!
ALTISSIMA L'ADESIONE ALLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI del 14 e 15 giugno
superate le 50 scuole in sciopero a Milano! Si calcola che solo nella provincia di Milano siano stati bloccati più di 500 scrutini!
Ulteriore aggiornamento dall'area metropolitana milanese:
si sono aggiunte altre scuole superiori all'elenco delle scuole (superate le 50) in cui sono stati bloccati tutti o parte degli scrutini il 14 e il 15 giugno arrivando a bloccare, ad un primo calcolo, più di 500 scrutini fra Milano e provincia. In molte scuole si sono inoltre formati comitati per organizzare lo sciopero in modo da bloccare più scrutini facendo scioperare un solo lavoratore per consiglio di classe, mentre i colleghi, che non avevano scrutini in questi due giorni, hanno contribuito sostenendo economicamente gli scioperanti in modo che dietro allo sciopero di uno solo si manifestasse la volontà di tanti lavoratori della scuola di lottare contro il riordino delle scuole superiori che entrerà in vigore dal prossimo anno e i tagli alla scuola che colpiscono ogni ordine e grado e che porteranno al licenziamento di migliaia di lavoratori precari e alla dequalificazione generale dell'istruzione pubblica.
Si hanno già conferme di una forte partecipazione allo sciopero (in alcuni casi il 100% degli scrutini bloccati nei due giorni) da parte di docenti di famose scuole della città di Milano come il Varalli, il Giorgi, l'Allende, il Tenca, il Tito Livio, il Luxemburg, il Brera, il Marconi, l'Oriani Mazzini, il Marie Curie, lo Steiner, il Boccioni, il Feltrinelli, il Porta, il Virgilio, il Settembrini, il Pasolini, il Besta, il Bertarelli, il Cremona, il Ferraris Pacinotti, il Leonardo da Vinci, l'Einstein, il Galvani, il Moreschi, il Maxwell, il Verri, il Pascal, il Cattaneo, il Gramsci, tutte scuole superiori di Milano e anche due scuole medie Arcadia Pertini e Locatelli, l'istituto comprensivo Ilaria Alpi e la scuola primaria ICS Capponi e altre ancora che stanno segnalando la loro adesione.
Giungono inoltre continue segnalazioni di docenti in sciopero e scrutini bloccati da molte scuole superiori dell'interland milanese come ad esempio il Falck di Sesto, l'Itsos di Cernusco, il Gadda di Paderno Dugnano, il Bellisario di Inzago, l'Olivetti di Rho, il Marconi e l'Argentia di Gorgonzola, il Mosè Bianchi e il Mapelli di Monza, il Piero della Francesca di Melegnano, il Majorana di Rho, il Marie Curie di Tradate, il Righi di Corsico, un istituto superiore a Lissone, il Primo Levi di San Donato, l'Einstein di Vimercate, l'Elsa Morante di Limbiate, l'Erasmo da Rotterdam di Bollate, il Falcone Borsellino di Arese, il Machiavelli di Pioltello, Verri di Busto Arsizio.
Notizie simili si registrano anche nelle altre città della Lombardia con scrutini bloccati a Pavia, Varese, Mantova, Como.
Durante la giornata di oggi si è tenuto inoltre un presidio sotto l'Ufficio Scolastico Provinciale di Milano in sostegno dello sciopero degli scrutini durante il quale i lavoratori della scuola hanno chiesto di essere ricevuti dal Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale e dal Direttore all'Ufficio Scolastico Provinciale per esprimere il proprio dissenso contro i tagli e la riforma della scuola e chiedere informazioni circa la dotazione dell'organico provinciale delle scuole secondarie per il prossimo anno. Malgrado il Coordinamento Lavoratori della Scuola "3 ottobre" avesse mandato la richiesta d'incontro precedentemente, già nella giornata di venerdì e di lunedì, il dott. Colosio e il dott.ssa Pupazzoni si sono rifiutati di ricevere la delegazione dei lavoratori della scuola e di fornire nessuna notizia circa l'organico delle scuole superiori e l'entità dei tagli ai posti di lavoro dei docenti e del personale ata precari nella provincia di Milano per il prossimo anno scolastico e di ascoltare le richieste dei lavoratori in sciopero.
Coord. Lavoratori della scuola "3ottobre" - C.P.S. Milano
http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com
coordinamento3ottobre@gmail.com
http://docentiprecari.forumattivo.com/
14 giugno 2010
SUPERATE LE 50 scuole!!!
