ATTENZIONE DOCENTI PRECARI!!!
Si avvicina la conclusione dell'anno scolastico e si fa sempre più concreto il rischio che nelle scuole i DS ci chiedano/intimino di sottoscrivere la domanda di ferie nei giorni di sospensione delle attività didattiche (esclusi quindi i giorni di scrutini, di Collegio docenti e di eventuali incarichi come commissario agli esami di Stato) fino alla scadenza naturale del contratto al 30 giugno, allo scopo di non darci quello che ci spetta: la monetizzazione delle ferie non godute.
QUESTA RICHIESTA DA PARTE DELLE SCUOLE E' ILLEGITTIMA! NON DOBBIAMO FIRMARE NULLA. NON SOTTOSCRIVIAMO ALCUNA RICHIESTA DI FERIE IMPOSTA!
Al contrario dobbiamo presentare normale richiesta di liquidazione delle ferie maturate e non godute (chiedere in Segreteria l'apposito modello). In caso di diniego - o peggio in caso di imposizione d'ufficio dei giorni di ferie - dobbiamo esigere che il rifiuto venga motivato per iscritto accompagnato dal riepilogo del periodo di ferie imposte. Presentate immediatamente tutta la documentazione a un sindacato affinché invii l'opportuna diffida e messa in mora al DS inadempiente e/o segnalateci la scuola che sta attuando questo provvedimento illegittimo nei vostri confronti all'indirizzo email: coordinamento3ottobre@gmail.com
Affiggete all'albo sindacale e in aula docenti della vostra scuola e fate girare questa comunicazione.
Coordinamento Lavoratori Scuola Milano "3 ottobre" coordinamento3ottobre@gmail.com
https://www.facebook.com/groups/coordinamento3ottobre/?fref=ts
http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.it/
per contatti diretti chiamare al numero: 338 1641083
27 maggio 2013
21 maggio 2013
REFERENDUM 26 MAGGIO A BOLOGNA - VOTA "A"
IMPORTANTE COMUNICATO, fate girare e condividete il più possibile le notizie sul Referendum del 26 maggio!
Oggetto: Precari Uniti contro i tagli sostiene il referendum del 26 maggio a Bologna.
Il gruppo Precari Uniti contro i tagli, che riunisce lavoratori della scuola di tutta Italia da anni in lotta per difendere il sistema d'istruzione statale, il diritto al lavoro e alla stabilizzazione del personale precario, sostiene fortemente il referendum di Bologna del 26 maggio ed esprime la propria piena solidarietà al Comitato referendario promotore dell'iniziativa.
Nel ricordare con forza che l'art.33 della nostra Costituzione prevede che "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato", i lavoratori precari si esprimono senza alcun dubbio a favore delle scuole comunali e statali. Auspicano inoltre la netta vittoria dell'opzione "A" e la ripresa, su tutto il territorio nazionale, di un forte e coeso movimento che unisca genitori, cittadini, studenti e lavoratori della scuola nella lotta per restituire alla scuola pubblica statale la dignità e le risorse economiche che le spettano!
Affinché il referendum di Bologna sia solo l'inizio di nuova stagione di lotte in difesa della scuola laica, di tutti e di ciascuno, affinché nascano in tutte le città comitati per abolire i finanziamenti alle scuole private e rifinanziare la SCUOLA veramente PUBBLICA... votate e fate votare "A" il 26 maggio a Bologna!
Precari Uniti contro i tagli
Oggetto: Precari Uniti contro i tagli sostiene il referendum del 26 maggio a Bologna.
Il gruppo Precari Uniti contro i tagli, che riunisce lavoratori della scuola di tutta Italia da anni in lotta per difendere il sistema d'istruzione statale, il diritto al lavoro e alla stabilizzazione del personale precario, sostiene fortemente il referendum di Bologna del 26 maggio ed esprime la propria piena solidarietà al Comitato referendario promotore dell'iniziativa.
Nel ricordare con forza che l'art.33 della nostra Costituzione prevede che "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato", i lavoratori precari si esprimono senza alcun dubbio a favore delle scuole comunali e statali. Auspicano inoltre la netta vittoria dell'opzione "A" e la ripresa, su tutto il territorio nazionale, di un forte e coeso movimento che unisca genitori, cittadini, studenti e lavoratori della scuola nella lotta per restituire alla scuola pubblica statale la dignità e le risorse economiche che le spettano!
Affinché il referendum di Bologna sia solo l'inizio di nuova stagione di lotte in difesa della scuola laica, di tutti e di ciascuno, affinché nascano in tutte le città comitati per abolire i finanziamenti alle scuole private e rifinanziare la SCUOLA veramente PUBBLICA... votate e fate votare "A" il 26 maggio a Bologna!
Precari Uniti contro i tagli
20 aprile 2013
B.E.S. ovvero Bisogna Eliminare il Sostegno
Il Ministero di recente ha emanato
due circolari per gli studenti con bisogni educativi speciali (BES):
alunni con disturbo specifico dell'apprendimento (DSA), alunni con
sindrome di iperattività (ADHD), studenti che si trovano in
condizioni di svantaggio socioeconomico, culturale e linguistico.
Anche in mancanza di una certificazione medica il Ministero
suggerisce ai Consigli di Classe di redigere un piano didattico
personalizzato che preveda misure dispensative e compensative sulla
base delle proprie osservazioni pedagogiche. In questo modo i
benefici della legge 170/10, prevista per gli alunni con DSA, vengono
estesi a tutti gli alunni che presentano BES. Ogni scuola, quindi,
può adottare propri criteri di analisi e valutazione dei BES, non
essendoci un indirizzo preciso da parte del MIUR; con la conseguenza
che i Consigli di Classe, in tal modo, si ritroverebbero fortemente
esposti al rischio di contenziosi di varia natura da parte delle
famiglie.
Inoltre,
anche dal punto di vista degli intenti manifestati (realizzare una
maggiore inclusione), le circolari appaiono aleatorie dato che non
propongono un'analisi seria dei fattori contestuali così come indica
l'ICF (International
Cassification of Functioning)
e delle modalità attraverso le quali si progetta l'inclusione. Pur
avendo più volte richiesto, negli ultimi anni, investimenti reali
che rimuovessero gli ostacoli per poter personalizzare i nostri
interventi, gli insegnanti ricevono unicamente delle indicazioni
normative che non rispondono alle reali necessità degli studenti e
che, forse, sono utili soltanto a salvare la faccia a chi si ostina a
non voler fornire concreti strumenti per tentare una riduzione dello
svantaggio. Svolgere una seria analisi dei contesti ambientali
significa avere un proposito chiaro circa “il rispetto e il
rafforzamento della normativa attualmente in vigore per i soli alunni
con disabilità, riguardante il tetto massimo di venti per classe,
fissato dall’articolo 5, comma 2 del DPR 81/09” o l'emanazione di
una “norma che limiti il numero di alunni certificati con
disabilità in una classe, numero massimo fissato dalla Legge 144/99,
che però è stato abrogato dal citato DPR 81/09 [in quanto] con
classi numerose è impossibile dare risposte didattiche a tutti gli
alunni con BEI [bisogni educativi individuali] e per aspetti come
questi, non si può prescindere da norme legislative, non essendo
sufficiente rimettersi all’autonomia scolastica, stante il problema
dei crescenti tagli alla spesa pubblica, dovuti al Patto di Stabilità
interna e internazionale. Il rispetto della normativa sul tetto
massimo di alunni per classe”1.
