6 giugno 2010

Appello ai sindacati indicenti lo sciopero degli scrutini.

Appello ai sindacati indicenti lo sciopero degli scrutini. Chiediamo di promuovere un sit-in davanti all’U.S.P. di Milano, il 15 giugno prossimo.
Martedì 15 giugno, dalle ore 10.00, in concomitanza con lo sciopero degli scrutini indetto, in Lombardia, il 14 e 15 giugno, si svolgerà un sit-in di protesta davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale di Milano, in Via Ripamonti 85.
Protesteremo contro il massacro della scuola pubblica: la "riforma" dell'istruzione secondaria di II grado, i progetti di gerarchizzazione e privatizzazione della scuola statale, la riduzione dei diritti dei lavoratori della scuola (P.d.L. Aprea e D.d.L. Goisis, D.L. Brunetta), per chiedere il ritiro dei tagli (L.133/08 art.64) e l'immissione in ruolo di tutti i precari della scuola. La controriforma della scuola secondaria di II grado rappresenta l'ultimo tassello del grande progetto di dequalificazione ed impoverimento dell'istruzione pubblica italiana. Tutto l'impianto delle leggi in tema di istruzione, all'interno del quale si collocano la L. 133/08 e il P.d.L. Aprea, mirano ad estendere anche al sistema scuola una logica competitiva e aziendale, non solo introducendo i privati nei comitati tecnico-scientifici degli istituti tecnici, ma anche svilendo tutte le conquiste ottenute nel campo della ricerca pedagogica e didattica ed annullando quella tradizione egualitaria su cui si è fondato il processo di rinnovamento democratico della scuola pubblica statale italiana. La scuola "berlusconiana" non tiene conto delle diverse esigenze, dei bisogni, degli stili di apprendimento delle nuove generazioni, non dà valore al confronto tra esperienze e culture diverse, reintroducendo profondi elementi di conflittualità interetnica e sperequazione sociale, mentre aumenta significativamente i finanziamenti alle "scuole-diplomifici" private.
Denunciamo non solo gli effetti devastanti della controriforma Tremonti-Gelmini nel mondo dell'istruzione, ma anche le drammatiche ripercussioni del più grande licenziamento di massa che l'Italia abbia mai vissuto con la cancellazione, in tre anni, di 150mila posti di lavoro. Denunciamo altresì il peggioramento delle condizioni lavorative dei docenti precari e di ruolo, costretti ad insegnare in classi sovraffollate e smembrate, nonché il disconoscimento della professionalità docente, con provvedimenti quali l'accorpamento di classi di concorso, i contratti di disponibilità e gli accordi Stato-Regioni. Denunciamo infine la generale riduzione dei diritti dei lavoratori della scuola, ad esempio con la normativa vessatoria in tema di malattia, la riduzione della contrattazione collettiva e del potere d'acquisto dei salari prevista dalla riforma del modello contrattuale, l'accesso disuguale al salario accessorio e gli inasprimenti disciplinari previsti dalla legge Brunetta.
Dopo mesi di scioperi e manifestazioni di piazza di tutti i tipi, che non hanno scalfito la determinazione del governo a proseguire nella sua opera di distruzione della scuola statale, siamo oggi più che mai convinti che uno degli strumenti di lotta più significativi, rimasto nelle mani dei lavoratori della scuola, siano le azioni di boicottaggio della burocrazia scolastica, come lo sciopero degli scrutini, ovvero, uno sciopero tradizionale e assolutamente legale indetto per due giorni - nel rispetto della vigente normativa sindacale - in concomitanza con lo svolgimento degli scrutini, in modo da farne slittare lo svolgimento e mettere in qualche modo in crisi la macchina "burocratica" della scuola. La gravità dell'attacco sferrato oggi dal governo alla scuola statale (l'unica veramente pubblica) renderebbe più che mai necessario il ricorso a forme di protesta radicali come il blocco degli scrutini. Purtroppo, però, questa forma di lotta è ormai vietata dalla L. 146/1990, che ha sensibilmente ridimensionato la forza d'urto dello sciopero soprattutto nei settori pubblici. Tuttavia è ancora possibile mettere in pratica azioni che vadano al cuore della burocrazia scolastica, inceppandone momentaneamente gli ingranaggi.
Chiediamo quindi a tutti i colleghi di partecipare assieme a noi alla forma di sciopero più radicale praticabile in ambito scolastico, lo sciopero degli scrutini, che è stato indetto dai Cobas Scuola per primi e poi dell'Rdb, dell'Usi-Ait, dell'Unicobas e dello Slai Cobas per il sindacato di classe dando seguito all'appello lanciato a tutte le organizzazioni sindacali dal movimento dei precari, nel corso dell'assemblea nazionale dei precari della scuola del 31 gennaio scorso a Napoli.
Coordinamento Lavoratori della scuola "3ottobre" - C.P.S. Milano
Cobas scuola Milano
Rdb Scuola
Slai cobas per il sindacato di classe
Usi Ait scuola

4 giugno 2010

Appello ai sindacati indicenti lo sciopero degli scrutini

Appello ai sindacati indicenti lo sciopero degli scrutini. Chiediamo di promuovere un sit-in davanti all’U.S.P. di Milano, il 15 giugno prossimo.
Martedì 15 giugno, dalle ore 10.00, in concomitanza con lo sciopero degli scrutini indetto, in Lombardia, il 14 e 15 giugno, si svolgerà un sit-in di protesta davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale di Milano, in Via Ripamonti 85.

Protesteremo contro il massacro della scuola pubblica: la "riforma" dell'istruzione secondaria di II grado, i progetti di gerarchizzazione e privatizzazione della scuola statale, la riduzione dei diritti dei lavoratori della scuola (P.d.L. Aprea e D.d.L. Goisis, D.L. Brunetta), per chiedere il ritiro dei tagli (L.133/08 art.64) e l'immissione in ruolo di tutti i precari della scuola.
La controriforma della scuola secondaria di II grado rappresenta l'ultimo tassello del grande progetto di dequalificazione ed impoverimento dell'istruzione pubblica italiana. Tutto l'impianto delle leggi in tema di istruzione, all'interno del quale si collocano la L. 133/08 e il P.d.L. Aprea, mirano ad estendere anche al sistema scuola una logica competitiva e aziendale, non solo introducendo i privati nei comitati tecnico-scientifici degli istituti tecnici, ma anche svilendo tutte le conquiste ottenute nel campo della ricerca pedagogica e didattica ed annullando quella tradizione egualitaria su cui si è fondato il processo di rinnovamento democratico della scuola pubblica statale italiana. La scuola "berlusconiana" non tiene conto delle diverse esigenze, dei bisogni, degli stili di apprendimento delle nuove generazioni, non dà valore al confronto tra esperienze e culture diverse, reintroducendo profondi elementi di conflittualità interetnica e sperequazione sociale, mentre aumenta significativamente i finanziamenti alle "scuole-diplomifici" private.
Denunciamo non solo gli effetti devastanti della controriforma Tremonti-Gelmini nel mondo dell'istruzione, ma anche le drammatiche ripercussioni del più grande licenziamento di massa che l'Italia abbia mai vissuto con la cancellazione, in tre anni, di 150mila posti di lavoro. Denunciamo altresì il peggioramento delle condizioni lavorative dei docenti precari e di ruolo, costretti ad insegnare in classi sovraffollate e smembrate, nonché il disconoscimento della professionalità docente, con provvedimenti quali l'accorpamento di classi di concorso, i contratti di disponibilità e gli accordi Stato-Regioni. Denunciamo infine la generale riduzione dei diritti dei lavoratori della scuola, ad esempio con la normativa vessatoria in tema di malattia, la riduzione della contrattazione collettiva e del potere d'acquisto dei salari prevista dalla riforma del modello contrattuale, l'accesso disuguale al salario accessorio e gli inasprimenti disciplinari previsti dalla legge Brunetta.
Dopo mesi di scioperi e manifestazioni di piazza di tutti i tipi, che non hanno scalfito la determinazione del governo a proseguire nella sua opera di distruzione della scuola statale, siamo oggi più che mai convinti che uno degli strumenti di lotta più significativi, rimasto nelle mani dei lavoratori della scuola, siano le azioni di boicottaggio della burocrazia scolastica, come lo sciopero degli scrutini, ovvero, uno sciopero tradizionale e assolutamente legale indetto per due giorni - nel rispetto della vigente normativa sindacale - in concomitanza con lo svolgimento degli scrutini, in modo da farne slittare lo svolgimento e mettere in qualche modo in crisi la macchina "burocratica" della scuola. La gravità dell'attacco sferrato oggi dal governo alla scuola statale (l'unica veramente pubblica) renderebbe più che mai necessario il ricorso a forme di protesta radicali come il blocco degli scrutini. Purtroppo, però, questa forma di lotta è ormai vietata dalla L. 146/1990, che ha sensibilmente ridimensionato la forza d'urto dello sciopero soprattutto nei settori pubblici. Tuttavia è ancora possibile mettere in pratica azioni che vadano al cuore della burocrazia scolastica, inceppandone momentaneamente gli ingranaggi.
Chiediamo quindi a tutti i colleghi di partecipare assieme a noi alla forma di sciopero più radicale praticabile in ambito scolastico, lo sciopero degli scrutini, che è stato indetto dai Cobas Scuola per primi e poi dell'Rdb, dell'Usi-Ait, dell'Unicobas e dello Slai Cobas per il sindacato di classe dando seguito all'appello lanciato a tutte le organizzazioni sindacali dal movimento dei precari, nel corso dell'assemblea nazionale dei precari della scuola del 31 gennaio scorso a Napoli.

Coordinamento Lavoratori della scuola "3ottobre" - C.P.S. Milano

29 maggio 2010

Anche lo Slai Cobas S.C. sostiene lo sciopero degli scrutini

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe di Palermo
sostiene lo sciopero degli scrutini si a livello nazionale che locale

CACCIAMO VIA IL GOVERNO DELLA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA
_________________

Contro i tagli del personale della scuola, specie precario che comportano
migliaia di licenziamenti di docenti e di ATA previsti dalla Legge 133 e dai
regolamenti applicativi sui Licei Tecnici e Professionali, che dequalificano la
scuola sia per riduzione ore che corsi e compresenze

Contro il progetto Aprea, per il ritiro della 169/08 e per il mantenimento del
tempo pieno

Contro le politiche di privatizzazione della scuola pubblica e le
esternalizzazioni di servizi

Contro il tetto del 30% per gli immigrati, contro i continui tagli al
sostegno

Per ottenere la stabilizzazione dei precari utilizzati nelle scuole e nei
servizi esternalizzati o in appalto e l'assunzione a tempo indeterminato di
tutti i precari su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto e
di fatto.