ADESIONI SCIOPERO SCRUTINI A MILANO E DINTORNI
Si hanno già conferme di una forte partecipazione allo sciopero (in alcuni casi il 100% degli scrutini bloccati nei due giorni) da parte di docenti di famose scuole della città di Milano come il Donatelli-Pascal, il Locatelli, il Gramsci, il Cattaneo, Virgilio, il Settembrini, il Pasolini, il Besta,Bertarelli, il Cremona, il FerrarisPacinotti, il Varalli, ilGiorgi, l'Allende, il Tenca, il Tito Livio, il Luxemburg, ilBrera, il Marconi, l'Oriani Mazzini, il Marie Curie, loSteiner, il Leonardo da Vinci, l'Einstein, il Galvani, ilMoreschi, il Maxwell, il Verri, tutte scuole superiori di Milano e anche una scuola media Arcadia Pertini, l'istituto comprensivo Ilaria Alpi e la scuola primaria ICS Capponi e altre ancora che stanno segnalando la loro adesione.
Giungono inoltre continue adesioni da molte scuole superiori dell'interland milanese come ad esempio il Bramante di Magenta, il Falck di Sesto, l'Itsos di Cernusco, il Gadda di Paderno Dugnano, il Bellisario di Inzago, l'Olivetti di Rho, il Marconi di Gorgonzola, il Mosè Bianchi di Monza, ilPiero della Francesca di Melegnano, il Majorana di Rho, il Primo Levi di San Donato, il Marie Curie di Tradate, l'Argentia a Gorgonzola, il Righi di Corsico, un istituo superiore a Lissone, il Mapelli di Monza, il Primo Levi di San Donato, Einstein di Vimercate, il Morante di Limbiate, l'Erasmo da Rotterdam di Bollate.
Notizie simili si registrano anche nelle altre città della Lombardia con scrutini bloccati a Pavia, Varese, Mantova.
Appuntamento il 15 giugno sotto l'Ufficio Scolastico Provinciale di via Ripamonti, 85 per un sit-in di protesta a partire dalle ore 10,00 alle 18.00. Venite a manifestare il vostro dissenso contro i tagli alla scuola pubblica insieme ai docenti e agli ATA che hanno promosso e sostenuto con la propria adesione lo sciopero degli scrutini. Unitevi ai lavoratori che in questi mesi hanno costruito una lotta comune - come mai si era vista negli ultimi anni - facendo sì che dietro lo sciopero di uno solo si manifestasse la volontà di tanti lavoratori, tutti coesi nel sostentamento di una cassa di solidarietà comune.
Coord. Lavoratori della scuola "3ottobre" - C.P.S. Milano
Giungono inoltre continue adesioni da molte scuole superiori dell'interland milanese come ad esempio il Bramante di Magenta, il Falck di Sesto, l'Itsos di Cernusco, il Gadda di Paderno Dugnano, il Bellisario di Inzago, l'Olivetti di Rho, il Marconi di Gorgonzola, il Mosè Bianchi di Monza, ilPiero della Francesca di Melegnano, il Majorana di Rho, il Primo Levi di San Donato, il Marie Curie di Tradate, l'Argentia a Gorgonzola, il Righi di Corsico, un istituo superiore a Lissone, il Mapelli di Monza, il Primo Levi di San Donato, Einstein di Vimercate, il Morante di Limbiate, l'Erasmo da Rotterdam di Bollate.
Notizie simili si registrano anche nelle altre città della Lombardia con scrutini bloccati a Pavia, Varese, Mantova.
Appuntamento il 15 giugno sotto l'Ufficio Scolastico Provinciale di via Ripamonti, 85 per un sit-in di protesta a partire dalle ore 10,00 alle 18.00. Venite a manifestare il vostro dissenso contro i tagli alla scuola pubblica insieme ai docenti e agli ATA che hanno promosso e sostenuto con la propria adesione lo sciopero degli scrutini. Unitevi ai lavoratori che in questi mesi hanno costruito una lotta comune - come mai si era vista negli ultimi anni - facendo sì che dietro lo sciopero di uno solo si manifestasse la volontà di tanti lavoratori, tutti coesi nel sostentamento di una cassa di solidarietà comune.
Partecipate e unitevi ai lavoratori della scuola che da mesi
protestano per difendere la scuola pubblica patrimonio di tutti.
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