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6 marzo 2010

DL 150/09 - PDL 953/08

CHE COSA CAMBIERÀ per i DOCENTI della SCUOLA ITALIANA con
Il D.L. 150/09 Brunetta e il P.d.L. 953/08 Aprea?

SARANNO DIVISI IN: DOCENTI DI SERIE A, DOCENTI DI SERIE B, DOCENTI DI SERIE C
I docenti verranno divisi in tre categorie distinte – senior, esperto, ordinario - con differente trattamento giuridico ed economico, cioè con poteri diversi e stipendi diversi.

POTERI DIVERSI
Ai docenti di serie A e di serie B possono essere conferiti incarichi ulteriori rispetto all’insegnamento, per esigenze connesse con l’attuazione dell’autonomia scolastica. Questi avranno la possibilità di guadagnare di più lavorando di più.
Ai soli docenti di serie A possono essere attribuiti incarichi in relazione ad attività di formazione iniziale e di aggiornamento permanente degli altri docenti; di coordinamento di dipartimenti o di gruppi di progetto; di valutazione interna ed esterna; di collaborazione con il dirigente dell'istituzione scolastica.
LA TIPOLOGIA DI DOCENTI DI CLASSE A ASSUMERÀ A TUTTI GLI EFFETTI I CONNOTATI CHE NELLE UNIVERSITÀ SONO PROPRIE DEI “BARONI”.

STIPENDI DIVERSI
Gli incarichi aggiuntivi di cui sopra sono remunerati con specifiche retribuzioni, a carattere temporaneo, nell'ambito delle risorse iscritte in un apposito fondo di istituto:
  • i docenti di serie A guadagneranno almeno il 30% in più dei docenti di serie B;
  • i docenti di serie B guadagneranno almeno il 30% in più dei docenti di serie C;
  • i docenti di serie C dovranno accontentarsi dello stipendio e non potranno svolgere mansioni aggiuntive.

Quindi un “barone” potrà guadagnare anche il triplo rispetto ad un docente di serie C.
QUANTI DIVENTERANNO DOCENTI DI SERIE A NON È ANCORA DATO SAPERE. È INVECE MOLTO FACILE INTUIRE CHE I SOLDI PER TRIPLICARE GLI STIPENDI AI “BARONI” SARANNO PRESI AGLI ALTRI PROFESSORI, CHE VEDRANNO CRESCERE NEGLI ANNI IL SALARIO IN MANIERA MOLTO INFERIORE A QUANTO AVVIENE OGGI.

Dalla classe C si passa alla B, a domanda, mediante selezione per titoli, che tiene conto del giudizio della Commissione di valutazione, dei crediti formativi, dei titoli professionali. Dalla classe B si passa alla A, a domanda, mediante concorso e corso di formazione di reti di scuole. Solo i “baroni” potranno far parte della Commissione di valutazione - composta da 2 docenti di classe A, eletti dai colleghi di classe A e B, presieduta dal D.S., rinnovata ogni 5 anni -, che avrà l’incarico di dare i voti ai professori. Essi decideranno quanto guadagneranno i colleghi e chi potrà essere promosso. In particolare, valuteranno:

  • l'efficacia dell'azione didattica e formativa;
  • l'impegno professionale nella progettazione e nell'attuazione del P.O.F.;
  • il contributo fornito all'attività complessiva dell'istituzione scolastica o formativa;
  • i titoli professionali acquisiti in servizio.

DUNQUE: VOTI ALTI AI PROFESSORI CHE LAVORERANNO GRATIS, VOTI ALTI A CHI CONTINUERÀ A STUDIARE PAGANDO DI TASCA PROPRIA! MA CHI VALUTA I "BARONI"?

E I DOCENTI A TEMPO DETERMINATO?
Le Graduatorie ad esaurimento saranno abolite e sostituite da albi regionali, a cui si accederà ogni 5 anni in base al punteggio di abilitazione, non più anche a quello di servizio. Saranno istituiti concorsi di reti di scuole per titoli, di validità triennale.
LE G.A.E. GARANTISCONO OGGETTIVITÀ E TRASPARENZA DI RECLUTAMENTO, VALUTAZIONE DEI TITOLI CULTURALI E DELL’ANZIANITÀ DI SERVIZIO MATURATI DA DOCENTI GIÀ FORMATI ED ABILITATI.