26 maggio 2010

Comunicato CPS nazionale sulla circolare Usr Emilia Romagna e in solidarietà dei colleghi emiliani

Il Coordinamento Precari Scuola prende atto del pesante atteggiamento censorio del Direttore dell'ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna Marcello Limina, che vorrebbe che i docenti non rilasciassero alla stampa dichiarazioni critiche nei confronti del governo a pena di sanzioni disciplinari, pienamente avvallato dal ministro Gelmini.
Il Cps continuerà a dire la verità a tutte le famiglie, agli studenti e agli organi di stampa ossia:
- che le leggi Gelmini non sono una riforma ma il più grosso licenziamento di massa della storia italiana, attuato per risparmiare sulla pelle delle famiglie più deboli, in favore dell'istruzione privata, in spregio alla Costituzione;
- che il governo sta rovinando migliaia di famiglie di precari della scuola, che resteranno disoccupati e senza reddito senza alcun ammortizzatore sociale;
- che da settembre saranno costituite classi pollaio in spregio a tutte le leggi sulla sicurezza: i nostri figli saranno in pericolo;
- che gli studenti diversamente abili non saranno più tutelati;
- che il tempo pieno non sarà garantito a tutte le famiglie che ne faranno richiesta.
Ricordiamo che siamo in Italia sotto una Costituzione giudicata tra le più avanzate al mondo, e che nessuna circolare, né ministeriale, né direttoriale, può stravolgere le conquiste democratiche della libertà, di pensiero e di opinione che i nostri nonni ci hanno consegnato dopo la guerra e a cui non rinunceremo per nessun motivo!!!
Chiediamo le immediate dimissioni del direttore dell'ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna, convinti che la funzione dell' ufficio scolastico regionale è quella di svolgere la necessaria funzione di raccordo delle esigenze della scuola statale della Regione, e non, al contrario, di farsi zelante esecutore delle imposizioni derivanti dal Ministero dell'Istruzione, assumendo sempre più chiaramente il ruolo poliziesco di "prefetto" della scuola pubblica. Esprimiamo quindi la nostra solidarietà ai colleghi dell'Emilia Romagna e ricordiamo che giovedì 27/05 alle ore 15 si terrà a Bologna un presidio presso l'Usr in via dei Castagnoli n.1 per chiedere le dimissioni del direttore Marcello Limina.


Coordinamento Precari scuola

Scarica il manifesto sullo sciopero degli scrutini 14-15 giugno

25 maggio 2010

Scarica il manifesto sullo sciopero degli scrutini 14-15 giugno

Usi ait scuola proclama lo sciopero degli scrutini

Oggetto: proclamazione, dopo il non riuscito tentativo di raffreddamento del conflitto del 3 maggio presso il Ministero del Lavoro dello sciopero con due giorni di blocco degli scrutini – secondo il calendario scolastico regionale (vedi nel testo) - per i docenti ed il blocco degli straordinari per il mese di giugno per gli ATA, per tutto il personale a tempo indeterminato e determinato o con contratti atipici, anche di co.co.co, impiegato presso il MIUR, nelle scuole e Istituti o nei servizi esternalizzati ai sensi della L. 146/90 e del D.Lgs. 83/2000.
Questa O.S. proclama lo sciopero con blocco degli scrutini nei giorni: 7 e 8 giugno in EMILIA e ROMAGNA, CALABRIA e Prov. auton. di Trento; 10 e 11 giugno in PUGLIA, VENETO e MARCHE; 11 e 12 giugno in UMBRIA e SARDEGNA; 14 e 15 giugno in LOMBARDIA, LAZIO, FRIULI VENEZIA GIULIA, ABRUZZO, BASILICATA, CAMPANIA, LIGURIA, MOLISE, PIEMONTE, SICILIA, TOSCANA, VALLE D’AOSTA, Prov. aut. di Bolzano ed il blocco degli straordinari per giugno.

Motivi dell’agitazione sindacale e dello sciopero: aumenti salariali pari a euro 250,00 netti per tutte le categorie estendibili a titolari di pensione, introduzione del salario minimo intercategoriale a 1300 euro netti e di forme di reddito sociale garantito, ripristino di adeguamento automatico salariale connesso agli aumenti dei prezzi, anche per i pensionati, contro i “tagli” del personale della scuola, specie precario e i minori finanziamenti, che comportano migliaia di licenziamenti di docenti e di ATA e quelli previsti dalla Legge 133 e dai regolamenti applicativi sui Licei – Tecnici e Professionali, che dequalificano la scuola sia per riduzione ore che corsi e copresenze e contro il “Progetto Aprea”, per il ritiro della 169/08 e per il mantenimento del tempo pieno, contro le politiche di privatizzazione di servizi e funzioni già pubbliche e le esternalizzazioni di servizi, contro il tetto del 30% per gli immigrati, contro i continui tagli al sostegno, per applicazione del sistema legislativo di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per la libera elezione dei R.L.S., per contrasto a forme di precarietà lavorativa e ritiro delle leggi 196/97, 30/03 e 276/03, per ottenere la stabilizzazione dei precari utilizzati nelle scuole e nei servizi esternalizzati o in appalto e l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto e di fatto, contro lo straordinario, in difesa del diritto di sciopero, per la pari dignità e diritti sindacali a favore di tutte le organizzazioni di lavoratori/lavoratrici legalmente costituite, per il diritto di assemblea per libere elezioni delle RSU ed elezioni per la rappresentanza a livello provinciale e nazionale. Si accettano le limitazioni previste dal CCNL e dalle norme vigenti con l’esclusione dall’azione di sciopero delle classi impegnate negli scrutini finali propedeutici allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione, delle classi impegnate negli esami di qualifica nei professionali e di licenza di maestro d’arte negli istituti d’arte, le attività relative agli esami di idoneità, le classi impegnate negli esami di licenza media, e nelle zone colpite da calamità naturali o interessate da consultazioni elettorali.

la Segreteria USI AIT SCUOLA -

24 maggio 2010

Comunicato CPS Bologna. Presidio davanti all'USR Bologna, 27 maggio, ore 15.00

Apprendiamo con sgomento dell'esistenza di una nota riservata con cui il Direttore dell'USREmilia Romagna, Marcello Limina, invita a mettere il bavaglio anche ai dipendenti pubblici ed inparticolare a tutto il personale (ata e docenti) della scuola.Le minacce e le intimidazioni contenute in tale nota sono a nostro avviso solo l'ultimo elementoche dimostra (se ancora ce ne fosse bisogno) lo snaturamento della funzione dell'UfficioScolastico Regionale dell'Emilia Romagna che, lungi dallo svolgere la necessaria funzione diraccordo delle esigenze della scuola statale della Regione, si fa zelante esecutore delle pesantiimposizioni del Ministero, assumendo sempre più chiaramente il ruolo poliziesco di prefettodella scuola pubblica. Ribadiamo che (in forza degli articoli 21 e 33 della Costituzione) non abbiamo alcuna intenzionedi lasciarci tacitare dalle minacce del Direttore Limina, per questo ci associamo con forza allarichiesta di dimissioni avanzata già da numerose organizzazioni sindacali e politiche e saremo achiedere che vengano consegnate, giovedì prossimo 27/05 alle ore 15 di fronte all'U.S.R.in via dei Castagnoli n.1. Invitiamo tutti, genitori, lavoratori della scuola e semplici cittadini,ad unirsi alla nostra richiesta. Difendiamo la scuola pubblica, non collaboriamo alla suademolizione!
Bologna 22 maggio 2010
Coordinamento scuole superiori Bologna e Provincia

coordiamentosuperioribo@gmai.com
Coordinamento Precari della Scuola di Bologna
precariscuola.bologna@gmail.com

16 maggio 2010

Prossima riunione

Prossima riunione:

Domani, giovedì 9 giugno ore 16.30 via Morigi, 8
citofono Altraofficina

presso Casa Morigi

Via Morigi, 8

MM Cairoli

(suonare arte officina o sala riunioni)

13 maggio 2010

RdB scuola indice lo sciopero degli scrutini a Bologna

GIOVEDI’ 13 MAGGIO DALLE ORE 10, MANIFESTAZIONE SOTTO LA SEDE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

La Commissione di Garanzia dà il via libera allo sciopero breve degli scrutini indetto da RdB Scuola

RISORSE PER I DIRITTI
LICENZIAMENTI, PRECARIETA' E SPECULAZIONI DEVONO ESSERE CONTRASTATI - La manifestazione di domani riveste un carattere particolare. Tutti i lavoratori sono coinvolti visto che la regione detiene risorse fondamentali per intervenire sui gravi problemi che affliggono i lavoratori (la casa, la disoccupazione, i tagli alla sanità e alla scuola, i salari sempre più bassi, il continuo aumento delle bollette). Finora queste risorse sono state sperperate in inutili regalie ad imprese che poi chiudevano per spostare la produzione in paesi con maggior sfruttamento della manodopera o per speculazioni edilizie. Ora pretendiamo la restituzione delle nostre risorse.
Per la scuola si apre poi un capitolo fondamentale visto che la regione ha forti responsabilità nella regalia di fondi alle scuole private e agli enti per la formazione professionale. E’ necessario aprire la vertenza con la regione per imporre che queste risorse, così come i fondi europei per la formazione, vengano destinati alla scuola pubblica e per il pagamento di contratti statali (altro che la “truffa” dei contratti di disponibilità) per i precari espulsi dalla Gelmini, e privi anche dei pur limitati ammortizzatori sociali.