Il
corpo docente si troverà dal prossimo anno scolastico ad affrontare
una materia per la quale non è stato formato a sufficienza né per
tempi né per contenuti. Come è già accaduto per gli alunni con DSA
nel 2010, anche per questi studenti con BES non è previsto
l'affiancamento dei docenti specializzati nel sostegno
didattico-educativo, gli unici che attualmente possiedono una
formazione per supportare gli alunni e le classi in cui sono inseriti
nel perseguimento del successo scolastico. Sono circa un milione gli
alunni con bisogni educativi speciali in Italia, in una scuola che le
ultime riforme hanno deprivato completamente di investimenti. Così,
dopo aver ridotto in questi anni le ore di sostegno in modo
indiscriminato, andando incontro a numerosi ricorsi di famiglie che
si sono attivate per vedere ripristinati i propri diritti, il
Ministro uscente progetta un tipo di intervento volto ancora una
volta a tagliare la spesa pubblica. Tali provvedimenti sono
aggravati, poi, da una situazione di sovraffollamento delle scuole,
costrette a sopperire con risposte improvvisate all'assenza di
risorse economiche adeguate e a confrontarsi con queste linee guida
esclusivamente di facciata. È evidente, infatti, che queste
circolari attuino il progetto di smantellamento degli interventi di
sostegno elaborato da Fondazione Agnelli, Caritas e associazione
Treelle nel 2011; eppure il caso inglese dimostra come la
categorizzazione dei BES, associata a un sistema di valutazione
nazionale2,
non ha fatto altro che aumentare la discriminazione e i costi sociali
conseguenti ad essa.
1
S. Nocera in Press-IN anno V / n. 729. Superando.it del 26-03-2013
2
Intervento della Prof.ssa C. DeVecchi nel suo intervento al convegno
La scuola deve essere aperta a tutti presso l'Università Bocconi,
22 marzo 2013 http://www.istruzione.lombardia.gov.it/bes/
15 aprile 2013
INCONTRO COORDINAMENTO LAVORATORI DELLA SCUOLA "3 OTTOBRE" Venerdì 19 APRILE ORE 15,30-18 presso i TRANSITI (METRO PASTEUR)
Dopo aver diffuso e condiviso la prima parte del documento e avendo ancora qualcosa da dire e una analisi ulteriore da svolgere su altri temi riguardanti la scuola statale e le politiche scolastiche dei prossimi mesi incontriamoci ancora per continuare a lavorare al nostro documento.
Andiamo avanti e vediamoci per capire come farlo insieme!
INCONTRO COORDINAMENTO LAVORATORI DELLA SCUOLA "3 OTTOBRE"
Venerdì 19 APRILE ORE 15,30-18 presso i TRANSITI (METRO PASTEUR)
Andiamo avanti e vediamoci per capire come farlo insieme!
INCONTRO COORDINAMENTO LAVORATORI DELLA SCUOLA "3 OTTOBRE"
Venerdì 19 APRILE ORE 15,30-18 presso i TRANSITI (METRO PASTEUR)
12 aprile 2013
FUTURE PROSPETTIVE DEL SISTEMA SCOLASTICO Quali brutte sorprese ci riserva chi (forse) governerà
Documento
di analisi
FUTURE PROSPETTIVE DEL SISTEMA SCOLASTICO
Quali
brutte sorprese ci riserva chi (forse) governerà
I
PARTE
1.
Il modello europeo ovvero come ti riduco di un anno la scuola per
licenziare i precari e diminuire il diritto allo studio.
L'esperienza
fallimentare del ministro Profumo si sta concludendo con
l'indicazione di ridurre di un anno il percorso scolastico allo scopo
di liberare risorse da investire nel miglioramento dell'offerta
didattica (stiamo ancora attendendo di capire come verranno investiti
gli 8 miliardi risparmiati con le precedenti riforme). Per
giustificare tale riduzione si fa come sempre appello al cosiddetto
“modello europeo” a cui ci si richiama tutte le volte che si
vogliono tagliare risorse ai beni comuni senza una giustificazione
effettiva.
Analizzando
i vari sistemi di formazione europei, però, emerge che un numero
considerevole di paesi prevede la conclusione del ciclo d'istruzione
superiore a diciannove anni. Tra queste nazioni figurano anche
Finlandia e Danimarca, cioè due casi tanto decantati dall'OCSE come
esempi virtuosi ed eccellenze nel campo dell'istruzione1.
La
riduzione di un anno scolastico appare totalmente immotivata dal
punto di vista didattico: tagliando un anno di scuola sarà
inevitabile l'abbassamento del livello di formazione degli studenti
alla fine del loro percorso scolastico che già gli indicatori
indicano in sofferenza a causa del taglio delle risorse degli ultimi
anni. Tutto questo rischiando di favorire ulteriormente la
dispersione scolastica e l'analfabetismo di ritorno che sono una
piaga del sistema d'istruzione italiano.
Appare
decisamente pretestuoso l'utilizzo costante del “riferimento al
modello europeo” per avallare i continui tagli all'istruzione
statale considerato anche il fatto che non è prevista alcune
direttiva in tal senso e tenuto conto che l'art. 149 del trattato di
Maastricht stabilisce che “ la Comunità contribuisce allo sviluppo
di una educazione di qualità” ma “rispettando a pieno la
responsabilità degli Stati membri quanto al contenuto
dell'insegnamento e all'organizzazione del sistema educativo”.
Perché ci si appella all'Europa quando si vogliono tagliare risorse e invece si ignorano le direttive europee riguardo all'assunzione del personale precario dopo la reiterazione dei contratti per tre anni a tempo determinato o la quota d'investimento del PIL sull'Istruzione e sulle misure di prevenzione della dispersione scolastica?2.
Perché ci si appella all'Europa quando si vogliono tagliare risorse e invece si ignorano le direttive europee riguardo all'assunzione del personale precario dopo la reiterazione dei contratti per tre anni a tempo determinato o la quota d'investimento del PIL sull'Istruzione e sulle misure di prevenzione della dispersione scolastica?2.
2. L'aziendalizzazione e la privatizzazione della scuola
Il
processo di aziendalizzazione della scuola italiana è una tendenza
ormai ben riconoscibile all'interno delle politiche governative degli
ultimi venti anni e può appieno essere inserito all'interno di un
progetto più vasto a livello europeo. Dalla fine degli anni Ottanta
assistiamo ad un crescente interesse nei confronti del sistema
educativo da parte della Tavola rotonda europea degli industriali3
che sostiene “l'importanza strategica vitale della formazione e
dell'educazione per la competitività europea” facendo notare
altresì “che l'industria non ha che un'influenza molto debole sui
programmi impartiti nelle scuole e che gli insegnanti hanno una
comprensione insufficiente dell'ambiente economico e delle logiche
produttive” e quindi suggerisce “di moltiplicare i partenariati
tra le scuole e le imprese” invitando gli industriali a “prendere
parte attiva allo sforzo educativo” e i responsabili politici a
“coinvolgere le industrie nelle discussioni concernenti
l'educazione”. E sempre la stessa Tavola rotonda fa notare che
“nella maggior parte d'Europa le scuole sono integrate in un
sistema pubblico centralizzato” che “le rende impermeabili alle
domande provenienti dall'esterno”4.
Anche lo studioso di economia Murphy fa notare che la “decisione
politica di incoraggiare l'apprendimento a vita (life-long learning)
è destinata a fornire alle grandi imprese europee l'infrastruttura
educativa essenziale al fine del mantenimento dei loro tassi di
profitto”5.
In
Italia tale processo di aziendalizzazione trova le sue fondamenta già
nella Legge Bassanini (1996) che ha istituto l'autonomia finanziaria
delle scuole e poi nel decreto attuativo 175/99 che rende operativa
l'autonomia scolastica. Il ministro Berlinguer ha modificato, nel
corso del suo mandato, il rapporto pubblico-privato nella scuola per
cui oggi si intendono come pubbliche anche le scuole private
paritarie essendo stato spostato il concetto di pubblico dalla
“gestione” alla “finalità”6.