FERMIAMO il PROGETTO di AZIENDALIZZAZIONE della SCUOLA PUBBLICA, che DIVIDE e GERARCHIZZA i LAVORATORI. Dopo lo sciopero Cobas del 12/03,

COSTRUIAMO INSIEME lo SCIOPERO degli SCRUTINI di GIUGNO!

4 marzo 2010

Campagna per lo sciopero degli scrutini

È iniziata già da un mese la campagna di contro-informazione e sensibilizzazione del Coordinamento "3 ottobre" nelle scuole superiori della provincia di Milano, per la costruzione dello sciopero degli scrutini di fine anno.

Con il riordino delle scuole superiori, il progetto di smantellamento dell'istruzione pubblica è compiuto. Ciò significa:

LICENZIAMENTO di MASSA con:

  • 140.000 posti di lavoro in meno in 3 anni;
  • disoccupazione o sotto-occupazione dei docenti precari;
  • trasferimento o cambiamento di classe di concorso per i docenti di ruolo soprannumerari;

IMPOVERIMENTO dei SAPERI e dell'OFFERTA FORMATIVA attraverso:

  • cancellazione di sperimentazioni e riduzione di indirizzi;
  • diminuzione del monte ore settimanale;
  • riduzione delle materie umanistiche (persino Lettere al L. classico);
  • riduzione delle discipline di indirizzo e dei laboratori;

DEPOTENZIAMENTO, CONTROLLO, PRIVATIZZAZIONE della SCUOLA STATALE attraverso:

  • introduzione dei privati nei Comitati scientifici delle superiori;
  • progetto di legge Aprea;
  • finanziamenti alle scuole private.

La "riforma" non obbedisce a criteri pedagogici, ma solo finanziari. Traduce in tutti i gradi scolastici le direttive di risparmio della L133/08 (art. 64). Riduce la scuola a un contenitore vuoto in cui non c'è posto per la cultura disinteressata e lo sviluppo delle capacità critiche dei futuri cittadini, ma solo per l'acquisizione di competenze spendibili sul mercato. Dopo un anno di proteste e scioperi, il governo continua a ignorare le nostre richieste. È ora di dimostrare che amiamo il nostro lavoro, che non coopereremo alla distruzione della scuola pubblica subendo passivamente questo feroce attacco alle nostre professionalità.

COSTRUIAMO lo SCIOPERO degli SCRUTINI di giugno in TUTTE le SCUOLE

Scarica il volantino e aiutaci a diffonderlo nelle scuole!

22 gennaio 2010

Fiaccolata ITSOS Curie di Cernusco S/N

Stasera, alle ore 18.00, a Cernusco S/N, da P.zza Unità d'Italia, partirà una fiaccolata contro la riforma delle scuole superiori, organizzata dai docenti dell'Itsos "Marie Curie".
Il Co3 dà appuntamento alle ore 17,50 all'uscita della MM Cernusco.

13 gennaio 2010

Intervista a G. Palatrasio su Radio onda d'urto

Ascolta l'intervista radiofonica su "riforma" delle superiori, mobilitazione dell'IIS Bellisario di Inzago, presidio-fiaccolata C3o a Milano e Coordinamento scuola Mantova a Mantova.

http://www.radiondadurto.org/agenzia/2010-01-12-19-17_red_SCU-Palatrasio-agitazioneMilano-riformasuperiori.htm

11 gennaio 2010

Presidio in sostegno ai lavoratori dell'IIS Bellisario di Inzago

Il Coordinamento lavoratori della scuola "3 ottobre" – CPS Milano

sostiene la lotta dei lavoratori dell’Istituto di Istruzione Superiore "Marisa Bellisario" di Inzago, in stato di agitazione permanente contro l’approvazione dei Regolamenti per il riordino dell’istruzione secondaria di II grado, con un PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ, mercoledì 13 gennaio ’10, dalle ore 21.