RdB SCUOLA INDICE LO SCIOPERO PER IL 7 E 8 GIUGNO, IN OCCASIONE DEGLI SCRUTINI – Lo sciopero è stato indetto nelle stesse giornate di quello indetto dai Cobas (nella ricerca della massima unità possibile dei lavoratori), ma con modalità diverse: lo sciopero proclamato dai Cobas è infatti per l’intera giornata mentre quello proclamato dalla RdB prevede l’astensione dalla sole attività funzionali programmate per quella giornata (leggasi scrutini). In questo modo anche pochi scioperanti, pagando solo la trattenuta per l’effettiva durata dello scrutinio, potranno creare forti disagi. Alla base di questa scelta c’è l’obiettivo di favorire la partecipazione e di rafforzare l’efficacia dello sciopero. La nostra indizione non toglie la possibilità per i colleghi di aderire allo sciopero dell’intera giornata, ma offre una possibilità ulteriore alla sua riuscita, coinvolgendo anche chi avesse ancora dubbi sull’utilità e l’efficacia di questa protesta, dopo più di 10 scioperi tradizionali e menomati dalla normativa, e chi avesse difficoltà a rinunciare a 2 intere giornate di salario (e sappiamo che sono molti, specie tra i precari).
Sappiamo che occorrerebbe un vero e proprio blocco degli scrutini, ma sono 22 anni che non si pratica questa forma di sciopero e la sua riuscita anche parziale rappresenterà un salto in avanti rilevante nella costruzione di lotte sempre più forti ed efficaci.
Stiamo inoltre studiando la possibilità di proclamare lo sciopero degli ATA 7 giorni dopo (in occasione della pubblicazione dei quadri) in modo da fornire uno strumento di lotta anche alla componente più martoriata della scuola, afflitta più di tutti dai tagli, dall’aumento dei carichi di lavoro e dalle continue pressioni disciplinari di zelanti dirigenti.

LA CGIL IMPEGNATA CON TUTTE LE FORZE PER CONTRASTARE LO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI CONTRO I LICENZIAMENTI DI MASSA NELLA SCUOLA – Leggendo la lettera inviata dal segretario FLC-CGIL ai responsabili della propria organizzazione, nella quale si attacca lo sciopero degli scrutini (in quanto danneggerebbe i rapporti con studenti e famiglie) e ci si arrampica sugli specchi per nascondere la totale inattività dietro alle iniziative dei comitati genitori, appare lampante il ruolo di questo sindacato: controllare che i lavoratori non diventino una forza, in grado di lottare e fermare i provvedimenti del governo. Per noi era lampante già da una ventina d’anni, ma ora lo diventa anche per chi ancora si illudeva in una tutela attiva da parte di questi signori.
A fronte del contegno di Pantaleo ci viene spontaneo rafforzare la nostra determinazione nell’attuare lo sciopero. E a chi non sa più cosa inventarsi per fermare la legittima rabbia dei lavoratori cosa dobbiamo rispondere? Ci torna alla memoria quello splendido episodio del film “L’oro di Napoli”, nel quale Edoardo De Filippo, per contrastare l’arroganza del signorotto locale, istruiva tutti gli abitanti del rione su come eseguire in modo egregio il più classico dei “pernacchi”.


Bologna, 12 maggio 2010 Francesco Bonfini – RdB Scuola

7 maggio 2010

ASSEMBLEA PUBBLICA: 10 MAGGIO '10. ORGANIZZIAMOCI PER LO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI DEL 14-15 GIUGNO!

LICENZIAMENTO di MASSA; IMPOVERIMENTO dei SAPERI e dell'OFFERTA FORMATIVA; DEPOTENZIAMENTO, CONTROLLO, PRIVATIZZAZIONE della SCUOLA STATALE. Questi i veri contenuti della “riforma” Tremonti-Gelmini.
Contro la mannaia dei tagli, l’arretramento della scuola pubblica, la gerarchizzazione dei docenti, il Coordinamento Precari Scuola sta costruendo una forma di opposizione radicale ma civile, lo SCIOPERO degli SCRUTINI, indetto dai Cobas scuola.
Dopo aver affrontato le problematiche connesse agli aspetti legali dello sciopero del 14 e 15 giugno, il Coordinamento lavoratori della scuola “3 ottobre” – C.P.S. Milano invita ora i colleghi a partecipare alla seconda assemblea pubblica sullo sciopero degli scrutini, per discutere gli ASPETTI propriamente pratici ed ORGANIZZATIVI.
Inizieremo a tracciare insieme una mappa delle scuole di Milano e provincia in cui già esistono comitati attivi nella costruzione dello sciopero di fine anno e cercheremo di capire come muoverci nelle nostre scuole, affinché lo sciopero abbia successo.
Non è il numero che conta, ma l’organizzazione. Basta infatti un solo docente per rinviare uno o più scrutini in una sola giornata! Pochi lavoratori possono quindi bloccare tanti scrutini ed inceppare così l’ingranaggio della macchina burocratica della scuola!
Se gli scrutini non cadono nei due giorni di sciopero, si può comunque contribuire alla lotta, volantinando, picchettando e partecipando alle iniziative che culmineranno nello sciopero degli scrutini. Volendo, si può anche contribuire sovvenzionando i colleghi in sciopero.
Se i lavoratori si organizzano tra loro e restano uniti, minimizzano i danni economici e massimizzano l'effetto della lotta comune!
Per discutere queste questioni e altre ancora, intervenite numerosi all’assemblea di lunedì 10 maggio ’10, dalle ore 16.00, presso l’Unione Femminile Nazionale, in C.so di P.ta Nuova, 32 a Milano.

Coordinamento lavoratori della scuola “3 ottobre” – C.P.S.

Anche l'UNIONE SINDACALE ITALIANA – USI AIT SCUOLA proclama lo sciopero degli scrutini

Oggetto: proclamazione, dopo il non riuscito tentativo di raffreddamento del conflitto del 3 maggio presso il Ministero del Lavoro dello sciopero con due giorni di blocco degli scrutini – secondo il calendario scolastico regionale (vedi nel testo) - per i docenti ed il blocco degli straordinari per il mese di giugno per gli ATA, per tutto il personale a tempo indeterminato e determinato o con contratti atipici, anche di co.co.co, impiegato presso il MIUR, nelle scuole e Istituti o nei servizi esternalizzati ai sensi della L. 146/90 e del D.Lgs. 83/2000.

Questa O.S. proclama lo sciopero con blocco degli scrutini nei giorni: 7 e 8 giugno in EMILIA e ROMAGNA e Prov. auton. di Trento; 10 e 11 giugno in PUGLIA, VENETO e MARCHE; 11 e 12 giugno in UMBRIA e SARDEGNA; 14 e 15 giugno in LOMBARDIA, LAZIO, FRIULI VENEZIA GIULIA, ABRUZZO, BASILICATA, CAMPANIA, LIGURIA, MOLISE, PIEMONTE, SICILIA, TOSCANA, VALLE D’AOSTA, Prov. aut. di Bolzano ed il blocco degli straordinari per giugno.

Motivi dell’agitazione sindacale e dello sciopero: aumenti salariali pari a euro 250,00 netti per tutte le categorie estendibili a titolari di pensione, introduzione del salario minimo intercategoriale a 1300 euro netti e di forme di reddito sociale garantito, ripristino di adeguamento automatico salariale connesso agli aumenti dei prezzi, anche per i pensionati, contro i “tagli” del personale della scuola, specie precario e i minori finanziamenti, che comportano migliaia di licenziamenti di docenti e di ATA e quelli previsti dalla Legge 133 e dai regolamenti applicativi sui Licei – Tecnici e Professionali, che dequalificano la scuola sia per riduzione ore che corsi e copresenze e contro il “Progetto Aprea”, per il ritiro della 169/08 e per il mantenimento del tempo pieno, contro le politiche di privatizzazione di servizi e funzioni già pubbliche e le esternalizzazioni di servizi, contro il tetto del 30% per gli immigrati, contro i continui tagli al sostegno, per applicazione del sistema legislativo di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per la libera elezione dei R.L.S., per contrasto a forme di precarietà lavorativa e ritiro delle leggi 196/97, 30/03 e 276/03, per ottenere la stabilizzazione dei precari utilizzati nelle scuole e nei servizi esternalizzati o in appalto e l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto e di fatto, contro lo straordinario, in difesa del diritto di sciopero, per la pari dignità e diritti sindacali a favore di tutte le organizzazioni di lavoratori/lavoratrici legalmente costituite, per il diritto di assemblea per libere elezioni delle RSU ed elezioni per la rappresentanza a livello provinciale e nazionale.
Si accettano le limitazioni previste dal CCNL e dalle norme vigenti con l’esclusione dall’azione di sciopero delle classi impegnate negli scrutini finali propedeutici allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione, delle classi impegnate negli esami di qualifica nei professionali e di licenza di maestro d’arte negli istituti d’arte, le attività relative agli esami di idoneità, le classi impegnate negli esami di licenza media.