Questo modello di scuola pubblica prevedeva che lo Stato desse delle
norme generali sul sistema di istruzione che poi, secondo l'autonomia
scolastica, il territorio avrebbe dovuto accogliere e declinare
creando una offerta didattica “pluralistica ed equa”. Invece, si
è potuto osservare come l'autonomia negli anni si è tendenzialmente
sviluppata come sistema a carattere lobbistico all'interno del quale
è maturata la pressante richiesta da parte delle scuole private
paritarie di sovvenzionamenti pubblici a scapito delle risorse che
dovrebbero essere destinate unicamente alla scuola statale.
All'interno delle scuole statali questa legge ha comportato una
autonomia finanziaria che prevede la gestione di un fondo erogato
dallo Stato e gestito dagli organi collegiali (non ancora riformati
nelle modalità che la legge prevedeva) e dai presidi che hanno
cambiato la propria qualifica in dirigenti scolastici
(presidi-manager).
Tale
progetto di riforma delle istituzioni scolastiche potrebbe giungere
al suo definitivo compimento nella prossima legislatura tramite
l'attuazione della riforma del titolo V che prevede il passaggio alle
Regioni del sistema scolastico nazionale così come proposto più
volte da vari esponenti del PDL – tra tutti Valentina Aprea – e
come proposto anche nel programma del PD dove si legge che l'unico
compito spettante allo Stato dovrebbe essere la vigilanza sulla
valutazione degli obiettivi raggiunti (unico organo di controllo a
livello nazionale), mentre alle singole istituzioni scolastiche si
darebbe mandato di attuare ogni altro aspetto decisionale, didattico,
amministrativo, gestionale e finanziario. “Una strada possibile è
quella di svuotare il MIUR e decentrare verso le Regioni”
nonostante il rischio di aumentare il divario attualmente presente
sul territorio nazionale. La soluzione per scongiurare questo
pericolo, secondo la proposta del PD, sarebbe di fare in modo che lo
Stato abdichi al ruolo e alle funzioni di indirizzo nazionale,
conservando unicamente la funzione di valutazione a posteriori di
quanto realizzato dalle scuole.
Fondamentali
fasi di passaggio all'interno di questo processo saranno
probabilmente:
- La riforma degli organi collegiali con inserimento di rappresentanti delle imprese locali e degli sponsor così come già proposta più volte nelle varie bozze del PdL Aprea-Ghizzoni.
- L'esternalizzazione dei servizi già in parte attuata con le mense esterne o affidate a enti autonomi, con le pulizie dei locali affidate alle cooperative come accade già oggi in alcune scuole comunali, con l'appalto dei servizi educativi alle cooperative. L'alternanza scuola-lavoro viene, in parte, utilizzata per sopperire al taglio delle ore di insegnamento tecnico-pratico dovute alla rimodulazione dei quadri orari. Il sistema delle imprese private chiamato a contribuire alla formazione tecnico-pratica si avvantaggia, in questo modo, di forza-lavoro non retribuita tra i 16 ai 19 anni.
- La riduzione del finanziamento al Fis (Fondo di Istituto), in attuazione del decreto Stabilità del dicembre 2012, che taglierà in modo notevole per i prossimi tre anni i fondi delle scuole per finanziare gli scatti di anzianità ai docenti di ruolo. In questo modo verrà ulteriormente impoverito il sistema di miglioramento dell'offerta formativa delle scuole così come è stata realizzata in questi anni con l'attivazione di corsi di italiano per stranieri, di tutoraggio, corsi contro la dispersione scolastica e il bullismo, corsi di recupero.
- Il conseguente innalzamento del contributo volontario nelle scuole statali. A causa della riduzione del Fis, infatti, le scuole si vedono sempre più costrette ad aumentare la richiesta di contributi violando spesso la normativa che prevede un esplicito richiamo alla non obbligatorietà di questi “erogazioni liberali”. Il ministero si è trovato, di recente, ad ammettere il bisogno delle scuole di ricorrere a richieste di contributi alle famiglie: “non sfugge a questo dipartimento che il contributo delle famiglie rappresenti una fonte essenziale per assicurare una offerta formativa che miri a raggiungere livelli qualitativi sempre più elevati soprattutto in considerazione delle ben note riduzioni della spesa pubblica che hanno caratterizzato gli ultimi anni” richiamando, però, i dirigenti scolastici a “non utilizzare comportamenti vessatori e poco trasparenti” e consigliando “di far leva sullo spirito di collaborazione e di partecipazione delle famiglie”7.
- I sempre cospicui finanziamenti pubblici alle scuole private paritarie (225 milioni di euro nel 2012) che appaiono incongruenti soprattutto in questo periodo storico di forti riduzioni della spesa pubblica. Va sottolineato come questi finanziamenti siano incostituzionali (art. 33 della Costituzione “enti e privati hanno diritto di istituire scuole e istituti di educazione senza oneri per lo Stato”) e spesso camuffati attraverso il sistema dei buoni scuola, come in regione Lombardia dove ogni anno con il pretesto di sostenere la “libertà di scelta educativa” tra le diverse istituzioni scolastiche si eroga un contributo economico pari a 51 milioni di euro solo nel 2012.
- La chiamata diretta degli insegnanti da parte dei Dirigenti scolastici attraverso l'istituzione di un Albo professionale. In seguito all'analisi della varie posizioni espresse dalle principali forze politiche (PD – PDL – Monti) su questi punti si nota una sgradevole e diffusa convergenza di vedute che fanno temere un'attuazione molto rapida di tale processo.
3.
Attacco al Contratto nazionale docente: aumento dell'orario di
lavoro, blocco scatti d'anzianità, blocco ferie docenti precari.
L'attacco
costante al ruolo e alla professionalità dei lavoratori della scuola
è andato crescendo, negli ultimi anni, parallelamente alla volontà
di privare la scuola del suo ruolo centrale all'interno della
società. La diffusa e trasversale retorica del “docente
fannullone”, l'aver reso il contesto lavorativo sempre più privo
di risorse e mezzi, i diversi tentativi di svilimento della categoria
docente declassata a svolgere mansioni di mero contenimento si
aggiungono all'attacco che da anni si sta realizzando contro i
diritti dei lavoratori della scuola.
Le
radici di questo attacco sono ben rintracciabili nella
precarizzazione del personale della scuola che è diventata una
condizione permanente frutto di un chiaro disegno volto alla
riduzione dei diritti dei lavoratori (contratto a tempo indeterminato
vista la normativa europea; disparità di trattamento in materia di
ferie, scatti di anzianità, permessi rispetto al personale in
ruolo). A seguito dei tagli del ministro Gelmini la situazione si è
ulteriormente aggravata poiché buona parte di coloro che prima erano
precari sono diventati disoccupati (150.000 posti di lavoro tagliati
nella scuola statale).
La
diminuzione di diritti in settori un tempo considerati stabili e
sicuri, come quelli del lavoro pubblico, che rendevano i lavoratori
statali quasi privilegiati, è un processo che ha peggiorato la
possibilità di contrattazione di tutti i lavoratori creando
forza-lavoro a basso costo, precaria e, quindi, più ricattabile e
disposta ad accettare qualsiasi forma contrattuale pur di lavorare.
Prova di come questi attacchi si stiano estendendo a tutta la
categoria di lavoratori della scuola ne è il recente tentativo di
minare direttamente il contratto nazionale, quindi anche i lavoratori
a tempo indeterminato, con la proposta dell'aumento dell'orario di
servizio a pari retribuzione. La proposta di innalzare l'orario dei
docenti delle scuole superiori di primo e secondo grado da 18 a 24
ore a parità di stipendio è stata avanzata all'interno di una legge
finanziaria (decreto stabilità dicembre 2012) e senza che venissero
consultate le organizzazioni sindacali di categoria come, invece,
prevede il contratto collettivo nazionale (CCNL 2006/2009 art. 28
comma 5). Un tentativo, questo, davvero senza precedenti allo Statuto
dei lavoratori.