Ribadisce in tal modo la propria contrarietà alla cosiddetta riforma delle superiori, che in realtà cancella indirizzi, sperimentazioni e materie, riduce le ore d'insegnamento e di laboratorio, distrugge posti di lavoro, solo in nome del risparmio, senza alcun reale interesse per la qualità dell'istruzione, da cui dipende invece il futuro del paese.
Facciamoci sentire!!!

IIS "Bellisario" – S.S. Padana superiore 24 (Z405, Z406 da MM2 Gessate) – Inzago – Milano

Coordinamento lavoratori della scuola "3 ottobre" - CPS Milano

http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com/
coordinamento3ottobre@gmail.comcom


Assemblea pubblica IIS Bellisario di Inzago

LA SCUOLA E' NOSTRA: RIPRENDIAMOCELA!

Entro il 14 gennaio la VII Commissione Cultura deve esprimere alla Camera il parere sui regolamenti per il riordino delle scuole superiori e sancire la definitiva approvazione della "riforma" delle scuole superiori.
Tale riordino si configura come un insieme indiscriminato di tagli ai finanziamenti alla scuola pubblica che avverranno tramite:

  • la diminuzione delle ore di lezione settimanali (in media si avrà una riduzione di 5 ore settimanali in tutte le scuole superiori di ogni ordine);
  • l'aumento degli alunni per classe (già in vigore da quest'anno, è stato alzato il numero massimo di studenti per classe fino ad arrivare a 33 alunni per classe);
  • l'inserimento (già in vigore da quest'anno) in una stessa classe di 2 o più alunni con disabilità;
  • la totale eliminazione delle compresenze;
  • una generalizzata diminuzione delle ore dedicate al sostegno degli studenti diversamente abili;
  • tagli alle ore di laboratorio e tecnico pratiche;
  • eliminazione di tutti gli indirizzi sperimentali e la riconduzione delle attuali sperimentazioni agli indirizzi di scuola tradizionali vecchi di almeno trent'anni;
  • tagli al personale tecnico amministrativo con grave danno per l'organizzazione e la sicurezza.

La professionalità di tutti noi ci impedisce di restare fermi a guardare mentre la scuola viene indebolita, perché nella scuola lavoriamo con passione e crediamo seriamente in quello che facciamo. Per questo motivo abbiamo deciso di proclamare nei giorni in cui verrà deciso il nostro futuro uno stato di agitazione permanente.
Invitiamo quindi genitori, colleghi di altre scuole, sindacati, partiti politici, rappresentanti delle istituzioni e cittadinanza tutta a sostenerci e a partecipare a:- Assemblea pubblica che si terrà all'interno della scuola mercoledì 13 alle ore 21- Conferenza stampa che si terrà all'interno della scuola mercoledì 13 alle 17.
LA SCUOLA E' DI TUTTI, DIFENDIAMOLA!

Comitato in difesa della scuola pubblica IIS “Bellisario” – S.S. Padana superiore 24 (Z405, Z406 da MM2 Gessate– Inzago – Milano)

comitatoscuolabellisario@gmail.com

30 dicembre 2009

Che cosa è accaduto a Cernusco S/N per il blocco degli scrutini

Vi scrivo questa e-mail per riassumere gli ultimi avvenimenti relativi all'iniziativa di protesta, il blocco simbolico degli scrutini, proposto da Carla Migliorino a nome di un gruppo di persone del Comitato Curie, durante l’ultimo Collegio Docenti. Già a Catania è partita questa forma di protesta appoggiata dalla CGIL locale con tanto di comunicati stampa.
Nei tre giorni successivi, fino alla fine delle lezioni, abbiamo proposto ai docenti della nostra scuola di partecipare al blocco, secondo modalità che andavano concordate, nella tutela dei lavoratori coinvolti, cioè senza prendere rischi veri. Rimaneva inteso che alla precettazione della Preside, il lavoratore avrebbe obbedito. Rimaneva da capire come farlo, ma l’iniziativa, più simbolica che altro, aveva l’intenzione di accendere una miccia, essendo l’ITSOS la prima scuola a partire con gli scrutini. Naturalmente avremmo coinvolto i media e le altre scuole con contatti diretti, in modo da creare un ponte anche con il CPS di Catania. Un lavoro possibile, tutto da costruire.