UNIONE SINDACALE ITALIANA – USI AIT SCUOLA
Sindacato Nazionale Autorganizzato dei Lavoratori della Scuola

4 maggio 2010

Documento CPS sullo sciopero degli scrutini

La controriforma della scuola secondaria di secondo grado rappresenta l'ultimo tassello del grande progetto berlusconiano di dequalificazione e impoverimento dell'istruzione pubblica italiana. Tutto l'impianto delle leggi in tema di istruzione, all'interno del quale si collocano la legge 133/08, l'art. 4 della legge 169/08 e il PdL Aprea, mirano ad estendere anche al sistema scuola una logica competitiva e aziendale, non solo introducendo i privati nei comitati tecnico-scientifici degli istituti tecnici, ma anche svilendo tutte le conquiste ottenute nel campo della ricerca pedagogica e didattica, ed annullando quella tradizione egualitaria su cui si è fondato il processo di rinnovamento democratico della scuola pubblica italiana. Le misure adottate dal governo rispondono ad una concezione astrattamente selettiva e meritocratica della scuola, licei sempre più licei "disegnati" per le elite della borghesia cittadina dove la classe dirigente del domani potrà formarsi e accedere all'università; tecnici e professionali sempre trasformati in "scuole di avviamento" al lavoro in cui si formeranno già a quattordici anni gli operai e gli artigiani del domani. La scuola "berlusconiana" non tiene conto delle diverse esigenze, dei bisogni, degli stili di apprendimento delle nuove generazioni, non dà valore al confronto tra esperienze e culture diverse, reintroducendo profondi elementi di conflittualità interetnica e sperequazione sociale, mentre aumenta significativamente i finanziamenti alle "scuole-diplomifici" private. Denunciamo non solo gli effetti devastanti della controriforma Gelmini nel mondo della scuola, ma anche le drammatiche ripercussioni del più grande licenziamento di massa dell'Italia repubblicana sul tessuto sociale del nostro paese. La nostra è una battaglia per il diritto al lavoro e per la difesa della scuola pubblica intesa come strumento di promozione culturale e sociale, nonchè luogo di diffusione dei principi fondamentali della nostra Costituzione e di lotta ad ogni forma di illegalità. Denunciamo altresì il peggioramento delle condizioni lavorative dei docenti precari e di ruolo, costretti ad insegnare in classi sovraffollate e smembrate, nonchè il disconoscimento della professionalità docente, con provvedimenti quali l'accorpamento di classi di concorso, i contratti di disponibilità e gli accordi stato-regioni. Denunciamo infine la generale riduzione dei diritti dei lavoratori della scuola, ad esempio con la normativa vessatoria in tema di malattia, la riduzione della contrattazione collettiva e del potere d'acquisto dei salari prevista dalla riforma del modello contrattuale, l'accesso disuguale al salario accessorio e gli inasprimenti disciplinari previsti dalla legge Brunetta. Dopo mesi di scioperi e manifestazioni di piazza di tutti i tipi, che non hanno minimamente scalfito la determinazione del governo a proseguire nella sua opera di distruzione della scuola statale, siamo oggi più che mai convinti che uno degli strumenti di lotta più significativi, rimasto nelle mani dei lavoratori della scuola siano le azioni di boicottaggio della burocrazia scolastica, come lo sciopero degli scrutini.Il blocco degli scrutini tradizionale è stato una forma di lotta molto radicale e molto efficace, che in passato ha dato grande forza e visibilità alle rivendicazioni dei lavoratori della scuola. La gravità dell'attacco sferrato oggi dal governo alla scuola statale (l'unica veramente pubblica) renderebbe più che mai necessario il ricorso a forme di protesta radicali come il blocco degli scrutini. Purtroppo, però, questa forma di lotta è ormai vietata dalla legge 146 del 1990, che ha sensibilmente ridimensionato la forza d'urto dello sciopero soprattutto nei settori pubblici.Tuttavia è ancora possibile mettere in pratica azioni che vadano al cuore della burocrazia scolastica, inceppandone momentaneamente gli ingranaggi. La soluzione è lo sciopero degli scrutini, cioè uno sciopero tradizionale e assolutamente legale indetto per due giorni - nel rispetto della vigente normativa sindacale - in concomitanza con lo svolgimento degli scrutini in modo da farne slittare lo svolgimento, che sfata il falso mito dell'intoccabilità degli scrutini.Lo sciopero è oggi l'ultima arma rimasta in mano ai lavoratori e lo sciopero degli scrutini è la forma di sciopero più radicale che si possa praticare in ambito scolastico. Esistono dei precedenti incoraggianti: il 3 e 4 febbraio scorsi a Genova i lavoratori della scuola hanno fatto slittare di due giorni lo svolgimento degli scrutini aderendo ad uno sciopero provinciale indetto dai COBAS; in molte città d'Italia il 12 marzo scorso i lavoratori della scuola che hanno aderito allo sciopero, là dove era previsto che si svolgessero gli scrutini, ne hanno determinato lo slittamento. Secondo la legge, nessun lavoratore che sciopera può essere sostituito, nessun lavoratore che sciopera può essere perseguito in alcun modo. Inoltre, si dice spesso con uno slogan molto eloquente «senza bidelli non si aprono i cancelli»; appare evidente a tutti quanto sia importante in questo senso il ruolo dei colleghi del personale ATA in questa lotta.Un'iniziativa come questa va preparata con grande cura; non è possibile aspettare passivamente lo sciopero degli scrutini, ma questo deve essere lo sbocco di un periodo lungo di lotte. E' indispensabile arrivare alla fine dell'anno scolastico con un livello altissimo di mobilitazione nelle scuole. Crediamo che si debba da subito intraprendere tutte le iniziative a nostra disposizione, assemblee, picchetti davanti alle scuole, volantinaggi, mozioni dei collegi dei docenti, che contribuiscano a surriscaldare il clima nelle scuole.Perciò chiediamo ai sindacati e alle RSU di mettere in pratica tutte le azioni necessarie a creare uno stato di agitazione permanente nelle scuole e soprattutto chiediamo loro che vigilino sul rispetto della legalità scolastica onde evitare azioni, come ad esempio l'anticipo degli scrutini a prima della fine delle attività didattiche, volte a neutralizzare un eventuale sciopero degli scrutini.Chiediamo, infine, a tutti i colleghi di partecipare assieme a noi alla costruzione dello sciopero degli scrutini e, a tal proposito, accogliamo con soddisfazione la decisione dei Cobas Scuola di indire nel mese di giugno uno sciopero di due giorni in coincidenza con la settimana degli scrutini, nella piena legalità, come stabilito dalla legge 146/90. Una decisione, quella dei Cobas scuola, che dà seguito all'appello lanciato a tutte le organizzazioni sindacali dal movimento dei precari, nel corso dell'assemblea nazionale dei precari della scuola del 31 gennaio scorso a Napoli.

COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA NAZIONALE

FORUM COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
http://docentiprecari.forumattivo.com/
BLOG COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
http://retedocentiprecari.blogspot.com/
GRUPPO FACEBOOK COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
http://www.facebook.com/group.php?gid=35733685501
MAIL COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
precariscuola@gmail.com

30 aprile 2010

Prossima riunione

CONTRO I TENTATIVI DI DIVIDERCI IN UNA GUERRA “PER O CONTRO IL PETTINE” TRA LAVORATORI DEL SUD E DEL NORD RIPRENDIAMO UNITI LA LOTTA CONTRO I TAGLI E PER L'ASSUNZIONE IN RUOLO DI TUTTI I PRECARI INSERITI NELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO

COSTRUIAMO DAL BASSO LA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO

ASSEMBLEA DEI PRECARI DELLA SCUOLA

MERCOLEDI 23 MARZO ORE 15
PRESSO ASSOCIAZIONE CHIAMA MILANO
LARGO CORSIA DEI SERVI
MM DUOMO


Richiedi l’iscrizione alla nostra mailing list, inviandoci una mail al seguente indirizzo: coordinamento3ottobre@gmail.com

24 aprile 2010

SECONDA ASSEMBLEA PUBBLICA SULLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI

Il Coordinamento "3 ottobre" ricorda l'appuntamento del 10 maggio: seconda assemblea pubblica dei lavoratori della scuola sullo sciopero degli scrutini del 14 e 15 giugno.

Dopo avere illustrato e discusso gli aspetti legali dello sciopero, cercheremo ora di costruire una mappatura delle scuole raggiunte dai volantinaggi e in cui abbiamo contatti sicuri e discuteremo degli aspetti pratici dell'organizzazione all'interno dei singoli istituti.

Intervenite numerosi, portate con voi i colleghi interessati allo sciopero e gli indecisi.

23 aprile 2010

FAQ – SCIOPERO DEGLI SCRUTINI Rete Organizzata Docenti e ATA Precari Scuola Veneto