Coordinamento
Lavoratori della scuola “3 Ottobre” - CPS Milano
1Fonte:
rete Eurydice 2010-2011 a cura dell'Agenzia esecutiva per
l'educazione dell'Unione europea.
2Si
veda Strategia Europa 2020
3Educazione
e competenza in Europa, studio della Tavola rotonda europea
sull'educazione e la formazione in Europa, Bruxelles, febbrario
1989.
4ERT,
Une éducation européenne, Vers une societé qui apprend, Un
rapport de la Table Ronde des Industriels européens, Bruxelles,
febbraio 1997.
5Cit.
M. Murphy, Capital, class and adult education: the international
political economy of lifelong learning in the European Union, Usa,
1997.
6Legge
n. 62/2000.
7Nota
ministeriale n. 40593 del 7/3/2013 in cui si richiamano i DS ai
criteri di trasparenza esplicitati nella nota del 20/3/2012.
8 marzo 2013
Continuiamo a lavorare al documento di analisi lunedì 11 marzo dalle ore 16!
Continuiamo a lavorare al documento di analisi lunedì 11 marzo dalle ore 16!
RIUNIONE DEL COORDINAMENTO "3OTTOBRE"
presso CSO "Transiti", MM Pasteur
presso CSO "Transiti", MM Pasteur
Per continuare ad elaborare il documento d'analisi sulle condizioni in cui versa la scuola italiana e per continuare la lotta in difesa della scuola statale, contro il precariato!
Capitolo II Attacco al ccnl, aumento orario del lavoro, contrattazione, ferie, ecc.
Partecipate e contribuite!
18 febbraio 2013
IL CONCORSACCIO VA AVANTI SENZA LE COMMISSIONI ESAMINATRICI
IL CONCORSACCIO VA AVANTI SENZA LE
COMMISSIONI ESAMINATRICI
Nei giorni scorsi sono state espletate
le prove scritte del concorsaccio voluto dal ministro Profumo e dalla
maggioranza che ha appoggiato il governo Monti (mentre le prove
concorsuali dell’11 e del 12/2 sono state posticipate per maltempo)
senza, però, la presenza delle commissioni esaminatrici!
Sono stati molti, infatti, i docenti di
ruolo che si sono rifiutati di prestarsi alla farsa di un concorso
che vorrebbe selezionare nuovi docenti mentre nelle graduatorie ad
esaurimento esistono 140mila docenti formati, che sono stati già
selezionati e lavorano da anni nelle scuole pubbliche.
In mancanza di commissari il MIUR ha
tentato di reclutare nuovi esaminatori riaprendo a “esperti di
comprovata esperienza” e arrivando a modificare in corsa
l’Ordinanza Ministeriale di reclutamento dei commissari e
presidenti (ordinanza n. 92 del 23 novembre 2012 D.M. n. 91 del
23/11/2012, relativo ai requisiti dei componenti delle commissioni
giudicatrici e l'O.M. n. 92 del 23/11/2012).
E così, mentre con i soldi dei
contribuenti l'avvocatura di Stato dovrà rimediare ai diversi errori
procedurali di questo concorsaccio visto l'alto tasso di ricorsi da
parte di candidati, commissari e presidenti (nella selezione di
questi ultimi il MIUR non ha recepito quanto previsto dal DDL
Stabilità - Legge di Stabilità del 24/12/2012 - per l'abrogazione
dell'esonero dal servizio per chi presta incarico in commissione), si
prefigurano nuovi fronti per ulteriori contenziosi.
Ci si chiede infatti:
- I commissari e presidenti di commissione selezionati in quanto “esperti di comprovata esperienza” potrebbero non essere docenti di ruolo e non essere abilitati all’esercizio della professione e, nonostante tutto ciò, sarebbe possibile ammetterli come esaminatori per giudicare e valutare le prove di docenti abilitati aventi maggiori titoli ed esperienza?
- È corretto che le prove scritte siano state espletate in alcuni casi come in Lombardia senza la presenza di alcun membro della commissione giudicatrice?
Il concorsaccio avviato con pretesti e
fini di evidente propaganda elettorale continua il suo iter tra
raffazzonate decisioni dell'ultimo minuto che creeranno ulteriori
esborsi ai contribuenti nonostante la presunta competenza vantata dal
cosiddetto governo tecnico.
Coordinamento Lavoratori della Scuola
"3 ottobre" - CPS Milano
31 gennaio 2013
Scuola pubblica, sanità, beni comuni: di tutte/i per tutte/i
Manifestazione
Roma 2 febbraio
Partenza alle ore 14 da piazza dell'Esquilino
Il movimento delle scuole dello scorso autunno ha reclamato il diritto ad un'istruzione di qualità per tutte e tutti, contrastando l'ennesimo progetto di tagli alla scuola, attraverso l'aumento dell'orario di lavoro a parità di salario, avanzato dal governo Monti e di aziendalizzazione degli istituti, attraverso la cancellazione degli organi collegiali avanzata nel Ddl Aprea-Ghizzoni. Il governo Monti e il parlamento uscente, sconfessato in piazza e nelle scuole da milioni di insegnanti, studenti e cittadini, prova a far passare la privatizzazione attraverso la discriminazione tra scuole più o meno meritevoli di ricevere i finanziamenti pubblici, che secondo quanto previsto dalla legge di stabilità dovrebbe essere applicata dal 2014.
La scuola pubblica è un bene comune, che garantisce un diritto fondamentale, proprio come lo sono la sanità pubblica e la gestione pubblica dell'acqua. Ci sentiamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità, come la scuola tagliata e ridotta ai minimi termini, e alla cittadinanza che ha chiesto con forza di ripubblicizzare la gestione del servizio idrico e che vede oggi inattuato il risultato referendario. Chiediamo:
Il rifinanziamento della scuola pubblica statale, restituendo gli otto miliardi di euro indebitamente sottratti dal governo Berlusconi e portando il finanziamento in linea con i paesi Ocse. Basta finanziamenti alle scuole private! Questo consentirebbe di rilanciare la qualità dell’istruzione pubblica, diminuendo il numero degli alunni per classe, provvedendo agli interventi edilizi di messa in sicurezza e di adeguamento dimensionale degli istituti, aumentando gli stipendi degli insegnanti e dei lavoratori e garantendo l’accesso a percorsi di formazione permanente.
L’assunzione dei precari a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti, ottemperando alla normativa europea che impone la stabilizzazione dei lavoratori che lavorano da oltre tre anni a tempo determinato nelle scuole.
Il blocco dei progetti di privatizzazione e aziendalizzazione degli istituti scolastici, a partire dal disegno di legge Aprea – Ghizzoni, per una scuola pubblica democratica, laica e pluralista, che garantisca a tutte e tutti una formazione di base e specialistica critica e indipendente dagli interessi del profitto privato.
La disdetta del patto sulla produttività e la sua non applicazione al pubblico impiego. Tale accordo scellerato è la via attraverso cui si vuole reintrodurre quello che il movimento ha già rigettato, cioè l’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario.
L'abrogazione dell'articolo 1, comma 149 della legge di stabilità che vorrebbe differenziare in base al "merito" i finanziamenti alle scuole, lasciando ancora più indietro le situazioni di disagio sociale, ed imponendo sistemi di valutazione che nulla hanno a che vedere con il ruolo istituzionale della scuola pubblica.
Difendiamo i nostri diritti contro le politiche di austerità!