Nei tre giorni ben 43 persone hanno aderito, firmando, che è molto più che alzare la mano o dire “ci sto”. Tenuto conto dell’opposizione di un membro dell’RSU, E. L., e del pochissimo tempo disponibile, è stato un successo. Molti altri si sarebbero aggiunti una volta che le condizioni di tutela del lavoratore e le modalità concrete dell’iniziativa fossero diventate chiare.

Per questo siamo andati a parlare con Attilio Paparazzo responsabile scuola della CGIL-FLC (lunedì 21 dicembre), in occasione di un incontro già organizzato dal Coordinamento lavoratori scuola "3 ottobre" - CPS Milano. (Scusate se inserisco i dettagli, ma hanno una loro importanza). Erano presenti molti di noi, molti del Comitato, per l’RSU Provenzani, ma non E. L. che pure aveva dichiarato la sua presenza alla riunione.

Dopo lunga discussione dalla quale abbiamo dedotto l’intenzione:


  • della CGIL nella figura di Paparazzo di rimanere ferma e non partire con alcuna iniziativa di alcun tipo (e mi sento molto moderato mentre lo scrivo) se non qualche sciopero (forse, ma l’ultimo è andato molto male a livello nazionale e quindi si vedrà);
  • di abbracciare le ragioni dei precari e dei lavoratori che vedono cancellato il lavoro di anni, ma di non sapere che pesci pigliare;
  • di non aver intenzione di appoggiare iniziative che disturbino cittadini (adozioni, gite, ecc.);
  • di non voler bloccare la riforma, almeno sul piano dei tagli, perché altrimenti i tagli ricadrebbero su altri comparti (medie e elementari: e questa veramente fa ridere da sganasciarsi, se non fosse che stiamo parlando di un rappresentante della CGIL che in sostanza dice che bisogna accettare migliaia di licenziamenti per non disturbare un altro comparto scuola, o meglio i tagli che il governo ha deciso di imporre. Ribadisco. Non si è mai sentita una cazzata del genere);
  • che quindi ci considerano una battaglia persa (anche perché alle loro iniziative gli insegnanti non rispondono: grazie, perdiamo soldi negli scioperi e non portiamo a casa niente da anni).

Ma alla fine abbiamo concluso che se avessimo indetto a partire dall’RSU il blocco di due giorni consecutivi, la CGIL scuola avrebbe sostanzialmente appoggiato l’iniziativa. Precisamente, alla domanda: siete disposti ad appoggiarci, parlando con i membri dell’RSU, per far indire lo sciopero? Hanno risposto positivamente.

Faccio notare che questa risposta è stata accolta come un grande successo dal Coordinamento "3 ottobre" che subito si è attivato per contattare altre scuole, sull’onda dell’iniziativa dell’ITSOS.

Il blocco degli scrutini ha una procedura abbastanza complicata: bisogna indirlo, e può farlo il sindacato oppure la singola RSU, su un tema specifico, locale. Noi avremmo portato come motivazione lo stravolgimento del modello ITSOS, accodando poi tutte le conseguenze della riforma (perdita di docenti ecc.). Una volta indetto c’è una convocazione del prefetto per un passaggio chiamato conciliazione. A questo punto si può fissare la data solo oltre le due settimane dalla conciliazione. Abbiamo quindi calcolato che, chiamando il blocco intorno al 22, 23 di dicembre si poteva programmare il blocco per il 14, 15 di gennaio, giorni in cui in parlamento si discuterà il riordino. Naturalmente andava fatta prima grande pubblicità, ma su questo già il Coordinamento "3 ottobre" si poteva muovere per propagare l’iniziativa alle altre scuole. In molti casi non è tanto l’azione in sé ad essere importante, quanto l’annuncio, l’intenzione concreta di agire.

Quindi Roberto Provenzani ha sentito E. e poi gli altri per convocare subito l’RSU. Al di là del fatto che non siamo nell’età della pietra e per fare una riunione non c’è bisogno di vedersi fisicamente, l’RSU non si è riunita, essendo già lontani alcuni membri. Oltre a questo E. si è opposto all’idea di indire direttamente il blocco, e ha richiesto un’assemblea sindacale per ascoltare l’opinione dei lavoratori.
La pratica sarebbe da ritenersi corretta, se:

  • non avessimo già raccolto 43 firme (un numero di lavoratori di gran lunga superiore a quello che solitamente si ritrova nelle assemblee).
  • non ci fosse un’urgenza tassativa: gli scrutini si svolgono dal 7 gennaio
  • non ci fosse un’urgenza di carattere nazionale (la discussione in parlamento).