FAQ – SCIOPERO DEGLI SCRUTINI Rete Organizzata Docenti e ATA Precari Scuola Veneto
► Ancora uno sciopero? Basta, non servono a nulla, e ne ho già fatti!
No, lo sciopero degli scrutini blocca temporaneamente l'ingranaggio della macchina burocratica scolastica ed il tuo contributo non regala né un giorno di vacanza agli studenti né soltanto parte della tua busta paga al Tesoro. Non blocchi lo scrutinio, ma lo rinvii! Tanti rinvii inceppa la macchina!
► Nessuno lo vuole fare, sarei solo io a farlo! Lo sciopero degli scrutini è fallimentare in partenza!
No, basta solo una persona a rinviare uno o più scrutini in una sola giornata, purché questi scrutini non tocchino le classi terminali. Le classi terminali sono quelle di fine ciclo quali le quinte in tutte le scuole superiori, le terze nei professionali e nelle scuole medie. Poche persone, quindi, possono bloccare tanti scrutini! Non è l'esercito che conta ma come sono posizionati i cecchini!
►Al Sindacato mi hanno detto che sarò sanzionata/o!
Lo sciopero degli scrutini è concreto strumento di lotta in mano ai lavoratori! Lo sciopero degli scrutini parte dal basso! Non sarai sanzionato perché la legge 146 del 90, la sua revisione del 2000 e l'applicazione contrattuale permette di scioperare ad ATA e docenti, durante gli scrutini, purché non siano di classi terminali. Il Sindacato teme una tale forma di protesta in quanto non può controllarla e rimette nelle mani del lavoratore una delega che talvolta risulta essere una vera e propria delega in bianco, sia dal punto di vista politico che contrattuale. I Sindacati vicini ai lavoratori si muovono con essi e non gli ostacolano nelle azioni di lotta. I Sindacati corporativi ostacolano i lavoratori nelle loro legittime forme di lotta.
►Ma in pratica come rinviare in modo efficiente uno scrutinio?
Se tu sei un mio collega e lavoriamo nella stessa classe è inutile che entrambi scioperiamo per rinviare lo steso scrutinio. Basta una persona a rinviarlo. Organizzati coi tuoi collegi e minimizzando il tuo danno economico massimizzerai l'effetto della comune lotta.
►Alcuni colleghi di ruolo, forti del loro contratto a tempo indeterminato, non seguiranno un precario come me in questa azione!
E' vero, alcuni di essi ragionano proprio così. Dicono: da qualche parte, mal che vada, mi butteranno! Ora, informati, questo non è proprio vero! Anche il docente di ruolo può avere come prospettiva, forse non immediata, il licenziamento! Poi, guardando alla nostra parte, vi sono precari di pari stampo e tu lo sai bene, questi sono quelli che pensano al loro orticello, che alle chiamate ti fregano le ore o fanno straordinario prendendo ore ad altri precari e che pensano comunque di cavarsela! In realtà puoi trovare dei forti ed inaspettati alleati fra i colleghi soprannumerari che – sono tanti già a partire dall'anno scolastico che verrà – ti seguiranno! E poi in gioco non c’è solo l’espulsione dei precari e la trasformazione in soprannumerari di molti colleghi di ruolo, ma anche lo smantellamento della Scuola pubblica; molti colleghi a tempo indeterminato sono sensibili, anche se materialmente non perderanno il posto.
►Io non sciopero perché il giorno in cui c'è lo sciopero non cadono i miei scrutini o perché qualcun altro già sciopera! Io non sciopero perché sono disoccupato, quindi arrangiatevi tutti!
Tu puoi partecipare alla lotta volantinando, picchettando e partecipando all'insieme di iniziative che culminano con lo sciopero degli scrutini. Chi aderirà alla lotta, se non sciopererà, darà un contributo di 10€ in modo da sovvenzionare i colleghi che sciopereranno!
►Ma il contributo di 10€ per chi non sciopera durante gli scrutini ma vuole partecipare alla lotta attivamente è obbligatorio? O scioperi o sganci! Brutale?
No, la solidarietà è concreta e molti già apprezzano la possibilità di tale contributo! L'unità in una protesta non si basa sulle sole parole ma sui fatti! Il tuo collega che sciopera perde ben più di 10€! Il tuo contributo può aiutare chi è in prima linea!
►Nella mia scuola si fa uso di una piattaforma on-line attraverso cui immetto i voti per lo scrutinio. Se non ci sono prenderanno i miei voti e mi chiameranno a firmare il tabellone il giorno successivo alla mia assenza per sciopero.
No! Lo scrutinio viene rinviato se non ci sei. Il consiglio di classe deve essere “perfetto”. I voti sono solo proposti dal docente titolare della materia e approvati, previa discussione, dall’intero Consiglio di Classe. Quindi tu hai diritto a discutere il profitto in tutte le materie di tutti i tuoi allievi. La prassi di immettere i voti prima nella piattaforma informatica – che i D.S. sollecitano – è solo per semplificare e velocizzare il lavoro del consiglio di classe, e non è neppure un obbligo del singolo docente, quindi chi aderirà allo sciopero non è tenuto a trasmettere le proposte di voto giorni prima. Tieni comunque in ordine il registro che qualche DS potrebbe ricattarti anche subdolamente! Ricordati che il DS ha un ruolo essenziale nell'attuazione dei tagli, quindi, di fatto, si trova dalla parte di chi ti sta licenziando.
►Siete i soliti politicizzati e non avete voglia di lavorare, da bravi statali privilegiati! Io non sono come voi!
Ottimo, continua a ragionare così. Quando vedrai che i tuoi figli a scuola non imparano nulla, quando vedrai che, anche se paghi le tasse, non avrai servizi, ti dovrai pagare il medico, dovrai leccare il culo al DS o al politico di turno per sopravvivere, il tuo lavoro non verrà remunerato onestamente e verrai sfruttato, come avviene ora con gli scatti di anzianità che da precario non percepisci, anche se sei supplente da 10 o 20 anni, non lamentarti con noi!
►Lo sciopero degli scrutini è l'unica forma di lotta? Non è che sia voluta da certi nostalgici?
La legge tiene al fatto che noi non si blocchi la macchina burocratica specialmente nel momento in cui i processi del lavoro scolastico entrano in certe fasi critiche, come alla fine dei quadrimestri e durante gli esami. Bloccare la macchina in questi momenti è una delle forme di lotta realmente efficaci. Non a caso la legge ha cercato di limitare il più possibile le azioni di protesta durante scrutini ed esami, e di blocchi non se ne possono fare! Ci sono tutta una serie di altre forme di protesta utili e che valuteremo a fianco dello sciopero ma poche – in realtà non ce ne vengono in mente di altrettanto efficaci in questo momento – sono paragonabili allo sciopero degli scrutini. Sfida chiunque neghi ciò a trovare una forma di lotta più efficace!
►Ma io danneggio i miei studenti! Non posso in coscienza scioperare, andrei contro la mia vocazione di docente!
Scusa, ma lo sciopero sai cosa è? Il ferroviere quando sciopera danneggia te che viaggi. Tu chi hai intenzione di danneggiare? Solo te stesso? E poi non blocchi mica le lezioni, ti astieni da un’attività burocratica e basta. Di fronte allo smantellamento della Scuola che sta avvenendo con la cosiddetta Riforma Gelmini, non crediamo sia grave che studenti e famiglie sapranno l’esito dell’anno scolastico qualche giorno dopo.
►E dopo? E se non funziona?
Lo sciopero degli scrutini può veramente segnare l'avvio di forme di lotta anche più aspre. I lavoratori nella lotta hanno molto speso trovato consapevolezza politica, compagni ed amici insperati! A settembre sarà difficile che tutto sia come prima! Gli USP avranno qualche difficoltà a riproporre il rito delle chiamate senza inghippi.

Venezia, 20 aprile 2010.

21 aprile 2010

Prossima riunione

Prossima riunione del Coordinamento "3 ottobre":

giovedì 22 aprile 2010
ore 16.00.

Presso Casa Morigi,
in Via Morigi, 8

MM Cairoli
(Suonare sala riunioni o Arte officina)

20 aprile 2010

Documento di solidarietà al C3o dall'Rdb Scuola

CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SCUOLA SOLIDARIETA’ AI COLLEGHI DEL COORDINAMENTO 3 OTTOBRE DI MILANO
Cari colleghi, RdB Scuola esprime convinta solidarietà in vista dell’importantissimo e significativo momento di protesta di martedì 20 aprile che vi vedrà impegnati in occasione dell’incontro tra dirigenti scolastici e industriali lombardi. Non c’è dubbio che l’introduzione dei comitati tecnici nelle scuole superiori sia un chiaro elemento di privatizzazione, pensato allo scopo di finalizzare la scuola pubblica ai profitti delle imprese; ciò al prezzo di una sempre più marcata precarizzazione, dello sfruttamento del personale e dello svilimento dei percorsi formativi per le giovani generazioni.In questi mesi stiamo rilevando continui segnali della crescente svendita della scuola ai privati. La norma sull’apprendistato a 14 anni; l’introduzione di corsi disciplinari pomeridiani gestiti direttamente dalle imprese con personale sottopagato e sfruttato e con l’espulsione di precari statali che svolgevano lo stesso lavoro; il sempre maggiore ricorso a contratti di prestazione d’opera nelle scuole e ai “contributi” delle famiglie per il semplice funzionamento; il proliferare di “aziende scolastiche paritarie”, dimostrano il vero disegno della politica scolastica di questo governo. Altro che riforme, l’obiettivo è regalare ai privati fondi pubblici ed enormi prospettive di profitto. Per realizzarlo si è puntato a triplicare i precari in dieci anni, mediante la non sostituzione del personale che andava in pensione con personale assunto; ciò al fine di poter poi più facilmente tagliare i posti di lavoro ed esternalizzare quote crescenti dell’istruzione. Il piano è talmente spudorato che lo steeso sottosegretario Bocchieri, numero 2 del ministero, risulta essere vice presidente della maggiore azienda di lavoro interinale del paese. Non stupisce che sia stato proprio lui a curare i dettagli tecnico-politici della riforma delle superiori. Occorre denunciare con forza questo scempio e vediamo nella vostra protesta un segnale chiaro e determinato, da prendere ad esempio e riproporre in ogni città.Dovremo ora cercare di bloccare questo disegno scellerato, proseguendo nelle azioni di opposizione e puntando allo sciopero degli scrutini del secondo quadrimestre.RdB Scuola è pronta allo sciopero e sta lanciando una campagna di sensibilizzazione e di consultazione tra i lavoratori per promuoverne la riuscita attraverso una reale adesione che fondi sulla volontà espressa nei luoghi di lavoro.Siamo certi che ci troveremo fianco a fianco. Nel frattempo, buona lotta.
Roma, 18 aprile 2010
Coordinamento Nazionale RdB Scuola RdB/Cub Scuola
Via dell'Aeroporto 129 Roma
Info@scuola.rdbcub.it
sito http://www.rdbcub.it/

Scarica l'adesivo: SCIOPERO degli SCRUTINI 14-15 GIUGNO

Lo sciopero degli scrutini è stato indetto in Lombardia nei giorni
14 e 15 giugno.
Aiutaci a far girare la notizia: scarica l'adesivo, stampalo e diffondilo.
Vuoi darci anche un aiuto a volantinare o vuoi semplicemente ritirare gli adesivi da noi?
Allora, contattaci via mail: coordinamento3ottobre@blogspot.com
Oppure partecipa alla prossima riunione del C3o.

19 aprile 2010

SIT-IN di PROTESTA CONTRO L'INGRESSO DEI PRIVATI NELLE SCUOLE

Il riordino delle scuole superiori non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e l'Ufficio scolastico provinciale si affretta a far entrare gli imprenditori nelle scuole, invitando i dirigenti scolastici degli Istituti tecnici a partecipare il giorno 20 aprile ad un incontro nella sede di Assolombarda, che ha come "obiettivo avviare un programma di lavoro comune fra scuola e aziende finalizzato:
1. al rilevamento del fabbisogno di competenze delle imprese;
2. al consolidamento della rete di imprenditori attivi nel rapporto con gli istituti tecnici del territorio;
3. alla formulazione di contributi per la ridefinizione dei profili formativi offerti dagli istituti tecnici".

Sono quindi palesi i veri obiettivi della Riforma Gelmini-Tremonti:

- risparmiare tagliando migliaia di posti di lavoro di docenti e personale Ata;
- far entrare i privati nella scuole per renderle funzionali al mercato e sfornare giovani lavoratori sempre più precari, da sfruttare a proprio piacimento perché privi di istruzione e di senso critico!
Mano d’opera specializzata e elettori manipolabili al posto di cittadini e lavoratori consapevoli dei propri diritti.