19 gennaio 2013
Scuola pubblica: di tutte/i per tutte/i
Appello per la manifestazione nazionale della scuola e dei beni comuni del 2 febbraio

Il movimento delle scuole dello scorso autunno ha reclamato il diritto ad un’istruzione di qualità per tutte e tutti, contrastando l’ennesimo progetto di tagli alla scuola, attraverso l’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario, avanzato dal governo Monti e di aziendalizzazione degli istituti, attraverso la cancellazione degli organi collegiali avanzata nel Ddl Aprea-Ghizzoni. Il governo Monti e il parlamento uscente, sconfessato in piazza e nelle scuole da milioni di insegnanti, studenti e cittadini, prova a far passare la privatizzazione attraverso la discriminazione tra scuole più o meno meritevoli di ricevere i finanziamenti pubblici, che secondo quanto previsto dalla legge di stabilità dovrebbe essere applicata dal 2014.
La scuola pubblica è un bene comune, che garantisce un diritto fondamentale, proprio come lo sono la sanità pubblica e la gestione pubblica dell’acqua. Ci sentiamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità, come la scuola tagliata e ridotta ai minimi termini, e alla cittadinanza che ha chiesto con forza di ripubblicizzare la gestione del servizio idrico e che vede oggi inattuato il risultato referendario. Chiediamo:
Il rifinanziamento della scuola pubblica statale, restituendo gli otto miliardi di euro indebitamente sottratti dal governo Berlusconi e portando il finanziamento in linea con i paesi Ocse. Basta finanziamenti alle scuole private! Questo consentirebbe di rilanciare la qualità dell’istruzione pubblica, diminuendo il numero degli alunni per classe, provvedendo agli interventi edilizi di messa in sicurezza e di adeguamento dimensionale degli istituti, aumentando gli stipendi degli insegnanti e dei lavoratori e garantendo l’accesso a percorsi di formazione permanente.
L’assunzione dei precari a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti, ottemperando alla normativa europea che impone la stabilizzazione dei lavoratori che lavorano da oltre tre anni a tempo determinato nelle scuole.
Il blocco dei progetti di privatizzazione e aziendalizzazione degli istituti scolastici, a partire dal disegno di legge Aprea – Ghizzoni, per una scuola pubblica democratica, laica e pluralista, che garantisca a tutte e tutti una formazione di base e specialistica critica e indipendente dagli interessi del profitto privato.
La disdetta del patto sulla produttività e la sua non applicazione al pubblico impiego. Tale accordo scellerato è la via attraverso cui si vuole reintrodurre quello che il movimento ha già rigettato, cioè l’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario.
L’abrogazione dell’articolo 1, comma 149 della legge di stabilità che vorrebbe differenziare in base al “merito” i finanziamenti alle scuole, lasciando ancora più indietro le situazioni di disagio sociale, ed imponendo sistemi di valutazione che nulla hanno a che vedere con il ruolo istituzionale della scuola pubblica.
Facciamo appello alle organizzazioni sindacali che condividono la piattaforma, all’intero mondo del lavoro e della cultura, alle studentesse e agli studenti, ai lavoratori, le lavoratrici e gli utenti della Sanità pubblica, al Forum italiano dei movimenti per l’acqua e alle/ai cittadini che hanno partecipato alla vittoria referendaria, affinché convergano sulla manifestazione per farla diventare una grande giornata di lotta unitaria in difesa dei beni comuni fondamentali. Facciamo infine appello a tutte le forze politiche che hanno a cuore la difesa e il rilancio della scuola pubblica statale come fulcro del diritto costituzionale all’istruzione per tutte e per tutti, a sottoscrivere i quattro punti di piattaforma della manifestazione e a parteciparvi.
Corteo nazionale a Roma – 2 febbraio 2013, ore 14

Il movimento delle scuole dello scorso autunno ha reclamato il diritto ad un’istruzione di qualità per tutte e tutti, contrastando l’ennesimo progetto di tagli alla scuola, attraverso l’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario, avanzato dal governo Monti e di aziendalizzazione degli istituti, attraverso la cancellazione degli organi collegiali avanzata nel Ddl Aprea-Ghizzoni. Il governo Monti e il parlamento uscente, sconfessato in piazza e nelle scuole da milioni di insegnanti, studenti e cittadini, prova a far passare la privatizzazione attraverso la discriminazione tra scuole più o meno meritevoli di ricevere i finanziamenti pubblici, che secondo quanto previsto dalla legge di stabilità dovrebbe essere applicata dal 2014.
La scuola pubblica è un bene comune, che garantisce un diritto fondamentale, proprio come lo sono la sanità pubblica e la gestione pubblica dell’acqua. Ci sentiamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità, come la scuola tagliata e ridotta ai minimi termini, e alla cittadinanza che ha chiesto con forza di ripubblicizzare la gestione del servizio idrico e che vede oggi inattuato il risultato referendario. Chiediamo:
Il rifinanziamento della scuola pubblica statale, restituendo gli otto miliardi di euro indebitamente sottratti dal governo Berlusconi e portando il finanziamento in linea con i paesi Ocse. Basta finanziamenti alle scuole private! Questo consentirebbe di rilanciare la qualità dell’istruzione pubblica, diminuendo il numero degli alunni per classe, provvedendo agli interventi edilizi di messa in sicurezza e di adeguamento dimensionale degli istituti, aumentando gli stipendi degli insegnanti e dei lavoratori e garantendo l’accesso a percorsi di formazione permanente.
L’assunzione dei precari a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti, ottemperando alla normativa europea che impone la stabilizzazione dei lavoratori che lavorano da oltre tre anni a tempo determinato nelle scuole.
Il blocco dei progetti di privatizzazione e aziendalizzazione degli istituti scolastici, a partire dal disegno di legge Aprea – Ghizzoni, per una scuola pubblica democratica, laica e pluralista, che garantisca a tutte e tutti una formazione di base e specialistica critica e indipendente dagli interessi del profitto privato.
La disdetta del patto sulla produttività e la sua non applicazione al pubblico impiego. Tale accordo scellerato è la via attraverso cui si vuole reintrodurre quello che il movimento ha già rigettato, cioè l’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario.
L’abrogazione dell’articolo 1, comma 149 della legge di stabilità che vorrebbe differenziare in base al “merito” i finanziamenti alle scuole, lasciando ancora più indietro le situazioni di disagio sociale, ed imponendo sistemi di valutazione che nulla hanno a che vedere con il ruolo istituzionale della scuola pubblica.
Facciamo appello alle organizzazioni sindacali che condividono la piattaforma, all’intero mondo del lavoro e della cultura, alle studentesse e agli studenti, ai lavoratori, le lavoratrici e gli utenti della Sanità pubblica, al Forum italiano dei movimenti per l’acqua e alle/ai cittadini che hanno partecipato alla vittoria referendaria, affinché convergano sulla manifestazione per farla diventare una grande giornata di lotta unitaria in difesa dei beni comuni fondamentali. Facciamo infine appello a tutte le forze politiche che hanno a cuore la difesa e il rilancio della scuola pubblica statale come fulcro del diritto costituzionale all’istruzione per tutte e per tutti, a sottoscrivere i quattro punti di piattaforma della manifestazione e a parteciparvi.
Corteo nazionale a Roma – 2 febbraio 2013, ore 14
Coordinamento Nazionale Scuola
10 novembre 2012
Tutta la scuola che lotta!!!
Oggi sabato 10 novembre mentre a Roma 50mila persone (lavoratori della scuola, genitori e studenti) si sono riversate in corteo davanti al Miur per chiedere le dimissioni del ministro Profumo, a Milano, così come accaduto in molte altre città d'Italia, i docenti han deciso di scendere in piazza in sostegno della manifestazione organizzata dai colleghi romani.