Per ascoltare di nuovo l’opinione dei lavoratori (l’abbiamo già sentita nella precedente riunione l’opinione, e tutti chiedevano iniziative, di vario tipo, per manifestare dissenso) si rende praticamente infattibile il blocco, perché non ci sono i tempi tecnici.
Forse è questo l’unico vero scopo dell’assemblea. Bloccare il blocco. Far pesare la propria opinione personale attraverso uno strumento in apparenza democratico, ignorando chi ha firmato. Di questo i singoli membri della RSU, ciascuno per sé, devono prendersene le responsabilità, come dovranno sapere di aver mandato a monte un’iniziativa che non aveva la pretesa di ribaltare il Paese, ma che poteva essere un segnale di dissenso. Questo sì. Di aver sprecato le energie di chi si è fidato e ha creduto ancora una volta che si potesse fare qualcosa. Di essersi mossi anche in disaccordo con la CGIL provinciale, che aveva dato il suo beneplacito.

Per cercare di salvare l’iniziativa (per inciso: noi tutti facciamo una figura da fessi, perché da tutti i presenti era dato per scontato che l’avremmo fatto; a nessuno era venuto in mente che l’opinione personale di un mebro dell’RSU potesse bloccare l’iniziativa) si è cercato, dopo Natale l’appoggio dei COBAS, per sganciarci dalla CGIL che ha mostrato tutti i suoi limiti, ma non è facile in questi giorni festivi ottenere risposte.

Quindi, non arrivando per tempo la proclamazione, è quasi certo che l’iniziativa non potrà svolgersi. Questa è la breve e triste storia.

Rimane da notare che da più di un anno una larga parte dei lavoratori di questa scuola chiede iniziative più dure, più eclatanti degli scioperi del venerdì, importanti e forti solo se accompagnati da altre iniziative costanti, progressive. Se siamo arrivati tardi nell’organizzazione del blocco degli scrutini, se non siamo partiti prima, è soltanto perché abbiamo cercato di mantenerci fedeli alla linea della CGIL e dell’RSU. È stato un grave errore perché non abbiamo capito che la CGIL ci dà per spacciati, indifendibili. Ci sono interessi di posizione, come l’inserimento dei rappresentanti sindacali nel comitato scientifico-didattico delle scuole (a cui io sono fermamente contrario), ci sono questioni legate agli interessi delle altre categorie che non possono essere toccati, e in ultimo, c’è l’effetto dei particolarismi, che fanno pensare e non dire a molti in questa categoria che alla fine si tratta soltanto di precari che non avranno più un posto, soltanto di colleghi che vengono mandati da un’altra parte senza rispetto per il lavoro fatto, sontanto di un riordino che cambia qualcosina, ma poi neanche tanto. In fondo molti colleghi più anziani non verranno toccati, e questo è un fatto.

Massimo Donati, docente comitato ITSOS "M. Curie" Cernusco S/N

22 dicembre 2009

Report incontro C3o-ITSOS "Curie" Cernusco-Flc Cgil Milano sul blocco degli scrutini

Milano 21/12/2009: report dell'incontro tra il Coordinamento lavoratori della scuola “3 ottobre”, i Comitati scuola dell'ITSOS "Marie Curie" di Cernusco sul Naviglio e dell'IIS “M. Bellisario” di Inzago e l'FLC CGIL provinciale.
Attilio Paparazzo, Segretario provinciale dell'FLC CGIL di Milano, ci ha spiegato che purtroppo i tempi di mobilitazione per poter indire uno sciopero degli scrutini del primo quadrimestre a livello provinciale sono troppo lunghi, perché dovrebbero sentire prima tutte le Rsu Cgil all'interno delle scuole e valutarne la fattibilità. Potrebbero esserci forse i margini per indire un tale blocco per giugno. L'FLC Cgil si è però resa disponibile a pagare le spese legali nella remota eventualità che ce ne sia bisogno in caso di sciopero selvaggio (ossia al di fuori dei giorni di sciopero)

  • Modalità: come fare un blocco degli scrutini.