Come lavoratori della scuola protestiamo da mesi contro questo progetto di distruzione iniziato con la legge 133, che vedrà la sua completa attuazione con l’approvazione del
PDL Aprea e con la regionalizzazione della scuola. Per questi motivi partecipiamo, insieme ai coordinamenti di lavoratori della scuola di tutta Italia, alla campagna per la costruzione dello sciopero degli scrutini di giugno. All'interno di questa mobilitazione lanciamo un

SIT-IN di PROTESTA CONTRO L'INGRESSO DEI PRIVATI NELLE SCUOLE
20 aprile, dalle 16,30 alle 19 presso l'Assolombarda, via Pantano 9

PERCHÉ LA SCUOLA PUBBLICA CONTINUI A FORMARE IL CITTADINO,NON IL LAVORATORE PRECARIO DI DOMANI!!
NO ALL'INGRESSO DEI PRIVATI DELLA SCUOLANO AI TAGLI DI MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORONO ALLA REGIONALIZZAZIONE DELL'ISTRUZIONE

Coordinamento lavoratori della scuola "3ottobre"- C.P.S. Milano
http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com
coordinamento3ottobre@gmail.com

15 aprile 2010

Adesivo sciopero scrutini


Vuoi aiutarci a diffondere l'adesivo sullo sciopero degli scrutini del 14 e 15 giugno?
Scaricalo adesso dal blog e stampalo,
oppure contattaci, scrivendoci a coordinamento3ottobre@gmail.com

Prossima riunione C3o

Prossima riunione del Coordinamento "3 ottobre":
giovedì 22 aprile 2010
ore 16.00
Presso Casa Morigi
Via Morigi, 8
MM Cairoli
Suonare sala riunioni o Arte officina

14 aprile 2010

Normativa sullo sciopero degli scrutini

SCIOPERO DEGLI SCRUTINI, SI PUO'!!!

La legge del 12 giugno 1990, n. 146, che regola l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, limita fortemente il diritto di sciopero dei lavoratori della scuola durante il periodo degli scrutini, rendendo nei fatti illegale bloccare gli scrutini di fine anno, tuttavia tale legge non impedisce ai lavoratori di scioperare durante gli scrutini.
Se entriamo nel merito dell'attuazione della legge 146/90 all'interno dell'art. 3 del CCNL 1998/2001 leggiamo infatti che:
a. Non saranno effettuati scioperi a tempo indeterminato;[...]
c. Ciascuna azione di sciopero, anche se trattasi di sciopero breve o di sciopero generale, non può superare, per ciascun ordine e grado di scuola i due giorni consecutivi; tra un’azione e la successiva deve intercorrere un intervallo di tempo non inferiore a sette giorni; [...]
g.Gli scioperi proclamati e concomitanti con le giornate nelle quali è prevista l’effettuazione degli scrutini finali non devono differirne la conclusione nei soli casi in cui il compimento dell’attività valutativa sia propedeutico allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione. Negli altri casi, i predetti scioperi non devono comunque comportare un differimento delle operazioni di scrutinio superiore a 5 giorni rispetto alla scadenza programmata della conclusione;
i. Le disposizioni del presente articolo in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori.
Si può quindi affermare che:

- E' assolutamente legale fare uno sciopero di due giorni durante gli scrutini finali (sono escluse solo le classi quinte delle superiori e le terze delle medie) e tale sciopero può portare al rinvio di cinque giorni degli scrutini.
- Lo scrutinio deve essere bloccato e rimandato anche se un solo membro del consiglio di classe fa sciopero e il docente non può assolutamente essere sostituito.


E SE DALLO SCIOPERO SI PASSA AL BLOCCO? CHE COSA ACCADE?
La violazione della limitazione dei due giorni di sciopero (ad esempio prolungando lo sciopero a tre o più giorni) può comportare sanzioni fino a 500 euro al giorno solo se dopo essere stati precettati con specifica ordinanza si prosegua nello sciopero.
Infatti solo nel caso la convocazione dello sciopero fosse ritenuta dalla Commissione di garanzia pregiudizievole e se il tentativo di conciliazione tra OS proclamante e Governo non dovesse riuscire, il Presidente del Consiglio, o un Ministro, può emanare un'ordinanza con “le misure necessarie a prevenire il pregiudizio ai diritti della persona costituzionalmente tutelati di cui all'articolo 1, comma 1” (art. 8 comma 1 L. 146/1990) e “l'inosservanza da parte dei singoli prestatori di lavoro ... delle disposizioni contenute nell'ordinanza ... è assoggettata alla sanzione amministrativa pecuniaria per ogni giorno di mancata ottemperanza, determinabile ... da un minimo di lire 500.000 ad un massimo di lire 1.000.000” (art. 9 comma 1 L. 146/1990 come modificato dalla L. 83/2000). Mentre le azioni disciplinari non possono comportare in alcun modo il licenziamento, infatti “i lavoratori che si astengono dal lavoro in violazione delle disposizioni ... sono soggetti a sanzioni disciplinari proporzionate alla gravità dell'infrazione, con esclusione delle misure estintive del rapporto o di quelle che comportino mutamenti definitivi dello stesso” (art. 4 comma 1 L. 146/1990 come modificato dalla L. 83/2000).

8 aprile 2010

ASSEMBLEA 12 APRILE


Il Coordinamento lavoratori della scuola “3 ottobre” – CPS Milano, in sinergia con gli altri coordinamenti di precari aderenti al CPS nazionale e con il movimento dei precari della scuola nelle sue varie articolazioni, il 12 aprile 2010, alle ore 16.00 - presso l’Unione Femminile Nazionale di C.so di P.ta Nuova 32, a Milano - indice un’assemblea dei lavoratori della scuola, per discutere le ragioni, gli aspetti legali e organizzativi dello sciopero degli scrutini, l’unica forma di opposizione ancora intentata, radicale, ma civile, che è oggi possibile, dopo oltre un anno di ignorate proteste dei lavoratori della scuola contro l’inesorabile mannaia dei tagli, i licenziamenti, l’arretramento della scuola pubblica, il progetto di gerarchizzazione dei docenti e di aziendalizzazione della scuola statale.

Coordinamento lavoratori della scuola “3 ottobre” – CPS Milano
http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com
coordinamento3ottobre@gmail.com

6 aprile 2010

Documento congiunto sullo sciopero degli scrutini

Di fronte all'ostinata indifferenza del governo verso le proteste dei lavoratori della scuola contro la politica dei tagli e di distruzione del sistema di formazione pubblico, il movimento dei precari della scuola, nelle sue varie articolazioni, sta portando avanti a livello nazionale con grande determinazione una campagna di boicottaggio degli scrutini di giugno.
Il blocco degli scrutini tradizionale è stato una forma di lotta molto radicale e molto efficace, che in passato ha dato grande forza e visibilità alle rivendicazioni dei lavoratori della scuola. La gravità dell'attacco sferrato oggi dal governo alla scuola statale (l'unica veramente pubblica) renderebbe più che mai necessario il ricorso a forme di protesta radicali come il blocco degli scrutini.
Purtroppo, però, questa forma di lotta è ormai vietata dalla legge 146 del 1990. Tuttavia è ancora possibile mettere in pratica azioni che vadano al cuore della burocrazia scolastica, inceppandone momentaneamente gli ingranaggi. La soluzione è lo sciopero degli scrutini, cioè uno sciopero tradizionale indetto per due giorni - nel rispetto della vigente normativa sindacale - in concomitanza con lo svolgimento degli scrutini in modo da farne slittare lo svolgimento, che sfata il falso mito dell'intoccabilità degli scrutini.
Quando i lavoratori della scuola scioperano, a differenza dei lavoratori delle fabbriche, non bloccano la produzione, non creano un danno materiale immediato. Lo sciopero dei lavoratori della scuola ha un altissimo valore politico anche se puramente simbolico; lo sciopero degli scrutini esprime un contenuto politico più radicale e restituisce l'idea di una più decisa volontà di opposizione alle politiche scolastiche del governo. Lo sciopero è oggi l'ultima arma rimasta in mano ai lavoratori e lo sciopero degli scrutini è la forma di sciopero più radicale che si possa praticare in ambito scolastico.
Esistono dei precedenti incoraggianti: il 3 e 4 febbraio scorsi a Genova i lavoratori della scuola hanno fatto slittare di due giorni lo svolgimento degli scrutini aderendo ad uno sciopero provinciale indetto dai COBAS; in molte città d'Italia il 12 marzo scorso i lavoratori della scuola che hanno aderito allo sciopero, là dove era previsto che si svolgessero gli scrutini, ne hanno determinato lo slittamento. Nessun lavoratore che sciopera può essere sostituito. Nessun lavoratore che sciopera può essere perseguito in alcun modo. Inoltre, si dice spesso con uno slogan molto eloquente «senza bidelli non si aprono i cancelli»; appare evidente a tutti quanto sia importante in questo senso il ruolo dei colleghi del personale ATA in questa lotta.
Un'iniziativa come questa va preparata con grande cura; non è possibile aspettare passivamente lo sciopero degli scrutini, ma questo deve essere lo sbocco di un periodo lungo di lotte. E' indispensabile arrivare alla fine dell'anno scolastico con un livello altissimo di mobilitazione nelle scuole. Crediamo che si debba da subito intraprendere tutte le iniziative a nostra disposizione, assemblee, picchetti davanti alle scuole, volantinaggi, mozioni dei collegi dei docenti, che contribuiscano a surriscaldare il clima nelle scuole.
Perciò chiediamo ai sindacati e alle RSU di mettere in pratica tutte le azioni necessarie a creare uno stato di agitazione permanente nelle scuole e soprattutto chiediamo loro che vigilino sul rispetto della legalità scolastica onde evitare azioni, come ad esempio l'anticipo degli scrutini a prima della fine delle attività didattiche, volte a neutralizzare un eventuale sciopero degli scrutini. Infine chiediamo a tutti i colleghi di partecipare assieme a noi alla costruzione dello sciopero degli scrutini.

Coordinamento Precari Scuola - Bologna
Coordinamento Precari Scuola - Catania
Gruppi Azione Precaria - Genova
Coordinamento Lavoratori Scuola "3 ottobre" - CPS Milano
Precari in lotta - Palermo

4 aprile 2010

Il più grande licenziamento di massa della storia repubblicana

I precari sono 200 mila persone in carne e ossa, docenti e personale tecnico. Hanno 39 anni in media: troppo vecchi per rifondare la propria identità professionale, troppo giovani per arrendersi. Si tratta del maggior licenziamento di massa della storia, enormemente superiore all’affare Alitalia, in prima pagina per settimane.