Malgrado la pioggia scrosciante e nonostante il rifiuto del Questore di concedere piazza San Babila per un presidio, un centinaio di docenti precari e di ruolo hanno improvvisato brevi blocchi del traffico e volantinaggi fra gli automobilisti in Corso BuenosAires all'altezza di Porta Venezia per poi scendere in corteo nei mezzanini della stazione della metropolitana cantando slogan contro l'innalzamento dell'orario di lavoro, il decreto ex-Aprea, il concorso-truffa e i tagli alla scuola.
Al termine dell'iniziativa i docenti si sono dati appuntamento a mercoledì 14 novembre - ore 9 piazza Cordusio (davanti Poste) pere raggiungere da lì il concentramento di Cairoli - per scendere di nuovo in piazza al fianco degli studenti e di tutti gli altri lavoratori in occasione dello Sciopero Generale contro le politiche disastrose del Governo Monti che stanno eliminando quel poco che resta della Scuola e del sistema sociale.
9 novembre 2012
AVVISO: iniziativa TUTTA LA SCUOLA IN LOTTA spostata a PIAZZA OBERDAN ore 16,30
Dopo il successo dell'iniziativa della "Verifiche in piazza" svoltasi venerdì 26 ottobre nella Galleria Vittorio Emanuele che ha visto la partecipazione di un centinaio di docenti, la Questura di Milano ha deciso di vietare in modo categorico ai docenti milanesi di replicare tale iniziativa in piazza San Babila adducendo pretestuose motivazioni di ordine pubblico (evidentemente i docenti vengono considerati alla stregua di facinorosi sovversivi e, forse, aggiungiamo noi, hanno ragione perché la Cultura è pericolosa, fa addirittura pensare!!!).
Dopo estenuanti trattative (volevano relegarci in piazze decentrate o di scarso passaggio e visibilità) siamo riusciti ad ottenere l'autorizzazione per svolgere lo stesso l'iniziativa, ma in piazza Oberdan all'angolo con corso BuenosAires.
Avvisiamo quindi tutti che l'iniziativa "TUTTA LA SCUOLA CHE LOTTA" non si svolgerà più in piazza San Babila, come precedentemente comunicato, ma in piazza OBERDAN (MM Porta Venezia), non più alle 15,30, ma alle 16,30.
TUTTA LA SCUOLA IN LOTTA!!!
In questi giorni in tutte le città d'Italia si susseguono le mobilitazioni nelle scuole (scioperi bianchi, sospensioni attività extracurriculari, occupazioni) così i docenti autorganizzandosi dal basso hanno deciso di rendere evidenti anche "all'esterno" le proteste lanciando per sabato 10 novembre una giornata di mobilitazione nazionale in difesa della scuola pubblica (si svolgeranno iniziative simili a quella di Milano a Ravenna, Bologna, Cosenza, Napoli, Salerno, Caltanissetta, Avellino, Lucca e mentre a Roma è stato organizzato un corteo cittadino).
Le scuole non ci stanno alla politica di austerità economica promossa dal Governo MONTI e tornano di nuovo in piazza in tutta Italia:
- contro il ddl 953 (Aprea-Ghizzoni), che prevede lo smantellamento degli organi collegiali e la sottomissione delle scuole agli interessi privati;
- contro l'aumento dell'orario di lezione a 24 ore che, a tutt'oggi, nonostante le proposte di emendamenti della commissione cultura della Camera, è previsto nel DDL STABILITA';
- contro i tagli previsti dalla spending review e gli ulteriori accorpamenti degli istituti;
- contro il CONCORSO-TRUFFA che umilia i precari e spreca denaro pubblico.
PER L'ASSUNZIONE DI TUTTI I PRECARI DELLA SCUOLA!!!!
Al Ministro Profumo, che ha dichiarato che 18 ore in classe sono poche, rispondiamo che evidentemente lui non ha mai veramente insegnato in vita sua. O saprebbe che l'innalzamento a 24 ore dell'orario di lavoro porterà un peggioramento della qualità dell'istruzione: ogni docente avrà troppi studenti da seguire (più di 400 in alcune discipline) e non avrà più il tempo per personalizzare la didattica in base alle esigenze della classe o degli alunni.
Per difendere la qualita' della scuola abbiamo deciso di far vedere alla cittadinanza quanto lavoro sommerso ogni docente svolge al di fuori delle 18 ore in classe e svolgeremo davanti a tutti le attività di programmazione, di aggiornamento, la correzione delle verifiche, la preparazione delle lezioni e tutte attività necessarie per un'istruzione di qualita'!
SABATO 10 NOVEMBRE ore 16,30 PIAZZA OBERDAN (MM Porta VENEZIA)
Coordinamento Lavoratori della scuola "3 ottobre" - C.P.S. Milano
Gruppo FB: Precari Uniti contro i tagli
8 novembre 2012
nuovo aggiornamento mobilitazioni a milano
Ultimo
aggiornamento elenco scuole in mobilitazione a Milano e Provincia
Sempre
nuove scuole di Milano e provincia si uniscono alla protesta contro
il ddl Stabilità, i tagli alla Scuola del Governo Monti, il ddl ex
Aprea e il concorso.
Ecco
l'elenco aggiornato di scuole che hanno preso posizione durante i
Collegi o le assemblee sindacali:
SCUOLE
MEDIE INFERIORI
-
SMS
“Manzoni-Benzi” Bresso (MI) . Mozione
approvata: blocco di tutte le attività extra curriculari, gite,
uscite didattiche, teatro; blocco ricevimento settimanale genitori,
correzione/riduzione verifiche in classe; blocco adozioni libri di
testo.
-I
docenti della scuola media Santa Caterina di piazzale
BaconeMilano hanno deciso di SOSPENDERE TUTTE LE ATTIVITÀ
AGGIUNTIVEfinché non si avrà chiarezza sui provvedimenti
governativi.
-Nella
SMS Luini Falcone di Rozzano è stata approvata una mozione
contro legge di stabilità ed è stato votato a maggioranza il blocco
delle uscite didattiche e viaggi di istruzione.
-I
docenti della scuola media Mattei-Di Vittorio di Pioltello hanno
deciso di: sospendere tutte le attività eccedentigli stretti
obblighi della funzione docente, invitando tutti i docenti a
dimettersi dagli incarichi (funzioni strumentali, coordinamenti,
collaborazioni, orientamento, sorveglianza/responsabilità dei
plessi...); boicottare le uscite didattiche, le adozioni dei libri di
testo, eventuali elezioni al consiglio d'istituto; sospendere la
preparazione di prove di verifiche scritte che richiedano ulteriore
lavoro a casa per la correzione, sostituendole con prove orali.
Laddove le prove scritte fossero inevitabili, ritardare la
comunicazione dei risultati delle stesse; aderire ad eventuali
iniziative di protesta promosse a livello nazionale; costituire un
Comitato Permanente Dei Docenti per monitorare l'evoluzione del
provvedimento del governo fino alla sua eventuale abrogazione o
conferma e che in raccordo con le altre scuole si faccia promotore di
ulteriori iniziative di lotta.
-Nella
scuola media Ardigò Bellani di Monza i docenti presenti
all’assemblea sindacale hanno deciso di attuare le seguenti azioni:
1) Richiesta di convocazione di un collegio straordinario come
momento di informazione e di dibattito 2) Blocco di tutti i progetti
che arricchiscono l’offerta formativa e di tutte le funzioni che
integrano la didattica (coordinamento di classe e di materia,
funzioni strumentali, viaggi di istruzione e stages). I docenti si
riservano di intraprendere nelle prossime settimane ulteriori azioni
in coordinamento con le scuole cittadine. I docenti garantiranno
l’attività didattica curricolare e come sempre lavoreranno ben
oltre le 18 ore frontali per preparare le lezioni, le verifiche, ecc.
-Nell'IC
Franceschi di Milano i docenti hanno chiesto alla Dirigente, di
esprimersi pubblicamente e con chiarezza rispetto a tale questione,
adoperandosi affinché la loro posizione sia garante della difesa,
della dignità e integrità della scuola in una società democratica.