Per poter indire un blocco degli scrutini, bisogna prima proclamare uno sciopero. Lo sciopero può essere proclamato anche dall'RSU di una singola scuola, che deve avviare la procedura di conciliazione 15 giorni prima. Quando quest'ultima fallisce, è possibile proclamare lo sciopero di una o due giornate per la propria scuola, non prima di 5 giorni dalla conclusione della procedura di conciliazione. Non è necessario che vi sia il consenso unanime di tutte le RSU della scuola, basta che sia favorevole allo sciopero la maggioranza. Si scelgono per lo sciopero due giorni in cui cadano gli scrutini. Lo sciopero può essere proclamato per tutta la giornata o solo per le ore dello scrutinio, per cui il docente perde solo la paga per l'ora di scrutinio (circa un 70esimo dello stipendio). Lo sciopero non può essere fatto per più di due giorni consecutivi; se si prolunga oltre i due giorni, divenendo "selvaggio", la dirigenza della scuola può avviare pratiche disciplinari con sanzioni pecuniarie (circa 200 euro) o disciplinari (sospensione del docente per circa 10 giorni); se il docente o il sindacato fa opposizione si avvia un procedimento giudiziario con un giudice del lavoro. Quindi non vi è alcun rischio a proclamare lo sciopero degli scrutini, che è perfettamente legale e poco dispendioso (perché si perde solo un'ora di di stipendio) e che tra l'altro può essere attuato "a staffetta" fra tutti i docenti dei consigli di classe, perché è sufficiente che un solo docente faccia sciopero per bloccare gli scrutini. I rischi possono esserci solo se si prolunga in modo selvaggio e, in ogni caso, non si incorre in nulla di gravissimo. Il fatto che possa essere indetto direttamente dall'RSU rende inoltre realmente fattibile una mobilitazione dal "basso" in cui ogni scuola inizia ad avviare la propria lotta, anche se il sindacato a livello centrale non si muove.

  • Possibilità attuali a Milano.

Alla riunione erano presenti, oltre a noi del Coord. "3 ottobre", anche molti docenti del comitato dell'ITSOS di Cernusco, che hanno espresso la ferma volontà di avviare il blocco degli scrutini già per il primo quadrimestre, alla metà di gennaio. In quei giorni saranno probabilmente approvati i Regolamenti delle superiori, e a livello sia simbolico, sia mediatico un blocco degli scrutini di due giorni sarebbe un buon messaggio da mandare al governo. Inoltre, l'ITSOS di Cernusco potrebbe diventare, per il suo particolare carattere (con la riforma scompare), un simbolo di come il riordino delle superiori distrugga un modello di scuola superiore (quello delle sperimentazioni) che funziona; quindi il blocco degli scrutini proprio in quella scuola potrebbe diventare il simbolo della lotta di tutte le scuole contro i tagli e spingere, magari, altri istituti ad intraprendere forme di lotta nella medesima modalità o in altre. Se pubblicizzato bene e accompagnato da iniziative esterne di massa o clamorose, lo sciopero degli scrutini potrebbe diventare una scintilla per innescare altre mobilitazioni, un po' come accaduto a settembre, quando i primi precari son saliti sul tetto, si sono incatenati e poi sono partite mobilitazioni simili in tutta Italia. Per questo motivo l'Itsos di Cernusco ha deciso, tramite le sue RSU, di avviare subito la procedura di conciliazione per poi indire lo sciopero per metà gennaio. Questa iniziativa coinciderebbe con la settimana in cui probabilmente gli Schemi programmatici per le scuole superiori (14-15-16 gennaio) verranno approvati definitivamente, quindi è evidente il risultato simbolico che si raggiungerebbe.

Concludendo, la riunione di ieri con la Cgil ha confermato la reale fattibilità dei blocchi degli scrutini.