Riduzioni agghiaccianti: quasi 130 mila posti di lavoro, 82 mila docenti e 45 mila tecnici. C’è chi rileva con pedanteria che il totale non corrisponde a chi non lavorerà, perché una parte verrà assorbita dai pensionamenti. Dobbiamo rallegrarci? La categoria precariato è così fluttuante che non merita nemmeno un inquadramento specifico nei “meno” del saccheggio di diritti costituiti dall’operazioneGelmini-Tremonti. Duecento mila sono solo i supplenti con incarico annuale fino al 30 giugno, cui vanno aggiunti i circa cinquantamila reclutati per periodi brevi. Abile creazione del sistema per mantenere la propria immobile esistenza, prodotto da politica e amministrazione, mercificando vite e consentendo alla scuola costi bassi ma senza garanzie, il precariato ha visto il suo boom con la scolarizzazione di massa.


Tra il 1960 e ’75 il concorso non riuscì soddisfare la domanda di insegnanti e così politiche economiche e amministrative stabili e condivise fecero del precariato un metodo di reclutamento ispirato dall’incapacità di concepire la scuola come luogo di cittadinanza. Non si attuò un’attenta programmazione e non si selezionò il personale in modo adeguato ai compiti richiesti dalla Costituzione: perfino per le materie in sofferenza di organico furono attuati concorsi a distanza di decenni.


Le cause: indisponibilità ad affrontare i problemi di gestione del personale; mutato atteggiamento verso la spesa pubblica in istruzione. In mezzo una giungla di provvedimenti, frutto di consociativismo spinto e di dissennato e traversale disinvestimento su un modello di scuola funzionale a un mondo in continuo cambiamento. Risposte occasionali, provvisorie, “toppe” su situazioni sempre prossime a conflagrare; estemporanee decisioni condizionate da tornate elettorali o da fasi di maggiore rivendicazione da parte di chi – intanto – in una condizione di precarietà economica, lavorativa, esistenziale, mandava avanti parte della scuola italiana.


Uno dei molti possibili esempi di schizofrenia politico-amministrativa è quello dell’istituzione nel 1998 delle Siss – Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario; nel 2000 è bandito un megaconcorso per accesso a cattedra e conseguimento di abilitazione; in parallelo, si dà vita a corsi riservati, rivolti a insegnanti (detti “precari storici”) con almeno 360 giorni di supplenza, ancora per l’abilitazione. Fu così abilitato un numero di insegnanti sproporzionato, che generò peraltro un’incresciosa quanto ovvia tensione tra “storici” e “sissini”.


Il consociativismo ha prodotto sanatorie, stabilizzazioni ope legis, aggiustamenti di graduatorie, corsi abilitanti. In mezzo, donne e uomini per cui, anno dopo anno, la cabala si compiva nei corridoi di qualche provveditorato, in attesa di una chiamata tardiva per chissà dove, ad anno scolastico già iniziato.


E non dimentichiamo gli studenti, di tutte le età, che negli anni, ogni anno, hanno visto sfilare anche 3 o 4 supplenti e per i quali la continuità didattica è stata formula suggestiva, mai praticata. “Non pagheremo noi la vostra crisi” era uno degli efficaci slogan dell’Onda. Invece quella crisi la stiamo pagando tutti. Ma loro più di tutti: studenti precari e precari precarizzati.


da il Fatto Quotidiano del 5 marzo

31 marzo 2010

Comunicato CPS Bologna-Catania-Milano sullo sciopero degli scrutini

Di fronte all'ostinata indifferenza del governo verso le proteste dei lavoratori della scuola contro la politica dei tagli e di distruzione del sistema di formazione pubblico, il movimento dei precari della scuola, nelle sue varie articolazioni, sta portando avanti a livello nazionale con grande determinazione una campagna di boicottaggio degli scrutini di giugno.
Il blocco degli scrutini tradizionale è stato una forma di lotta molto radicale e molto efficace, che in passato ha dato grande forza e visibilità alle rivendicazioni dei lavoratori della scuola. La gravità dell'attacco sferrato oggi dal governo alla scuola statale (l'unica veramente pubblica) renderebbe più che mai necessario il ricorso a forme di protesta radicali come il blocco degli scrutini. Purtroppo, però, questa forma di lotta è ormai vietata dalla legge 146 del 1990.
Tuttavia è ancora possibile mettere in pratica azioni che vadano al cuore della burocrazia scolastica, inceppandone momentaneamente gli ingranaggi. La soluzione è lo sciopero degli scrutini, cioè uno sciopero tradizionale indetto per due giorni - nel rispetto della vigente normativa sindacale - in concomitanza con lo svolgimento degli scrutini in modo da farne slittare lo svolgimento, che sfata il falso mito dell'intoccabilità degli scrutini.
Quando i lavoratori della scuola scioperano, a differenza dei lavoratori delle fabbriche, non bloccano la produzione, non creano un danno materiale immediato. Lo sciopero dei lavoratori della scuola ha un altissimo valore politico anche se puramente simbolico; lo sciopero degli scrutini esprime un contenuto politico più radicale e restituisce l'idea di una più decisa volontà di opposizione alle politiche scolastiche del governo. Lo sciopero è oggi l'ultima arma rimasta in mano ai lavoratori e lo sciopero degli scrutini è la forma di sciopero più radicale che si possa praticare in ambito scolastico.
Esistono dei precedenti incoraggianti: il 3 e 4 febbraio scorsi a Genova i lavoratori della scuola hanno fatto slittare di due giorni lo svolgimento degli scrutini aderendo ad uno sciopero provinciale indetto dai COBAS; in molte città d'Italia il 12 marzo scorso i lavoratori della scuola che hanno aderito allo sciopero, là dove era previsto che si svolgessero gli scrutini, ne hanno determinato lo slittamento. Nessun lavoratore che sciopera può essere sostituito. Nessun lavoratore che sciopera può essere perseguito in alcun modo. Inoltre, si dice spesso con uno slogan molto eloquente «senza bidelli non si aprono i cancelli»; appare evidente a tutti quanto sia importante in questo senso il ruolo dei colleghi del personale ATA in questa lotta.
Un'iniziativa come questa va preparata con grande cura; non è possibile aspettare passivamente lo sciopero degli scrutini, ma questo deve essere lo sbocco di un periodo lungo di lotte. E' indispensabile arrivare alla fine dell'anno scolastico con un livello altissimo di mobilitazione nelle scuole. Crediamo che si debba da subito intraprendere tutte le iniziative a nostra disposizione, assemblee, picchetti davanti alle scuole, volantinaggi, mozioni dei collegi dei docenti, che contribuiscano a surriscaldare il clima nelle scuole.
Perciò chiediamo ai sindacati e alle RSU di mettere in pratica tutte le azioni necessarie a creare uno stato di agitazione permanente nelle scuole e soprattutto chiediamo loro che vigilino sul rispetto della legalità scolastica onde evitare azioni, come ad esempio l'anticipo degli scrutini a prima della fine delle attività didattiche, volte a neutralizzare un eventuale sciopero degli scrutini.
Infine chiediamo a tutti i colleghi di partecipare assieme a noi alla costruzione dello sciopero degli scrutini.

Coordinamento Precari Scuola - Bologna
Coordinamento Precari Scuola - Catania
Coordinamento Lavoratori Scuola "3 ottobre" - CPS Milano

26 marzo 2010

PROSSIMA RIUNIONE

Prossima riunione del Coordinamento lavoratori della scuola "3 ottobre":

giovedì 8 aprile 2010
ore 16.30

presso Casa Morigi
Via Morigi, 8 Milano
MM Cairoli

(Suonare Arte officina o Sala riunioni)

20 marzo 2010

Iniziative del CPS Modena per lo sciopero degli scrutini

Dopo il presidio e la manifestazione di protesta del 18 marzo davanti al provveditorato di Modena – manifestazione organizzata dal Coordinamento Precari della Scuola di Modena che ha visto la partecipazione di centinaia di precari – il provveditore Gino Malaguti ha deciso di abbandonare la linea dell’indifferenza. Per ore i precari lo hanno aspettato sotto l’Ufficio Scolastico Provinciale, ma il provveditore ha millantato “impegni istituzionali”. Durante il presidio è arrivata – sul cellulare di un sindacalista dello Snals – una chiamata del provveditore che ha parlato con la sottoscritta al telefono. Ci ha detto di essere impegnato in una riunione istituzionale a Bologna. Dal presidio sono partiti fischi e urla. Gli abbiamo detto che eravamo disposti ad aspettarlo ad oltranza, ma il provveditore ha chiuso la telefonata dicendo “buonanotte!”. La rabbia dei precari è esplosa, anche per questo è stato organizzato un corteo nelle vie limitrofe al provveditorato. Tra gli slogan: “Malaguti te lo diciamo gli scrutini li blocchiamo!”.A dimostrazione che solo la lotta paga, il Coordinamento Precari della Scuola ottiene un primo risultato: è arrivato un fax dal Provveditorato in cui Malaguti ci annuncia di essere disposto ad incontrarci in qualsiasi data a noi “gradita”. Adesso la lotta procede: non ci fermeremo fino a quando non avremo ottenuto il ritiro dei tagli alla scuola pubblica. La prossima riunione del Coordinamento Precari è prevista per mercoledì alle ore 18 in via Carteria 49: decideremo in quell’occasione quando andare ad incontrare il provveditore. La campagna centrale delle prossime settimane sarà quella per chiedere ai sindacati l’indizione dello sciopero in occasione degli scrutini di giugno.

