3 luglio 2014

UNITI PER RESISTERE


E' sempre più chiaro che la politica PD sulla scuola ricalca in tutto e per tutto la politica dei governi precedenti di centro-destra. Il Cantiere sulla Scuola, mascherato da tante belle parole, ha finalmente svelato il suo lato più crudo nelle recenti dichiarazioni del sottosegretario Reggi che in un’intervista pubblicata su “La Repubblica” ha dichiarato:
- di voler innalzare l’orario di lavoro dei docenti di ruolo fino a un massimo di 36 ore: queste ore sarebbero probabilmente utilizzate per attività aggiuntive (Reggi auspica scuole aperte tutto l'anno anche alla sera e d'estate, agosto escluso), ma anche per coprire le supplenze brevi fino ad un massimo di 24 ore a stipendio invariato: ciò si tradurrebbe in un taglio di moltissimi posti di lavoro per i precari che lavorano da Graduatorie d'Istituto.
- di voler ridurre a 4 anni la scuola superiore per rifinanziare Arte e Musica, discipline falcidiate dalla riforma Gelmini.
E' chiaro che il rifinanziamento di queste due discipline è un puro "specchio per allodole", in quanto con il taglio del quinto anno delle superiori le discipline del triennio ( e tra queste anche arte) perderebbero ore e conseguente livello qualitativo; si arriverebbe inoltre ad un taglio di circa 40.000 cattedre che avrebbe come conseguenza l'esubero di molti docenti di ruolo e la perdita di lavoro per i docenti precari.
- di voler introdurre premi stipendiali fino a 3000 euro per chi svolge ruoli di coordinamento e di gestione o progetti specifici (di informatica e di lingue). Tali incarichi e premi in una logica assolutamente meritocratica, aziendale e clientelare saranno assegnati dal Dirigente scolastico.
Come docenti ed educatori informeremo e denunceremo costantemente i cittadini sui tentativi di "smaltimento" della scuola statale da parte di questo governo. Da lavoratori ci opporremo a qualunque attacco al contratto collettivo nazionale e, se necessario, ci mobiliteremo in piazza e nelle nostre scuole per difendere la dignità del nostro lavoro la cui qualità non ha bisogno di trovare certificazione nella relazione diretta con i dirigenti scolastici.Rimandiamo al mittente tutti gli insulti rivolti da diversi esponenti politici a noi docenti, precari e di ruolo, che in questi anni, nonostante i ripetuti tagli, abbiamo portato avanti con capacità e competenza, in condizioni sempre più difficili, la didattica e il successo formativo dei nostri studenti.
- No all'aumento dell'orario di lavoro dei docenti di ruolo fino a 36 ore settimanali!
- No al taglio del quinto anno delle superiori!
- No alle logiche aziendalistiche e ai premi stipendiali assegnati discrezionalmente dai Dirigenti Scolastici

Coordinamento Lavoratori della scuola “3 ottobre” Milano coordinamento3ottobre@gmail.com 

1 commento:

  1. 36 ore al posto di 18? 18 a chi e' a tempo indeterminato e le residue 18 ai precari, stabilizzandoli. E paghino. Non esiste che si lavori di piu', gratis. E i sindacati piu' rappresentativi della Scuola, cosa vogliono trattare? Si e' visto come hanno lottato sino ad ora per dividere la categoria con capetti e caporali, facendola regredire. E basta con sta riforma berlingueriana che ha introdotto il dirigente scolastico (legato al numero degli allievi, per giunta). Torniamo al preside eletto dai docenti, come all'universita'. E basta anche con ' sta autonomia (inutile) delle scuole: essa e' coincisa, parallelamente, con la perdita di autonomia dei docenti.

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