19 novembre 2009

20 novembre '09: ASSEMBLEA PUBBLICA TERRITORIALE SCUOLE MARTESANA

Comitato a difesa della scuola pubblica IIS “M. Bellisario” di Inzago e ITSOS “M. Curie” di Cernusco S/N invitano la cittadinanza a una:

ASSEMBLEA PUBBLICA TERRITORIALE
per le scuole della Martesana (nord-est Milano)
Venerdì 20 Novembre, ore 21.00
Centro culturale Fabrizio De Andrè
INZAGO Via Piola, 10
per discutere con lavoratori della scuola, genitori e studenti
di quanto sta accadendo nella scuola superiore,
per coordinarci e progettare insieme forme di opposizione nel territorio

RIORDINO O DISTRUZIONE DELLA SCUOLA SUPERIORE?
Dopo aver "riformato" scuole elementari e medie, il Governo si accinge a "riformare" anche le scuole superiori con l'entrata in vigore, già dal prossimo anno, dei regolamenti che prevedono una totale ristrutturazione delle scuole superiori.
Tale riordino non ha però alle spalle nessuna motivazione didattica o pedagogica, bensì ha come unico scopo quello di contenere, a discapito della qualità della scuola e dell'istruzione dei nostri figli, la spesa pubblica. Infatti non si tratta di una vera e propria riforma, ma solo di un insieme indiscriminato di: tagli alle ore di insegnamento, eliminazione delle commpresenze, tagli alle ore di laboratorio, eliminazione di tutte le sperimentazioni.
Con il riordino delle scuole superiori si viene a creare una netta diversificazione dei percorsi previsti nel primio biennio impedendo, di fatto, le possibilità di passaggio da un tipo di scuola all'altro e si delinea una scuola classista, che relega gli istituti Tecnici e, soprattutto, i Professionali ad una dimensione operativa di forza lavoro, non in "raccordo", ma al servizio del "mondo produttivo". E si corre seriamente il rischio che tutta l'istruzione professionale passi alle Regioni, anche alla luce del nuovo Articolo V della Costituzione che trasferisce competenze e poteri alle Regioni in tema di istruzione e formazione.
I licei verranno ridotti a soli sei indirizzi attraverso l'eliminazione tutte le validissime sperimentazioni che si sono avute nel corso di questi anni con il peggioramento dell'offerta formativa aggravato anche dal taglio al numero degli insegnamenti e alle ore di lezione.
Il Governo riduce ogni giorno i finanziamenti per la scuola pubblica, tagliando i fondi per i progetti e trascurando la manutenzione degli edifici scolastici, che sono sempre più fatiscenti, con grave pericolo per la sicurezza degli alunni e del personale docente e non docente (sicurezza messa a rischio anche dal continuo aumento del numero di alunni per classe).
È ORA CHE I LAVORATORI DELLA SCUOLA, GENITORI E STUDENTI PRENDANO COSCIENZA DEL BARATRO IN CUI STA SPROFONDANDO LA SCUOLA PUBBLICA
È ORA DI FERMARE LA DISTRUZIONE DELLA QUALITA' DELLA NOSTRA SCUOLA!!!

COMITATO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA IIS "M. BELLISARIO" INZAGO
COMITATO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA ITSOS " M. CURIE" CERNUSCO S/N

8 novembre 2009

Campus di Vaprio d'Adda in supporto ai comitati dell'IIS Bellisario di Inzago e dell'ITSOS Marie Curie di Cernusco S/N.

Immagini dell'iniziativa di volantinaggio ai genitori e docenti presenti al Campus di Vaprio d'adda in supporto ai comitati dell'IIS Bellisario di Inzago e dell'ITSOS Marie Curie di Cernusco S/N.