Coordinamento Precari della Scuola di Modena

15 marzo 2010

Comunicato C3o sulla partecipazione allo sciopero della scuola del 12 marzo '10

Venerdì 12 marzo 2010 il Coordinamento lavoratori della scuola "3 ottobre" ha scelto di aprire la giornata di sciopero con un picchetto fuori da una scuola di Milano, il liceo classico Manzoni, con l'intento di sensibilizzare verso il blocco degli scrutini di giugno e rivendicare il non collaborazionismo dei lavoratori della scuola al piano della Riforma.
Eravamo una quindicina di lavoratori della scuola, docenti e ata, con striscioni, megafono e volantini. Ci siamo posizionati davanti all'ingresso della scuola per intercettare meglio i colleghi e consegnare il volantino informativo dell'assemblea pubblica del 12 aprile 2010 sullo sciopero degli scrutini. Gli studenti ci hanno bene accolto e buona parte della scuola è rimasta fuori a picchettare, nonostante il preside minacciasse loro e noi di chiamare la polizia. Siamo stati raggiunti anche dagli studenti del vicino liceo Tito Livio e dopo un'ora il picchetto è confluito in un mini corteo dalla scuola sino a piazza Cairoli, luogo d'appuntamento del corteo degli studenti medi superiori. Noi abbiamo seguito il gruppo sfilando con i nostri striscioni e, essendo sia la posizione della scuola sia quel tratto di strada piuttosto trafficati da auto e persone, c'è stata una buona visibilità tra passanti, automobilisti e gente che si affacciava dai palazzi e da alcune scuole limitrofe.
L' esperienza più che positiva del picchetto al Manzoni, così come i volantinaggi in entrata ed uscita dalle scuole, alla pari di altre svoltesi a Bologna ed in altre città, ha mostrato come queste forme di protesta direttamente in loco possano:

  • fare presa sulla "timidezza" e sordità dei colleghi di ruolo e precari, anche solo nel provare a parlare e consegnare loro un volantino che altrimenti non avrebbero mai avuto occasione di ricevere,
  • permettere d'intercettare quella fetta di lavoratori della scuola che non s'incontra in manifestazioni e simili occasioni,
  • portare la protesta di noi docenti tra gli studenti, spesso ancora poco informati,
  • dare forza alla costruzione del blocco degli scrutini di giugno, unica strada di lotta percorribile.

Per questi motivi invitiamo tutti a supportarci nelle prossime iniziative simili, che più sono partecipate, più acquisiscono forza e sonorità d'impatto su chi lavora e studia nella scuola.

Coordinamento lavoratori della scuola "3 ottobre"

14 marzo 2010

Spezzone C3o al corteo per lo sciopero della scuola del 12/03



Da Repubblica sui cortei per lo sciopero del 12/03

Da Repubblica.it:

Migliaia in piazza per lo sciopero indetto da Cgil e Cobas Alte percentuali di partecipazione, centomila nelle piazze Blocco e cortei, nella scuola la protesta sulla riforma Gelmini
di SALVO INTRAVAIA

Blocco e cortei, nella scuola la protesta sulla riforma Gelmini
Migliaia in piazza contro la "distruzione" di scuola e università. Questa mattina, la scuola italiana si è fermata per lo sciopero indetto dai Cobas e dalla Cgil. "Ogni giorno che passa - dichiara Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil - è sempre più evidente come il governo voglia distruggere la scuola e l'università pubblica per privatizzare il sistema d'istruzione". Mentre il governo si appresta ad incrementare le risorse per scuole private cattoliche si tagliano "8 miliardi a quelle pubbliche e un miliardo e mezzo alle università. "Si tratta di un atto irresponsabile e in netto contrasto con i principi e i valori della nostra Costituzione", continua Pantaleo.

Per Piero Bernocchi, leader dei Cobas, l'adesione allo sciopero nelle città principali ha sfiorato il 50 per cento. Per il ministero l'adesione è stata del 10,9 per cento. In piazza nella capitale erano in 50 mila e dopo la serrata di oggi Bernocchi lancia lo sciopero degli scrutini. Rumoroso e colorato il corteo che da piazza della Repubblica ha raggiunto viale Trastevere 'assediandò il ministero dell'Istruzione sulle note di Rino Gaetano. "Quella di oggi - spiega Bernocchi - è una grande giornata di risveglio, da parte della categoria ma anche di molti cittadini di fronte ad una scuola che si vuole sempre più immiserire. Combattiamo l'immiserimento del sistema scolastico - aggiunge - e l'idea che l'istruzione sia una spesa improduttiva e che vada ridotta in maniera brutale, mentre negli altri paesi europei l'istruzione è considerata giustamente un bene primario su cui si investe".

Nelle 40 piazze italiane teatro di altrettante manifestazioni, secondo l'Unione degli studenti e Link-Coordinamento universitario, hanno sfilato 100 mila studenti, in netto contrasto con la riforma della scuola superiore e dell'università. Ma anche tanti precari "licenziati in tutti i comparti della conoscenza". "Mentre migliaia di precari sono stati già licenziati - conclude Pantaleo - il prossimo anno si prevedono altri 40 mila posti in meno tra docenti e personale Ata e mancano anche i soldi per comprare la carta igienica". Inoltre "moltissime scuole cadono a pezzi mentre le università pubbliche rischiano la bancarotta".

A Milano circa 2 mila e 500 studenti hanno sfilato per le vie del centro. I ragazzi delle scuole medie e superiori hanno raggiunto il provveditorato agli studi e qui hanno lanciato centinaia di rotoli di carta igienica contro le finestre. Stessa protesta a Roma, con rotoli di carta igienica lanciati contro i cancelli di Palazzo della Minerva. Mentre il corteo della Cgil si è mosso da piazzale Flaminio si è mosso verso la Rai di viale Mazzini. Presenti anche il Prc di Roma con lo striscione "la scuola non è un'azienda" e Sinistra e libertà.

Cortei anche a Torino, Genova, Firenze, Bologna, Napoli, Palermo organizzati dalla Rete degli studenti e dall'Unione degli universitari. "Gli studenti denunciano il furto di futuro in corso" spiega Sofia Sabatino, portavoce nazionale della Rete. "Il governo dei furbetti - continua la Sabatino - aiuta i suoi amici ad evadere le tasse, a prendere appalti, a gestire fondi pubblici: è un banchetto vergognoso che viene pagato con le risorse sottratte alla nostra formazione, ai nostri diritti, al nostro domani". E secondo i primi dati sono oltre 300 mila gli studenti che hanno aderito alle manifestazioni di oggi.

In piazza anche i docenti del Cidi (il coordinamento dei docenti democratici) e dei Genitori democratici. Ma anche Cip (coordinamento insegnanti precari) e Cps (coordinamento precari della scuola) che hanno pagato in prima persona i tagli al personale. "Il tempo sta mettendo in evidenza quanto siano state sciagurate e antidemocratiche le scelte del governo in materia di pubblica istruzione. I tagli indiscriminati - spiegano dal Cip - stanno conducendo ad un vero e proprio fallimento della scuola pubblica a vantaggio di quella privata. Ormai il disegno è chiaro: l'istruzione sarà degradata al rango di servizio tra i servizi e come tale potrà essere tranquillamente privatizzato".

7 marzo 2010

Mobilitazione CPS 12-14 marzo

IL CPS NON SI ARRENDE E SI MOBILITA PER TRE GIORNI, DAL 12 AL 14 MARZO

Il Coordinamento Precari Scuola chiama alla mobilitazione tutti i lavoratori della scuola di ogni ordine e grado, stanchi e vessati dai continui attacchi di questo Governo ed in particolare di questo Ministero.
Il CPS sciopererà e assedierà il Ministero della Pubblica Istruzione per tre giorni dal 12 al 14 Marzo, insieme agli altri comitati, collettivi e coordinamenti che in questi mesi si opposti dal basso al progetto di demolizione della scuola pubblica. Per ribadire il nostro NO alla legge 133, contro la riforma della scuola pubblica che taglia migliaia di posti di lavoro ai precari della scuola rigettandoli in uno stato di disoccupazione ed abbandono, taglia i fondi per il corretto funzionamento delle scuole, taglia i fondi per i docenti di sostegno, taglia fondi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, ripropone un modello didattico obsoleto vecchio di 50 anni, impoverisce l'offerta formativa creando classi "pollaio" di 30, 32 alunni contro la legge sulla sicurezza. Relativamente al decreto salvaprecari lo riteniamo insufficiente e “lesivo” dei diritti di coloro che sono inclusi a pieno titolo nelle graduatorie di istituto, e pertanto deve essere considerato semplicemente come soluzione temporanea “una tantum”, in vista delle immissioni in ruolo.

Il Coordinamento Precari Scuola chiede
  • Il ritiro di tutti i tagli disposti con la legge 133/2008
  • Il blocco della riforma della scuola superiore non pubblicata in gazzetta ufficiale
  • La trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato
  • Il ripristino del modulo e delle compresenze nella scuola primaria
  • Il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha abrogato la legge che limitava il numero dei docenti di sostegno
  • L'abrogazione di qualsiasi forma di finanziamento pubblico alle scuole private, come previsto dalla Costituzione
  • Il ritiro del vergognoso art. 31 del Disegno di legge N. 1167-B che vanifica l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori
  • Il ritiro del decreto Brunetta ed il mantenimento delle Graduatorie ad Esaurimento
  • La possibilità per i docenti di scuola primaria ed infanzia che abbiano maturato 360 giorni di servizio sul sostegno, di conseguirne il titolo con una sessione abilitante riservata; ovvero, a tutti gli abilitati della scuola primaria e dell’infanzia, tramite concorso ordinario, di accedere ad un corso di sostegno
  • La possibilità per tutti i docenti precari della scuola di frequentare i corsi di aggiornamento/formazione, previsti, ad oggi, solamente per il personale di ruolo
  • La possibilità per i docenti di scuola primaria ed infanzia che abbiano maturato 360 giorni di servizio sul sostegno, di conseguirne il titolo con una sessione abilitante riservata; ovvero, a tutti gli abilitati della scuola primaria e dell’infanzia, tramite concorso ordinario, di accedere ad un corso di sostegno
  • Accesso diretto ai corsi abilitanti per tutti coloro che hanno almeno 360gg di insegnamento
  • Inserimento nel salvaprecari di tutti i colleghi di terza fascia che hanno lavorato per almeno 180gg nell'a.s. 2008/2009 oppure nell'a.s 2009/2010

COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA NAZIONALE

FORUM COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
http://docentiprecari.forumattivo.com
BLOG COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
http://retedocentiprecari.blogspot.com/
GRUPPO FACEBOOK COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
http://www.facebook.com/group.php?gid=35733685501
MAIL COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
precariscuola@gmail.com