SCUOLE SUPERIORI
-
ITSOS Marie Curie di Cernusco:
“nella consapevolezza della nostra dignità di intellettuali e
lavoratori, rifiutiamo la politica governativa sulla scuola statale e
adottiamo come forma di protesta la autosospensione da ogni attività
non obbligatoria fino allo stralcio definitivo di questi
provvedimenti dalla cosiddetta Legge di stabilità. Di concerto con
altre scuole del territorio, ci riserviamo di attivare altre forme di
protesta.”
-Al
Liceo Majorana di Rho da domani
7 novembre si inizierà lo sciopero "bianco"tutte le
attività fuori dall'orario di lavoro (escluse quelle obbligatorie
tipo collegi, consigli di classe) verranno svolte durante le ore di
lezione. I docenti della prima ora nelle loro classi leggeranno un
documento che verrà poi distribuito alle famiglie e informeranno i
propri studenti del perchè di tale protesta. L'assemblea sindacale
del Liceo Majorana di Rho nelle scorse settimane: votazione per
attuare lo sciopero "bianco" e quindi tutte le attività
didattiche saranno espletate nelle 18 ore (dalla preparazione alla
correzione dei compiti). Tale proposta sarà portata in un Collegio
Docenti straordinario per convocare il quale abbiamo raccolto le
firme necessarie durante l'assemblea. La data richiesta per il
Collegio è il 6/11.
-L'assemblea
sindacale dell'IIS CURIE-SRAFFA di
Milano chiede a tutti i docenti di attuare le seguenti
misure:L’autosospensione da tutti gli incarichi di classe
(coordinatore e segretario) e da
ogni attività aggiuntiva (coordinatore di materia e di laboratorio)
e dalle funzioni strumentali. Il blocco di tutte le attività
extra-scolastiche.
-LS
Donatelli-Pascal di Milano. Per contrastare questo disegno di
legge, i docenti del Liceo Scientifico Donatelli-Pascal, da oggi e
fino alla definitiva cancellazione delle norme sulla scuola dalla
legge di Stabilità, stabiliscono quanto segue: sospensione delle
seguenti attività aggiuntive a quella di insegnamento (coordinamento
di classe, materia, funzioni strumentali, commissioni); sospensione
di viaggi di istruzione; organizzazione di un'assemblea con le
famiglie e gli studenti della nostra scuola per informarli riguardo
alle motivazioni della nostra lotta e alle conseguenze sulla
didattica e il diritto di studio nel caso la legge venisse approvata.
Questa mozione verrà inviata agli organi di stampa, ai Ministeri,
alle sedi dei maggiori partiti italiani e sarà pubblicata sul sito
della scuola.
-IIS
Alessandrini, ITIS + LSA di Vittuone i docenti stanno
distribuendo a genitori e studenti una lettera durante i CdC e a
tutti dicono che probabilmente venerdì prossimo il Collegio Docenti
bloccherà le gite e forse anche altre attività extra.
-
Liceo Einsteindi Milano. L'assemblea sindacale del Liceo Einstein
ha approvato una mozione di condanna dei tagli alla scuola e deciso
di sospendere tutte le attività extracurriculari pomeridiane e
mattutine fino alla revoca dell'art. 3 della Legge di Stabilità. E'
stata inoltre diffusa una lettera ai genitori per spiegare le
motivazioni della protesta.
-Liceo
Marconi di Milano. Nell'assemblea di venerdì scorso i docenti
hanno deciso di informare studenti e genitori. Nei pomeriggi di
lunedì 5, mercoledì 7 e giovedì 8 novembre (date dei consigli di
classe) i docenti non impegnati nelle riunioni occuperanno l'atrio
della scuola seduti nei banchi per lavorare (correggere compiti,
studiare ecc.) con diversi cartelli che quantificano il reale tempo
di lavoro e spiegano le motivazioni della protesta. Inoltre nei
consigli di classe verrà letto il documento approvato
dall'assemblea.
-IIS
Giorgi di Milano. I docenti hanno deciso di dimettersi dalle
funzioni strumentali, dal ruolo di coordinatori di classe e di tutor.
E' stata inoltre proposta la sospensione del il ricevimento
individuale dei genitori, l’aggiornamento del registro elettronico,
la programmazione, il coordinamento dei consigli di classe, i
progetti di istituto approvati, ogni attività didattica aggiuntiva
(corsi di recupero e potenziamento), i viaggi di istruzione. Inoltre,
durante le ore di attività didattica si faranno: informazione sulle
ragioni delle decisioni prese, la preparazione di verifiche,
correzione delle stesse, la preparazione di lezioni. Il blocco di
tutte le attività che nel CCNL vengono considerate non strettamente
dovute partirà da lunedì 5 novembre 2012 e proseguirà ad oltranza
fino alla revoca dell'art. 3 della Legge di Stabilità. Per spiegare
le ragioni che stanno alla base della protesta verrà distribuito ai
genitori un volantino informativo.
-L'assemblea
sindacale dell'ITIS Molinari di Milano ha deciso di aderire
allo sciopero del 14, di sospendere le attività aggiuntive e le gite
riconvocandosi per valutare questo aspetto a dopo l'approvazione
della legge di stabilità, di utilizzare il ricevimento parenti,
prima di parlare del singolo studente, per spiegare ai genitori la
situazione della scuola italiana e dei docenti, preparando anche dei
materiali ( manifesti, volantini ), di attivare ulteriori forme di
comunicazione/ confronto con studenti e genitori.
-ITC
Levi di Bollate. A partire da lunedì 5 novembre e fino a quando
il Decreto Stabilità non sarà emendato, l’assemblea sindacale dei
Docenti delibera, fermo restando il rispetto del Diritto allo studio
degli studenti, le seguenti azioni: SOSPENSIONE da tutti gli
incarichi organizzativi dell'Istituto (coordinatori di Indirizzo,
coordinatori di Materia, coordinatori e segretari di Consigli di
Classe, Funzioni Strumentali, responsabili di Laboratorio);
SOSPENSIONE dalle attività di progettazione; SOSPENSIONE delle
visite didattiche e dei viaggi di istruzione; SOSPENSIONE del
Ricevimento parenti; SOSPENSIONE dell’adozione dei libri di testo.
Decide inoltre di inviare una lettera al Ministro dell’Istruzione;
inoltrare una lettera ai genitori da leggere nei Consigli di Classe
di novembre; pubblicare nella casella Albo sindacale della home page
del sito dell’Istituto la presenta mozione e tutte le successive
comunicazioni sindacali; pubblicizzare la protesta attraverso
striscioni, manifesti, volantini; collaborare con l’Istituto Erasmo
da Rotterdam e le altre scuole del territorio per la definizione di
eventuali forme di protesta comuni. Alcune precisazioni, relative ai
prossimi Consigli di Classe di novembre, esplicitate nel corso
dell’assemblea e diretta conseguenza della sospensione degli
incarichi di coordinatore e segretario: non verranno compilati i
tabelloni riassuntivi dei voti della classe, non verrà comunicato e
registrato sul libretto dello studente il voto disciplinare
intermedio (metà quadrimestre), verranno illustrate ai genitori le
azioni indicate nella mozione dell’assemblea sindacale, verrà
letta ai genitori la lettera dei docenti.
-Liceo
Vittorio Veneto di Milano. I docenti riuniti in assemblea hanno
deciso le seguenti azioni di lotta: sospensione fino al ritiro
dell'art. 3 e commi seguenti dalla Legge di Stabilità di tutte le
attività non obbligatorie connesse a: viaggi di istruzione, uscite
didattiche, progetti, funzioni strumentali, responsabili di
laboratorio, coordinamento di materia, ai lavori relativi a tutte le
commissioni.