6 novembre 2009

Mobilitazione comitati in difesa della scuola pubblica IIS Bellisario di Inzago e ITSOS Curie di Cernusco sul Naviglio

RIORDINO O DISTRUZIONE DELLA SCUOLA SUPERIORE?
Dopo aver "riformato" scuole elementari e medie, il Governo si accinge a "riformare" anche le scuole superiori con l'entrata in vigore, già dal prossimo anno, dei regolamenti che prevedono una totale ristrutturazione delle scuole superiori.
Tale riordino non ha però alle spalle nessuna motivazione didattica o pedagogica, bensì ha come unico scopo quello di contenere, a discapito della qualità della scuola e dell'istruzione dei nostri figli, la spesa pubblica. Infatti non si tratta di una vera e propria riforma, ma solo di un insieme indiscriminato di:
- tagli alle ore di insegnamento;
- eliminazione delle compresenze;
- tagli alle ore di laboratorio;
- eliminazione di tutte le sperimentazioni (compresi Piano Brocca e PNI, per citare le più conosciute).
Con il riordino delle scuole superiori si viene a creare una netta diversificazione dei percorsi previsti nel primo biennio impedendo, di fatto, le possibilità di passaggio da un tipo di scuola all'altro e si delinea una scuola classista che relega gli istituti Tecnici e soprattutto i Professionali ad una dimensione operativa di forza lavoro, non in "raccordo", ma al servizio del "mondo produttivo". E si corre seriamente il rischio che tutta l'istruzione professionale passi alle Regioni, anche alla luce del nuovo Articolo V della Costituzione che trasferisce competenze e poteri alle Regioni in tema di istruzione e formazione.
I licei verranno ridotti a soli sei indirizzi, attraverso l'eliminazione di tutte le validissime sperimentazioni che si sono avute nel corso di questi anni, con il peggioramento dell'offerta formativa, aggravato anche dal taglio del numero degli insegnamenti e delle ore di lezione.
Il Governo riduce ogni giorno i finanziamenti per la scuola pubblica, tagliando i fondi per i progetti e trascurando la manutenzione degli edifici scolastici, che sono sempre più fatiscenti, con grave pericolo per la sicurezza degli alunni e del personale docente e non docente (sicurezza messa a rischio anche dal continuo aumento del numero di alunni per classe).

È ORA CHE I GENITORI E GLI STUDENTI PRENDANO COSCIENZA DEL BARATRO IN CUI STA SPROFONDANDO LA SCUOLA PUBBLICA.
È ORA DI FERMARE LA DISTRUZIONE DELLA QUALITÀ DELLA NOSTRA SCUOLA!!!
INIZIATIVA DI PROTESTA CONTRO TAGLI, RIFORMA GELMINI DELLE SCUOLE SUPERIORI E SCUOLE-AZIENDA.

Domenica 8 novembre dalle ore 9.00 in poi
davanti a VILLA CASTELBARCO
Via Concesa, 4 Vaprio d'Adda (MI)
in occasione delle due giornate di “Campus Orienta” (7-8 novembre)

COMITATO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA IIS "M. BELLISARIO" INZAGO COMITATO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA ITSOS "MARIE CURIE" CERNUSCO S/N

5 novembre 2009

8 novembre: il Coordinamento "3 ottobre" aderisce alla mobilitazione dei comitati dell'Istituto Bellissario di Inzago e dell'ITSOS Curie di Cernusco

Il Coordinamento lavoratori della scuola "3 ottobre" aderisce alle due giornate di mobilitazione - 7 e 8 novembre -, lanciate dai comitati scuola dell’Istituto "M. Bellissario" di Inzago e ITSOS "M. Curie" di Cernusco sul Naviglio, in occasione del Campus Orienta di Vaprio D’Adda,
contro i tagli nella scuola pubblica e la riforma Gelmini delle scuole superiori,
e chiama all’appello tutte le forze sociali e sindacali per un’iniziativa di protesta contro la cultura delle scuole-azienda e l’attuale legge sulla autonomia scolastica,
domenica 8 novembre dalle ore 9.00 in poi, davanti alla sede del Campus, VILLA CASTELBARCO via Concesa, 4 Vaprio d'Adda (MI)

Per raggiungere Villa Castelbarco da Milano:
- in automobile
Via Palmanova - SS 11 fino a Villa Fornaci, poi SS 525 per Vaprio d'Adda, oppure
Autostrada A4 direzione Venezia, uscita casello di Trezzo d'Adda (MI), seguire indicazioni per Vaprio d'Adda.
- in metropolitana:
Linea Verde sino a Gessate,
Collegamento Gessate - Ente Fiera del Barco tramite autobus linea Z311 NET per Vaprio d'Adda