-L'assemblea
sindacale dell'IIS C. Varalli di Milano ha preso le seguenti
decisioni con effetto immediato: dimissioni dal ruolo di coordinatori
di classe e di segretari; dimissioni da tutti gli incarichi:
collaboratori del D.S., funzioni strumentali, commissioni; blocco di
tutti gli sportelli; blocco di tutte le attività extra scolastiche
(uscite didattiche, viaggi d'istruzione, ecc...); blocco del
pomeriggio di incontro "scuola - famiglia" già programmato
per il prossimo 11 dicembre; nel rispetto delle 18 ore di lezioni
frontali, privilegiare , quando è possibile, le sole verifiche
orali. Comunicazione e visibilità dello stato di agitazione:
comunicazione sul sito della scuola delle decisioni prese
dall'assemblea sindacale; comunicazione agli studenti e alle loro
famiglie delle motivazioni che hanno portato alle forme di
mobilitazione decise dall'assemblea sindacale.
-Liceo
Tenca di Milano. I docenti presenti all’assemblea sindacale
hanno deciso di attuare le seguenti azioni: 1) Richiesta di
convocazione di un collegio straordinario come momento di
informazione e di dibattito 2) Blocco di tutti i progetti che
arricchiscono l’offerta formativa e di tutte le funzioni che
integrano la didattica (coordinamento di classe e di materia,
funzioni strumentali, viaggi di istruzione e stages). I docenti si
riservano di intraprendere nelle prossime settimane ulteriori azioni
in coordinamento con le scuole cittadine. I docenti garantiranno
l’attività didattica curricolare e come sempre lavoreranno ben
oltre le 18 ore frontali per preparare le lezioni, le verifiche, etc.
-I
docenti dell’Istituto Feltrinelli di Milano. i docenti del
Feltrinelli fino alla definitiva cancellazione delle norme sulla
scuola dalla Legge di Stabilità si ritengono dimissionari da
qualsivoglia incarico aggiuntivo e seguiranno le indicazioni di
protesta già suggerite da tutte le organizzazioni sindacali, quindi
attueranno il blocco delle attività non obbligatorie, vale a dire:
di tutti i progetti che arricchiscono l’offerta formativa; di tutte
le funzioni che integrano la didattica (coordinamento classe, di
materia e di indirizzo, responsabilità dei laboratori,
collaborazione con la Presidenza, attività di recupero, commissioni
varie, funzioni strumentali, viaggi d’istruzione, ricevimento
parenti: la comunicazione con le famiglie degli studenti sarà
attuata mediante il registro elettronico). Tale presa di posizione
sta a dimostrare quanto sia complessa l’organizzazione di una
scuola e quanto siano impegnati i docenti, oltre al lavoro didattico
di lezione frontale, nella preparazione delle lezioni, nelle
correzioni degli elaborati e nell’aggiornamento.
-I
docenti del Liceo Severi Correnti di Milano durante il
Collegio Docenti hanno ritirato quasi tutti i progetti presenti nel
POF tranne due. I due non ritirati (teatro e sportello psicologico
con la asl) sono stati bocciati. Eroicamente ritirato anche il
progetto della commissione orario, le colleghe hanno già fatto
l'orario e non riceveranno pagamenti, sono state comunque solidali e
hanno strappato gli applausi dicendo che ci terrebbero a non dover
fare il prossimo anno un orario su 24 ore a docente e hanno ritirato
anche tutto il progetto di gestione della rete di istituto. Tutti i
docenti del Liceo, tranne due, si sono inoltre dimessi dal ruolo di
coordinatore di classe.
-All'ITCS
P. Levi in Collegio Docenti congiunto con l'ITCS E. Da
Rotterdam è stata votata una mozione di disapprovazione totale
dell'impianto della Legge di stabilità, mentre azioni di lotta
attiva e passiva saranno concordate durante l'assemblea sindacale di
prossima convocazione.
-Al
Liceo P. Levi di San Donato Milanese è stato firmato
documento dalla maggioranza dei docenti contro le 24 ore e i continui
tagli alla scuola pubblica.
-Al
Liceo Scientifico Statale “G.B.Grassi” di Saronno è
approvata a larghissima maggioranza, con solo due astenuti, una
mozione con cui si propone il congelamento e la sospensione delle
attività extra curricolari; la richiesta al Dirigente di una
certificazione del “lavoro sommerso” (preparazione di lezioni e
verifiche, correzione di verifiche, aggiornamento, etc…)
quantificato in ore; la chiusura della scuola per tre giorni
lavorativi in cui i docenti si costituiranno in assemblea permanente
aperta a genitori e docenti di altre scuole, per discutere le
modalità di protesta e rendere partecipe l’intera comunità sulle
ragioni della lotta.
-L’assemblea
sindacale dei docenti dell’IISS ORIANI-MAZZINIha deliberato
le seguenti iniziative di protesta e di lotta: dimissioni dei docenti
da tutte le attività aggiuntive e dalle commissioni (tranne
commissione elettorale ed orientamento in ingresso) che non rientrano
nella funzione docente prevista dal CCNL 2006-2009; sospensione dagli
incarichi di funzioni strumentali; svolgimento di tutte le attività
inerente la didattica nelle ore di lezione in classe; richiesta di un
collegio docenti straordinario nel più breve tempo possibile con
all’o.d.g. i problemi inerenti le condizioni dei docenti nella
scuola italiana e nel nostro istituto; assemblea
docenti-genitori-studenti da tenersi al più presto in ciascuna delle
tre sedi dell’istituto; appoggio alla contrattazione d’istituto
del personale ATA; verifica e controllo puntuale dell’applicazione
della legge 626 inerente la sicurezza sui posti di lavoro (presenza
di classi numerose in aule strette e con più di due studenti con
disabilità gravi).
-Il
collegio docenti dell’ISIS Leonardo da Vinci di Cologno Monzese
ha approvato all’unanimità una mozione che esprime la "più
totale contrarietà" al ddl stabilità e i docenti si dichiarano
"favorevoli ad adottare ogni possibile e legale forma di lotta
per impedire che questo scempio della scuola pubblica" e
chiedono alla nostra Dirigente, di esprimersi pubblicamente e con
chiarezza rispetto a tale questione, adoperandosi affinché la loro
posizione sia garante della difesa, della dignità e integrità della
scuola in una società democratica. Invitiamo i genitori e studenti a
sostenerci e a difendere con noi la Scuola Pubblica Statale.”
-Il
collegio docenti del Liceo Artistico "Brera" ha
approvato una mozione per sospendere tutte le attività non
obbligatorie retribuite fino al ritiro del testo contenuto nel
decreto di stabilità che prevede l'innalzamento a 24 ore l'orario in
classe dei docenti. Contestualmente è stato approvato anche il testo
di una lettera da mettere sul sito della scuola per spiegare a
studenti e genitori il motivo della decisione presa.
-L'assemblea
riunita delle scuole Besta, Natta, Maxwell, Molinari di Milano
nella quale le scuole presenti hanno deciso di fare un presidio in
via don Calabria giovedì 8 novembre. Ogni scuola porterà volantini,
cartelli, striscioni, coinvolgendo studenti e genitori. Nelle mattine
precedenti il presidio in alcune delle scuole si terranno giornate di
“didattica essenziale” per discutere e preparare il presidio
stesso.
-L'assemblea
sindacale del Liceo Einstein di Milano ha approvato una
mozione di condanna dei tagli alla scuola e deciso di sospendere
tutte le attività extracurriculari pomeridiane e mattutine fino alla
revoca dell'art. 3 della Legge di Stabilità.
Coord.
Lavoratori della scuola "3 ottobre" - C.P.S. Milano
per
contatti: coordinamento3ottobre@gmail.com
Gruppo
Fb: Precari Uniti contro i tagli
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